Lo specchio rotto

se avessi saputo quel giorno che chiudendo quella porta non ti avrei più rivisto, ti avrei stretto più forte. Ti avrei dato un bacio più lungo, ti avrei cinto la vita più forte e accarezzato quei capelli ribelli con più decisione. Ti ho visto sparire dietro i vetri di un ascensore antico di quelli che hanno ancora ante e manopole e quel senso di un passato che non tornerà. Come te. Ho chiuso la porta alle mie spalle con un velo di malinconia e un misto di eccitazione perché ti avrei rivisto dopo qualche giorno, al ritorno dal mio viaggio in Olanda. Invece io e te ci siamo persi. Persi nel mondo. Sconosciuti distratti. Non so più quando rientri a casa, cosa hai mangiato stasera, se li da te fa freddo, se la macchina ha avuto un altro guasto o semplicemente se sei stanco. No Gin, io non lo so più e questo un po’ mi fa morire dentro. Forse più di un po’. La cosa che mi fa più male è che sono stata io a prendere questa decisione. Era la cosa giusta. E ora fa male. E non riesco a perdonarmelo. Era giusto ma non era quello che volevo. Non è quello che voglio. Fa male. Mi manchi più di quanto credevo possibile. Anche se non dovresti. Anche se l ho voluto io. E adesso che hai attenzioni per un’altra persona, e cure e buongiorni e buonanotti e sogno d’oro io non reggo il peso della realtà. Sono pugni allo stomaco. Non posso negarti di essere felice con un’altra. È un tuo diritto, è la tua vita. Te lo devo. Ma fa male. Ogni passo verso di lei è uno in meno verso di me. Non so se mai capirai che il mio mondo per quanto sbilenco era fatto di te e di noi e che di tutti gli abbracci tra noi ne ho fatto tesoro. Ci saranno altre braccia, altre labbra, altri visi. Ma non saranno Te. Adesso devo solo pensare a salvarmi. Non lo so in che modo, ma lo troverò. Forse mi porterò questo peso dentro per un po’. Tra due giorni parto. Ho deciso di non venire in città da te per un po’.Ti evito ma poi a che serve se ti porto dentro ovunque nel mondo?

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