flashback

Oggi proprio non va…. Sto affogando nei ricordi…vorrei alzare quel tel e chiamare, l unica cosa ad impedirmelo è quel briciolo di ragione che mi è ancora rimasto…

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l’ostrica

Stamattina mi sono svegliata un po’ malinconica. Ho ricevuto un sms dalla migliore amica di Fritz che mi chiede di vederci oggi. Vedere lei riapre in me cassetti della memoria che vorrei seppellire in questo momento…Avere lei davanti, è un po’ come avere lui… Non so in realtà cosa sappia di tutta questa storia, ma qualcosa saprà perché improvvisamente non me lo ha più nominato….Ogni tanto i ricordi prendono il sopravvento, è difficile girare per Milano senza associare i luoghi ai fatti, alle parole, alle risate. “only the good selective memories”..già….L’unica cosa che mi porto dietro adesso è un fardello un po’ troppo grande,  quindi ho deciso di abbandonarlo lungo il cammino e guardare avanti a me…a fatica, ma lo devo a me.
Oggi trattengo anche le lacrime, non ho voglia di piangere più per lui. Così sono scesa in caffetteria a coccolarmi con un bel cappuccino schiumoso per tenere lontani tutti i pensieri spiacevoli. Stamattina lo zio riprende la chemio, si trova a Treviso con mia madre.

La seconda settimana milanese è quasi terminata e mi viene già l’angoscia al pensiero che la prossima dovrò tornare a casa. Vorrei fermare il tempo.  STOP.  Questa città da molti dipinta come “ostica”, per me è più “un’ostrica”, con una grande perla al suo interno. Mi sta regalando tanto, mi sta ripagando di tutto ciò che mi ha tolto qualche mese fa. Mi fa sentire viva, mi fa trovare il mio posto nel mondo, ed è lo stessa sensazione che ho provato a Roma. è stata una settimana pazzesca….. il corso mi ripaga dai mille sacrifici, la docente apprezza il lavoro da me svolto,  le colleghe approvano le mie idee, il gruppo funziona… Ho anche conosciuto un sacco di persone, e ognuna di essa ha lasciato un’impronta. qualche sera fa mi sono ritrovata ad un aperitivo sulle terrazza dell’hotel dei cavalieri insieme a nove ingegneri che non avevo mai visto in vita mia. Mi piace andare in esplorazione e conoscere nuovi pezzi di città. Di pomeriggio andrò a visitare la gam, la scorsa settimana sono stata in Expo, domani chissà…Ho anche scoperto che in città puoi bere un ottimo caffé alla cannella, e soprattutto ho scoperto che le palle del toro in galleria portano bene, occorre eseguire un rito ben preciso che naturalmente io non sono stata in grado di portare a termine. Vabbè….  staremo a vedere 🙂

Milano è anche questo….

beh, adesso  devo proprio andare

buon weekend

Piove ma non troppo

ore 22,54 della sera, scrivo dal mio lettone, da Milano. Fuori dalla finestra la pioggerellina soffice e intermittente innaffia pensieri che crescono dai marciapiedi e dalle strade affollate. Mille visi, mille luci, mille incroci, battiti….I semafori scandiscono ritmi da maratoneti e le auto sfrecciano veloci tra le biciclette. Dicono che ci sia grigiore in giro, io invece non riesco che a vedere un caleidoscopio di mille colori brillanti e vivaci. Sono quelli dell’anima che lentamente torna a svegliarsi da un torpore ormai passato. Nuove consapevolezze, nuove certezze, l’aver preso coscienza di aver dato tantissimo a chi mi ha dato meno di poco. Essere riusciti a cancellare anche gli ultimi ricordi belli, quelli da tenere in un cassetto del cuore, per colpa dell’indifferenza. Essere infine sicuri che tutto questo male, io in fondo, non lo meritavo affatto e che forse non eravamo neppure così amici.
Inghiotto bocconi amari, ma allo stesso tempo i polmoni si riempiono di aria buona….
è iniziata la mia seconda settimana qui e la prossima dovrò già ritornare. Il tempo, quando stai bene, vola. Sto facendo tesoro di questi momenti perché mi serviranno nelle prossime settimane quando tornerò alla triste realtà. Sto anche cercando lavoro da queste parti, ma la vedo dura… Il corso procede bene, le mie colleghe sono in gamba, siamo affiatate. Sono già uscita allo scoperto, non so perché, ma da sempre mi porto dietro l’etichetta della “tipa serafica che mette tranquillità”… Oggi mi hanno persino chiesto se io facessi yoga visto che non mi arrabbio quasi mai. In realtà accade, e quando accade si scatena l’ira funesta.

Ad ogni modo, sto bene. Oggi posso dire che sto bene. Sono ancora incompleta, ma sto bene….tutto il resto verrà da sé. La prossima settimana verrà a trovarmi qui una mia amica dalla Sicilia. Ah si… dimenticavo. Le mie amiche di Palermo sono a lutto da quando manco io. 🙂 Il mio tel squilla in continuazione e ricevo sms fino a notte fonda. Mi mancano anche loro, ma tre settimane passano in fretta. è bello sapere che a casa c’è qualcuno che ti pensa, forse ho seminato qualcosa di buono in questo cammino. Ho sempre paura che gli altri non capiscano nulla di me, che non trasmetta niente del mondo che ho dentro e del bene che voglio loro. Poi invece la vita mi ricorda di essere circondata da gente che mi adora….troppo volte mi chiedo il perché, troppe volte mi chiedo se sono in grado di ricambiare in modo adeguato….
Vorrei che la vita adesso fosse meno severa. Mi ha già chiesto tanto. Vorrei cantare. Si vorrei cantare sotto la pioggia….

singing in the rain….

e poco importa se torni a casa inzuppata, forse non ci sarà sempre un ombrello pronto a ripararci, ma ci sarà sempre un domani a ricordarci che fin quando ci sarà odore di terra bagnata da respirare, non sarà stato tutto vano….

ombrelli

up and down

Sono arrivata domenica mattina e ad accogliermi ho trovato una pioggia battente. Ho sceso la scaletta dell’aereo pensando di andare a riprendermi la mia vita, quella che stava scivolando via dalle mie mani. Nonostante il maltempo ho deciso di fare un giro per la città. Avevo bisogno di pensare. avevo bisogno di perdermi. Bisogna perdersi per ricominciare. Ho ritrovato il mio sentiero, e mi ha portato dritto alle gallerie d’Italia a piazza scala.  Non riesco neppure a descrivere il mio stupore davanti alla bellezza delle opere del Canova, di Hayez, di De chirico e di Sartorio. Credo di esserne rimasta rapita. Sono rimasta per attimi lunghissimi a contemplare lo splendore di certe tele. Sono tornata a casa quasi “guarita” e non avrei potuto cominciare questa esperienza in modo migliore. Il  mio corso è iniziato il giorno successivo. Mi trovo bene, le mie colleghe sono simpatiche e l’attuale docente che si sta occupando del training è un tipo surreale. Praticamente è il sosia di Cesare Cremonini con qualche chiletto in più. A volte non riesco a guardarlo seriamente, mi aspetto che da un momento all’altro mi canti “50 special”. Comunque sto imparando un sacco di cose e mi sento meno capra rispetto a quando ho iniziato. Proprio quando stavo assaporando i miei momenti di libertà e serenità sono venuta a sapere che il mio cane è stato molto male.  Sta ancora poco bene a dire il vero, evidentemente a casa non sono in grado di gestirlo… sono anche stata tentata di prendere l’aereo e tornare a casa. se dovesse succedergli qualcosa io morirei. Per il resto, alterno momenti di euforia a profonda malinconia. Oggi in un momento di delirio ho mandato un sms all’amico fritz, volevo che sapesse che fossi qui. volevo dirglielo per non avere rimpianti. ovviamente non ho ottenuto risposta ma me lo aspettavo. In compenso qui ho molti amici di vecchia data e non mi annoio mai…..  credo che mi perderò anche domani….devo percorrere un altro pezzetto del mio nuovo pensiero…. devo liberarmi dei miei tarli….devo riempire questo vuoto….

voglio ancora trovarmi senza parole, incantata come davanti a un bassorilievo del Canova.

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in partenza

E’ tutto pronto, o quasi. Mancano davvero poche ore alla partenza. Piccolo particolare, la valigia non si chiude (ovviamente). Sto studiando formule matematiche per riempire ogni angolo e sfruttare al meglio lo spazio ma credo che alla fine vinca sempre la vecchia soluzione del “mi ci siedo sopra”. emozioni? felicità prima di tutto, curiosità, voglia di farcela e di svoltare. Poi in un angolino del cuore c’è la paura di lasciare questa situazione a casa, la preoccupazione e l’ansia da distacco da Lucky. Lui il mio cane catorcio, cieco diabetico ed epilettico. Lui il mio tutto. Oggi ha cercato di sabotarmi. L’ho trovato che dormiva dentro la mia valigia, poi mi ha “guardato” come a dire:”brutta stronza, ma davvero vuoi lasciarmi nelle grinfie di questi tipi qua???” …. credo che abbia capito tutto, è diabetico, mica scemo!

beh…. spero di trovarlo vivo al mio ritorno, per una settimana dovrà stare in pensione da una signora che lo accudisce. ❤

adesso andrà come deve andare….
devo solo riuscire a chiudere la valigia!

🙂

a presto!!!

hai visto mai…

E’ successo tutto così velocemente che non me ne sono neppure resa conto, una specie di congiunzione astrale favorevole, è andato tutto in modo così liscio e assolutamente privo di ostacoli che continuo a credere di essere su candid camera. Mi ritrovo catapultata da un giorno all’altro in un’altra città per questioni lavorative e la cosa mi spiazza. Continuo a non crederci. Invece sembra quasi che dovesse andare così. Ne sono sconvolta, ho quasi paura. Ho una valigia da preparare, troppo ristretta per la quantità infinita di roba che vorrei  portare con me. Si insomma, vorrei portare dietro i mille mila vestiti fighi del mio armadio e i mille miliardi di scarpe altrettanto fighe, invece non è possibile. La valigia peserà, ma mai quanto i miei pensieri. Se dovessero pesare anche quelli in aeroporto sicuramente dovrei pagare il sovrapprezzo. Il mio bagaglio pesa, ci sono dentro 30 anni di vita e tutte le sue sfumature. Ad ogni modo sono contenta, ho bisogno di aria nuova, questa vitalità nel’aria mi fa tornare a respirare. Anche se si tratta di un periodo limitato, cercherò di trarre tutti i vantaggi possibili e cercare di far prendere una direzione diversa alla mia vita. Ok…qualcuno se lo starà chiedendo. E Fritz? Si, è vero, è la sua città, ma non ho intenzione di avvisarlo e non c’ho voglia. Tanto lo verrà sicuramente a sapere. La sua migliore amica è la cugina della ragazza presso la quale sto. Insomma è matematico. Pagherei anche per vedere la sua faccia quando lo saprà. Credo mi prenda per stalker, un maratoneta come lui che fugge da me,  e io che arrivo nella sua stessa città. ahahahaha.Sa di beffa. Un po’ godo, e magari una sera di queste per una questione legata al karma, mi troverà al ristorante seduta al tavolo accanto, proprio come è successo a Palermo, e sai che risate!  A volte la mia vita sembra un film. C’è sempre qualche colpo di scena improvviso che ribalta tutto. beh, insomma… si prevedono settimane interessanti.

beh lascio che le cosa vadano come devono andare

chissà, magari è la volta buona che accada qualcosa di bello.

e come dice una delle mie canzoni

“hai visto mai che un piede poi basti a cambiare la vita, se solo toccherà la luna…”

Notte

help

Ho tempo fino a domani mattina per decidere se frequentare o meno un corso di formazione a Milano della durata di tre settimane.
pro: acquisirei nuove competenze che potrebbero aprirmi delle porte interessanti

contro: durante una di queste tre settimane non avrei a chi lasciare il mio cane malconcio, dovrei convivere tre settimane con l’amica che si è intromessa tra me e fritz e che comunque si è subito offerta di ospitarmi.

che faccio?

Blue skies

E’ già giugno e io non scrivo un po’. Il cielo è tornato dorato e le piante nelle mie fioriere sono tornate a ricoprirsi di foglie verdi e rigogliose. Lentamente le nuvole incerte della primavera se ne vanno via e con essa le sue pioggerelline.  Il sole prepotente si è piazzato proprio davanti a me, come a ricordarmi che è inutile stare a rimuginare, tanto lui fa il suo corso e arriva puntuale a infuocare l’aria e abbagliare la vista. Ho scelto il silenzio in questi giorni. Avevo bisogno di capire. Alla fine non ho capito niente. Non ha un senso tutta questa storia. Questo è tutto ciò che so. E’ come il sole, va come deve andare…c’è un tempo in cui splende, c’è un tempo in cui si nasconde e lascia il tempo alle tempeste, in fondo è solo nascosto alla vista dalle nubi, ma è presente.
Mi piace pensare che in qualche modo, anche il mio vecchio e “caro” amico Fritz sia nascosto dietro qualche nube. E’ inevitabile pensarci ancora, la ferita farà posto a una vistosa cicatrice. Ci penso spesso, mi manca. I miei sentimenti nei suoi confronti sono in continuo mutamento. Sono passata dalla sofferenza, al rammarico, al rancore per le sue scelte stupide. Perché dopo tutto, le scelte stupide sono state le sue e per quanto io sia razionale, la delusione nei confronti della mia “amica” non riesco a smaltirla. Mi aspetterei che un’amica mi semplificasse la vita e non che me la complicasse. Ma almeno lei sta cercando di recuperare chiamandomi tutti i giorni. Fritz non ha mosso un dito. L’unica soluzione per me sarebbe cambiare città e ambiente. Ricominciare tutto. Sto meditando di farlo. Credo che sia il momento di tornare a pensare a me. Forse torno a Roma, città dove ho vissuto tre anni e che mi accoglie sempre a braccia aperte. Questa volta però porto con me il mio cane, che si chiama Lucky, che almeno lui è fortunato almeno di nome.

Vedo solo cieli azzurri.

aspetto con impazienza che tornino le cicale in città.