Linfa

Ho provato a scrivere in questi giorni ma non ne ho avuto voglia, non so neppure cosa scrivere e perché. Tutto sembra svuotato. E’ come un caleidoscopio, tutto quello che viene proiettato attorno a me non corrisponde alla realtà. Faccio fatica a capire cosa vedo io e cosa esiste realmente. Sono frastornata da immagini ricordi e parole nuove. Brancoli per sentieri che non conosci sperando di arrivare alla fine del percorso, e non c’è nessun filo di Teseo qui con me,né tanto meno lui ad aspettarmi alla fine del labirinto.

E’ una nuova vita, la mia terza vita. Lo sapevo e lo so.  Lascio che lei scorra, tanto sa sempre dove andare, io la seguo. C’è ancora linfa che scorre.  Dopo un periodo di eclissi dovuto all’improvviso silenzio piombato in casa, alla scomparsa di quel viavai di medici e infermieri che hanno invaso la casa per mesi, adesso riprendo a sognare, a immaginare almeno. Immaginare un futuro diverso. Ho scelto di tagliare la corda per un paio di giorni Sono partita con la mia migliore amica. Una piccola fuga a Roma in occasione di un galà sul vino. Hotel super lusso. Damerini,  paraculi, escort, non mancava nessuno in quel contesto li. Ne ho approfittato per andare in giro da sola tra calici,  magnum, luci e tacchi a spillo.Volevo assaporare la gente.
Sono tornata a casa rigenerata.
Piccola parentesi. A  Roma avrei dovuto incontrare il mio amico Belle Chiappe, quello dei post scorsi, quello che per mesi mi ha rotto con la storia del portarmi a letto.
Ebbene,  Belle chiappe al momento opportuno “doveva lavorare”.  Praticamente un uomo chiamato Mr coerenza..praticamente come dicono a Roma una Sòla!
Tutti maschi a parole….poi al momento di sbatterti al muro, scappano…
ad ogni modo,  una cosa bella per adesso è accaduta, però non la scrivo, la tengo per me….

 

dopo tutto domani, è un altro giorno….

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la vista dalla mia camera a Roma ❤

 

Uno scherzo

Una mattina come tante ti alzi, indossi il maglione nuovo, quello che hai acquistato da poco, di cui ti piaceva il colore ma non ti convinceva poi tanto eppure lo prendi lo stesso, bevi un cappuccino al volo, controlli l’orario, è tardi devi correre a lavoro.
Prendi la giacca e scappi, LO saluti al volo, da lontano, pensi tra te e te “non gli ho neppure dato un bacio prima di andar via, lo farò al mio rientro”
“Ciao, io vado, non farmi brutti scherzi eh…”
ore 12,30 a scuola, mi appresto a fotocopiare i test di verifica per la prima classe, sono indietro col programma.
“è arrivata una telefonata per te, devi andare subito a casa…”
In quel momento non capisco, non realizzo, prendo la borsa entro in macchina, poi il freddo. Intuisci. E’ successo. Lo scherzo ha deciso di fartelo. Mentre eri via. Mentre non potevi stringergli le mani. Non ti ha permesso di salutarlo.

Entro in casa, sembra un film, non ci credi, non è vero…
tua madre in lacrime, tuo fratello sconvolto. Lui li, fermo, immobile, assente, non c’è più. Non ti ha aspettato.
il mondo si ferma. Si ferma tutto. Respiro.
E non hai il tempo di pensare, di capire, di accettare che già ti parlano di fiori, vasi, necrologi, mogano, foto effetto santità o casual. E arrivano tutti, e la casa si riempie e tu fissi quel vuoto e quel corpo e non lo riconosci già più.
Sono i particolari quelli che poi ti rimangono dentro e ti martellano.
Le mani, le orecchie, le palpebre, il profumo di fiori…
E qualcuno ti abbraccia, qualcuno ti sussurra qualcosa ma tu non li guardi, non li ascolti. Ti arrabbi col destino, ti arrabbi pure con lui.
Bello scherzo.
Consapevolezze.
Prese di coscienza.
Tocca a me adesso. Tocca a me prendere il suo posto.
Incognite. La mia terza vita comincia adesso.
Non si è mai pronti. Neanche quando lo sai già.
ti arrendi al fatto che siamo niente, solo pedine.
Ingoi il boccone, indossi il tuo vestito migliore e volti pagina.
Dentro sto morendo un po’ anch’io, lo camuffo con sorrisi smaglianti. Celo il disordine e lo scompiglio.
Non piango neppure. Non posso, non devo.
Invece vorrei gridare. Invece vorrei quell’abbraccio sincero di un uomo che mi dica, ehy ci sono io.
Poi  rimani sola e fai  finalmente i conti.

E ti accorgi che  in fondo la morte ti stava seduta nella stanza accanto già da qualche tempo,lì, beffarda, crudele, sempre li,  ha solo aspettato che indossassi il  tupmaglione nuovo, quello che non ti convinceva poi tanto.