(falso in..) BILANCIO di capoDANNO

Trovare un aggettivo per questo 2013 non è difficile, il siciliano “sfrigiuso” rende bene l’idea. Un anno che si è impegnato fino in fondo a rendere le cose complicate. Incertezze imprevisti e impedimenti. Lascio in questo 2013 tutte quelle persone che non arricchiscono la mia vita, tutte quelle che sono sparite, quelle egoiste, quelle false e quelle opportuniste, quelle che entrano ed escono dal cuore come se nulla fosse, quelle con poca ironia e che si prendono troppo sul serio. Basta ospedali, medici e cartelle cliniche. Basta giustificare gli altri quando non c’è niente da giustificare. Basta con chi non ha il tempo di alzare il telefono e chiedere “come stai”. Basta con chi non sa darti spiegazioni. Il marcio lo lasciamo qui. Il Buono, lo porterò con me nel 2014. Un grazie a tutti gli amici, quelli vicini e quelli lontani km, quelli veri, che mi hanno regalato risate a profusione, e con cui a volte mi sono trovata a discutere, perché scannarsi a volte fa bene e capisci davvero di quanto siano solidi certi rapporti capaci di ricucire ogni cicatrice. Un grazie a chi era con me all’olimpico il 7 Luglio al concerto dei Muse, perché quel giorno si è avverato un sogno. A tutti gli altri un sincero Vaffa…..e adesso lo possiamo dire finalmente, levati dalle palle 2013!i e nel 2014? credo sia ora di raccogliere i frutti….Happy New year!

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il mare d’inverno

Il mare mi placa sempre. Lo stesso mare che l’anno scorso ha fatto da sfondo a quel bacio traditore. Mi calma l’anima. Il mio mare, azzurro limpido, distesa di cristalli sul bagnasciuga d’estate, tappeto di gemme verdi in autunno, ma a me piace in burrasca, quando l’azzurro indossa il cappotto nero e si increspa, si agita, urla, Rimango li incantata ad ascoltare le sue parole, mi parla…
Ieri mattina sono andata al mare. Dovevo parlare con lui. Mi ha risposto.
Sono rimasta su quella panchina, in balia del vento, fissavo l’orizzonte, era curioso. Lo stesso posto, un anno dopo. Un ricordo diverso da associare.
2012, le onde e la passione travolgente, 2013 il sorriso di una bambina, quasi una rinascita, proprio nel punto in cui mi ero persa. Assieme a me c’era un’amica e sua figlia che ha poco meno di un anno, si chiama Alice. Lei è un piccolo miracolo, e oggi sono fiera di far parte di coloro che hanno appoggiato la sua mamma, quando il resto del mondo sosteneva che sarebbe stato meglio non tenerla.
Alice è un concentrato di vitalità, sorride al mondo, arriccia il naso e poi mostra i suoi 4 dentini. L’ho stretta a me, perché siamo simili. Davanti a lei c’è un percorso difficile, non ha un papà…Alice sorride. Per la prima volta ha visto il mare, ed è rimasta incantata come me; non sa ancora che ogni volta che tornerà a guardare il mare di Sicilia, sarà sempre come se fosse la prima volta.
Rimarrai li Alice, disarmata, inghiottita dai suoi flussi, a respirare salsedine che si impiglia tra i ricci.
No, il mare, il mio mare non lo puoi dimenticare.
E la vita vale la pena viverla, anche solo per guardare quel mare almeno una volta.
Che a volte il naufragare non è poi così dolce, ma prima o poi, il mare si placa, sempre…..Immagine

golfo di mondello,Palermo 2013

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coriandoli a Natale

Piove, e se ogni goccia riuscisse a lavare via la malinconia almeno avrebbe un senso.
Il Natale è finalmente passato, e mi sembra di aver tolto un fardello dalla spalle. Le lucine fuori, mi spengono. Il Babbo appeso al balcone mi fa inorridire, l’ho sempre trovato di cattivo gusto. Il Natale 2013 è stato forse uno dei più tristi.
Una stanzetta all’ospedale civico di Palermo, una sedia a rotelle, un presepe fuori nel corridoio a ricordarmi che è festa anche li, in quel reparto, o almeno dovrebbe.
Ho inghiottito tutte le lacrime che avevo dentro prima di entrare in quella stanza. Prima di arrivare da mio zio. Non avrebbe dovuto capire nulla, dovevo mostrarmi sorridente per dargli conforto e trasmettergli serenità. A volte non so dove trovi la forza di affrontare tutto. Niente cenone, un panino al tacchino e attorno a me camici, mascherine, flebo.
Buon natale, e io mio chiedo sempre più se esista realmente qualcuno nato in una grotta. Se c’è non mi ascolta.
Ad ogni modo, mio zio è ancora qui con me, e non so cosa avrei dato per aver ancora mio padre.
Puntualmente la vigilia di Natale, papà usciva a comprare gli ultimi regali. Non ne ha mi azzeccato uno…e questa cosa mi fa ancora sorridere.
A mezzanotte ero già a casa, sola, col mio inseparabile cane sulle ginocchia. Ci siamo accoccolati e abbiamo guardato insieme “la morte ti fa bella”. Mi riporta in mente i tempi spensierati.
Ieri invece ho pranzato da parenti dei miei parenti, che a me non vengono niente. Hanno accolto me e mio fratello perchè eravamo soli, ed è stato quasi piacevole. Anche se non era Natale…la mia famiglia non so che fine abbia fatto in mezzo a questo caos.
Per la prima volta in 13 anni non ho neppure sentito Matti. ieri sera tornata a casa mi accorgo di un suo sms di auguri. Non ho neppure risposto. Non ho neppure voglia di sentirlo, dopo essermi preoccupata per settimane di come stesse avrebbe anche potuto comporre il mio numero.

Ad ogni modo è finito tutto.

è tutto finito….

anche quest’anno, o quasi…..

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Due

Un’intera giornata al pronto soccorso, lo zio viene ricoverato un’altra volta. E mi rivedo proiettata in un altro ospedale, proprio due anni fa esatti. l’ultimo in giorno di vita di mio padre. E ricordo ancora tutto, come se fosse ieri. I neon, la porta socchiusa, i medici, il defibrillatore, il coma, la telefonata in piena notte…..mi passa un film davanti. Che è realtà. Un brutto scherzo a cui non voglio e non riesco ad abituarmi. E l’immagine della morte che non se ne va…la freddezza che non te la levi più di dosso. Gli ultimi discorsi scambiati tra me e mio padre il giorno prima che se ne andasse. Che sono rimasti solo nostri. La promessa che ci siamo scambiati. Le sue parole piene di commozione, forse aveva capito, io non lo so… Ancora una volta ieri in ospedale, ancora dottori, ancora oncologi, ancora un uomo ridotto una larva. Tutto si ripete, in questo ciclo crudele, senza tregua…. due anni da incubo, due anni che stanno a poco a poco prosciugando anche me. Lo sconforto oggi è devastante.Ammiro la forza di chi soffre pene indicibili per colpa di una malattia, la loro dignità. Ammiro loro, perché io questa forza non ce l’ho. Mi sento svuotata oggi, spenta. Mi manca da morire mio padre. Sapere che non lo rivedrò mai più uccide. Il vuoto, ecco cosa rimane. Il tempo non guarisce. il tempo non lenisce i dolori. Il silenzio è crudele. Un altro Natale in ospedale, con la tristezza nel cuore….quei reparti addobbati che vogliono regalarti una parvenza di normalità che non esiste. Non c’è, non ci può essere.

L’unica cosa che vorrei questo Natale è mio Zio a casa, insieme a mia madre che lo accudisce.
Non voglio rimanere sola quel giorno.  

Odio dicembre…
perchè non esiste il tasto rewind???

perchè è sempre tutto così complicato?

A volte penso che la vita si sia accanita contro di me….
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Andirivieni concettuale

Apatia domenicale….svegliarsi ed avere le stesse energie di un paramecio ibernato. Ho dormito poche ore, e ho dormito male.
La telefonata di ieri sera mi ha turbato. Papà gambalunga, dopo altre due settimane di assenza richiama.
Solita voce spenta, solita assenza di entusiasmo. Capisco che la situazione è ancora tragica. Credo di conoscerlo meglio di qualsiasi altro sulla faccia della terra, allora vado di domanda tattica:

“Matti, hai fatto l’albero?”
“no!”
“Si era offerta mia madre, ma non mi va….”

 

E’ bastato tanto per darmi la certezza che quella oca della sua ragazza, come immaginavo, lo ha mollato. Lo ha mollato a due passi dal matrimonio. Dopo 6 anni di storia.
Bella str…
Era lei l’addetta all’albero ogni anno. 
Mi fa rabbia. Mi fa rabbia che lui debba stare così male per una che non l’ha mai meritato.
Lei, non l’ho retta dal primo momento. E gliel’ho sempre detto. L’atteggiamento arrivista e capriccioso di questa persona, non l’ho mai tollerato. Oltre tutto lei, era stata capace di farlo rincretinire.
Da un lato vorrei sentirlo felice, dall’altro mi chiedo se sia un bene che si sia rivelata per quello che è prima di portarla all’altare. Io adoro Matti. Non sopporto di sentirlo soffrire in questo modo. Non mi va che a causa dei suoi problemi, sparisca per settimane. Non mi va che poi torni così come se niente fosse, mentre io sto nell’incertezza. Ma non è il momento delle polemiche. Non voglio farlo sentire in colpa, voglio solo che ritrovi il sorriso di sempre. Perché lui è sempre stato il mio di sorriso.

Mi ha sempre fatto ridere, mi è sempre stato accanto negli ultimi 13 anni. Io forse ho solo lui.
Io sono sempre rimasta un passo dietro. Io sono sempre stata il suo satellite.
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Feste comandate

Se le chiamano feste comandate, ci sarà un motivo. Vuol dire che anche se ti svegli malconcio, se ce l’hai col mondo intero perché la caldaia ha smesso di funzionare, se ti svegli ricoperto dalla peste bubbonica, tu DEVI FESTEGGIARE! lo dice il calendario!
Feste a comando. Questa cosa è snervante, non l’ho mai digerita. Perché non posso decidere io allora? Bene, allora vorrei che a Luglio si festeggiasse il primo shatush di Belen, o la prima spaccata di Heather Parisi. E tutti devono festeggiare, perché è scritto sul calendario!
Le feste sono appena iniziate e io avverto già una strana orticaria sottocutanea. Intolleranza ai parenti, alle lucine, agli auguri poco sinceri e alla corsa ai regali, che poi alla fine compri sempre il regalo della disperazione, quello dell’ultimo momento perché non trovi altro in giro.
Ecco io quest’ anno dico no a tutto questo. E a dire il vero l’ho detto anche l’anno scorso. E pensare che ancora non ho nemmeno aperto la scatola della tombola. Si perché a casa mia, si fa la tombola Amplifon. Quella in cui nessuno capisce il numero estratto e si va a fantasia…. Che poi tanto vince sempre la solita zia zitella, che si contende col nipotino di tre anni il primo premio.
E poi qui in Sicilia, si mangia, si mangia……….e non ce la posso fare:

menù dell’Immacolata:
1 teglia di pasta al forno
1 teglia di pasta con melanzane
1 teglia di stinco di maiale con patate
1 teglia di verdure grigliate
affettati
roast beef
insalata russa
panettone salato farcito
panettone dolce.

Tutto questo per 6 persone.
Mi sento male. Help.

E si, io ho più di qualche motivo per soffrire di panico da feste natalizie, ma devo subirle.
Quando ancora ci credevo al Natale, spesso mi recavo a Roma ad appendere un desiderio all’albero della stazione Termini. Si sono sempre esauditi, quest’anno non potrò andare, ma un desiderio ce l’ho. Ti prego, fa’ che il tipo del terzo piano che suona la pianola tutte le sere, cambi repertorio. Pretty woman a rotazione è fastidioso.

Grazie, 

 

merry christmas!

 

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strani giorni

Dopo una settimana di esilio forzato davanti al pc, torno al mondo degli umani. Le traduzioni sono state consegnate stanotte alle 4. Da lunedi ad ora è stato un tour de force, due ore di sonno a notte, mai alzata da questa sedia, niente pranzo, niente di niente. I miei occhi sono praticamente distrutti, non vedo più, mi bruciano da morire, anche il mio cervello è andato.fuso completamente. e’ stato un lavoraccio, duro, anzi è stata una follia.
Perchè non puoi affidare sei documentari da tradurre tre giorni prima che la mostra abbia inizio.Fatto sta che ce l’ho fatta.e mi sento un po’ orgogliosa, un po’ bionica, un po’ wonderwoman.
Mi dispiace aver trascurato il mondo intero in questi giorni, mi farò perdonare.
Non ho molto da raccontare su questa settimana, sono stati  giorni un po’ monotoni, ma lunedì è successa una cosa buffa.
Mi sono recata in uno dei più palazzi più belli della città a ritirare il materiale per il lavoro. Dopo aver sbagliato ingresso (il palazzo è enorme) ed essere finita nella caserma militare, dove un uomo in divisa partenopeo mi ha gentilmente invitata ad uscire, sono arrivata al luogo dell’appuntamento. Controlli, super controlli di sicurezza, figuracce, viene a recuperarmi un tipo romano che mi chiama Barbara e non è il mio nome. Una volta dentro al palazzo, che è meraviglioso, arrivo nella sala delle esposizioni. Li vengo accolta da una signora, che era il mio contatto di riferimento, romana anche lei. Una signora adulta, molto cordiale, è la curatrice dell’evento….
Dopo qualche chiacchiera, dopo aver ricevuto il dvd con i lavori, la saluto.Scopro solo dopo che la tipa era una veramente, veramente importante. Beh…..forse è stato un bene non averlo saputo prima, avrei fatto una delle mie memorabili figuracce.
In compenso in questi giorni sono stata la stalker del direttore sexy, il quale voleva essere costantemente aggiornato sui lavori.
eh si…brutte cose.
Intanto qui è scoppiata l’aria natalizia e sono già insofferente. Vorrei che fosse già il 9 gennaio, così anche la befana sarà tornata al suo paese…. E’ tutta una confusione, tutto un vortice e sembra che mi stia risucchiando dentro………..
Sarà che questo periodo a me ricorda cose molto brutte della mia vita.
Non so, ad ogni modo voglio lasciarmi alle spalle quest’anno disastroso.
aria nuova, aria pulita….. devo pensare più a me.

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tempo di pacchi….

Dopo una settimana da zombie, torno piano piano alla routine quotidiana. Niente più febbre mentre la tosse continua a non darmi tregua.
Intanto è già dicembre e io dovrei entrare nel mood natalizio. Manca ancora l’albero, ma le palle ci sono, e in questo periodo sono pure rotanti. Non succede nulla per giorni, poi sabato, accade tutto assieme.
Sono stata veramente male in questi giorni e non tanto per l’influenza, quanto per l’assenza di papà Gambalunga. Io e lui ci sentiamo quasi tutti i giorni da 13 anni, ogni tanto sparisce….questa volta è sparito per tre settimane. Non avevo sue notizie, e la testa stava per esplodermi, non sapevo se fosse successo qualcosa li a Roma. Nulla, e questa incertezza, questa attesa, questa paura mi ha fatto morire. Ieri all’improvviso ricevo una sua telefonata, palesemente triste, palesemente spento. Non era il ragazzo che conosco, e io lo conosco fin troppo bene. So che quando si eclissa, sta male, so che quando sparisce, vuole tenere lontano da se tutti gli affetti. Mi fa incavolare, ma non ho voluto mettere il carico ai suoi problemi, forse avrei dovuto, ma non me la sono sentita. Anche se ha preferito non parlarmene, immagino che abbia problemi con la ragazza. Se la tizia lo ha lasciato qualche mese prima di sposarlo, giuro che vado li e le stacco le extension una per una, e le rovino pure il gel sulle unghie, che per lei è la massima disgrazia della vita. Io l’ho sempre detto che non fa per lui, ma deve capirlo da solo. Ad ogni modo mi dispiace sentirlo cosi, ad ogni modo, l’unico artefice del suo destino è solo lui.
Come se non bastasse il telefono squilla ancora. Un numero che non conosco.
era il tizio romano che ho conosciuto sul lavoro, il direttore…. O_O

credo di aver avuto un mezzo infarto.
Mi chiede se ho il tempo per un altro lavoretto da consegnare in pochi giorni. Credo di aver farfugliato poche idiote parole al telefono. Il fascino di questa persona mi mette K.O.  Il fatto che mi dia del lei, nonostante abbia poco più della mia età, lo rende ancora più affascinante. Quindi la prossima settimana avrò tanto da lavorare e dovrò sacrificarmi e sentire ancora il direttore :-p
Insomma…..ho 4 traduzioni importanti e una sola settimana,  bionic girl è già al lavoro.

Com’è strana la vita…..giorni monotoni, giorni incasinatissimi.
In due settimane ho visto sparire  e tornare Papà Gambalunga, ho rivisto a sorpresa Fritz, e ho ricevuto una telefonata dal direttore sexy.
ah però……

io non ci capisco più una mazza.

vuoi vedere che questa settimana viene a trovarmi Babbo Natale in persona?????

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