San valentino

È stata una giornata pesante. Emotivamente stancante. Ametto di aver speso il giorno in lacrime e la bufera che si è abbattutta sulla città non mi ha aiutato. Come se niente fosse, oggi, a san valentino, mi ha mandato un messaggio Gin. Voleva sapere come stessi. Non ho risposto. Se questa non è cattiveria, cos è? È tornato con lei e manda il msg a me. A san valentino.

non so dove trovo la forza ma ce la faccio. Riesco a ignorarlo. Ero talmente a pezzi che stasera mi ha rapito una mia amica. Mi ha portato a mangiare una pizza da lei.  Di lui non so. Non lo voglio sapere.

Voglio allontanarmi sempre di più.

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Minnie mouse

Oggi è una di quelle giornate da film horror. Temporale, grigiore, blackout elettrico, festa di carnevale a scuola. Soprattutto festa di carnevale. La mia dirigente mi ha costretto a travestirmi da minnie mouse. Cerchietto con orecchie, fiocchetto, naso e baffi disegnati. Volevo morire. Per la gioia dei genitori che se la ridevano dietro ai complimenti. sono comunque sopravvissuta. Ammetto di aver invidiato molto la bambina vestita da wonderwoman perché è il mio sogno di sempre. Ho sempre voluto un vestito da wonderwoman. A pensarci bene non ho mai indossato abiti da principessa, forse perché non ho mai desiderato esserlo. Io odio le principesse. Ho sempre creduto che la favola devo costruirla io, senza principi e cavalieri di contorno.  Fondamentalmente me la sono sempre cavata da sola. Fin da piccola.Ecco perché le mie eroine preferite erano judy Abbott e Jo March. Due con le palle, due ribelli,  scrittrici, viaggiatrici, niente matrimoni combinati, mezze zitelle. sfigate soprattutto, Ovvero il perfetto prototipo di me. Ma vada a quel paese il principe e i suoi derivati. Meglio far amicizia col drago. Neanche col lupo, perché è quello che mi ha fregato più di tutti. Il drago. Almeno ho il fuoco assicurato. Comunque in questi giorni penso, penso tanto. Penso che quello li non l’ho mai conosciuto. Che il copione si sta ripetendo, e provo pena per la nuova vittima, che potrebbe essere pure la vecchia, ma boh chi se ne frega. Ha problemi seri. Mi fa anche schifo a dirla tutta. La cosa che forse mi pesa di più adesso è la solitudine. I vuoti, i silenzi, la noia. Quei momenti che prima riempivo con lui ora sono momenti di niente. O meglio sono momenti di me. Ad ogni modo la missione skiatta va avanti, ho giurato vendetta. Sto a dieta ferrea e giuro che tra qualche mese non mi riconoscerà più. Ogni tanto me lo chiedo se sono fatta per stare da sola. E forse la risposta è si. Devo essere noiosa. Non ho mai rotto le palle io. Invece all’uomo piace. Vuole la psicopatica. Valli a capire.
Comunque ho una novità: ho consegnato la traduzione all’editore e mi faccio i complimenti da sola. Non ho avuto concentrazione in questi mesi e invece ce l’ho fatta nonostante le crisi, i pianti, la rabbia.
Programmi per i prossimi mesi: trovare un buon libro da leggere ( si accettano suggerimenti) e dedicare tempo a me stessa. Palestra, estetista e robe da femminucce.
Ah poi volevo dire al signor eminem che poteva risparmiarsi sto concerto in Italia che mi sa di presa per il culo. Non ho trovato i biglietti e quindi ormai ogni volta che passa alla radio impreco in tutte le lingue del mondo. Io volevo, io dovevo esserci!
Poi sto progettando viaggi. Ho preso un salvadanaio a forma di mappamondo, l’idea è quella di risparmiare per andare un po’ di tempo a new york. Devo cambiare aria. Sto intollerante a Roma, a Milano, a tutto. Se penso poi che un anno fa io e gin uscivamo per la prima volta mi viene il vomito. Poi domani è san valentino e stendo il velo pietoso.

Ok blatero. Ma io l’avevo detto che è un giorno horror.
Almeno minnie aveva topolino. Io ho solo uno stupido cerchietto e un naso nero sbavato.

 

Venerdi mattina, seduta al bar davanti al mio solito cappuccino, nel mio solito bar, con la solita voglia di non andare a lavoro e scappare su un’isola deserta. Ed ho anche lo stesso senso di nausea nei confronti del mondo. Si. Stupendo. Mi viene il vomito. Proprio come canta Vasco in sottofondo adesso. Mi chiedo solo come si possa fare cosi male agli altri. Mi chiedo come è successo. Quando il sistema è andato in tilt. Mi chiedo quando lui non sarà più un pensiero che mi tormenta. Fa sempre male. Ricordare fa male.  E vorrei solo trovare un po’ di concentrazione dentro al mio cappuccino.

Saturno è uno cazzuto!

Il primo mese di questo 2018 è giunto a termine e ad essere onesti non so come e non so perché ho riscoperto in me una forza incredibile che non pensavo di avere. Ho reagito e ho voltato pagina. Non ho più versato lacrime per Gin.  Le consapevolezze mi danno l’energia per non voltarmi indietro ma guardare davanti a me e a quello che c’è sulla mia strada. Ho scoperto un po’ di cose che mi danno il voltastomaco e questo mi basta. il processo è stato lento ma ha portato i suoi frutti. Riesco a vederlo con occhi diversi, mentre prima per me era perfezione. Ho letto molto in questi giorni, libri di psicologia, ho scoperto che lui è il perfetto prototipo del soggetto psicopatico. Un manipolatore. Uno che ti bombarda d’amore per farti credere  che tu sia l’unica e la migliore,  per poi cambiare atteggiamento e passare all’indifferenza. Soggetti con grande narcisismo, malati. Scelgono con cura le vittime. Io lo sono stata. E lo ha fatto anche con quella dopo di me, che mi fa pure tenerezza, lei è vulnerabile, ha 20 anni. molti meno di lui. Lei ora è disperata. Come lo ero io sei mesi fa. Quanto male può fare la gente? Questi uomini annientano le donne. O almeno vorrebbero riuscirci, Invece si risorge. Ci si rialza. Adesso sta mettendo in atto la sua manipolazione su altri soggetti. Quelli come lui secondo i manuali non sono capaci di amare. nessuno. Non provano emozioni, non pensano niente di quello che dicono. Mentono spudoratamente solo per creare assuefazione.  Non ci sentiamo da molto. Credo sia in una fase non troppo felice ma si consolerà presto con qualche ragazzina.  Io invece ho stretto amicizia con Saturno, quello che dovrei avere contro. Non è manco male sai? Si è un pianeta ostile ma è uno pane al pane e vino al vino. Non va? liberatene, Va bene? Ok. Mi piace, è cazzuto Saturno! Da quando è arrivato sono più energica. Forse prima avevo contro tutti gli altri pianeti.. Ora è solo uno. Boh. L’oroscopo è come il meteo, non ci prende mai.
Per quanto riguarda la mia vita privata calma piatta.  Ah, in realtà si è rimaterializzato il ragazzo con lo zainetto. L’uomo più bello del mondo, il sosia di Dempsey. Non lo capirò mai quel tipo. Potrebbe avere tutte le donne della terra e si blocca con me. Sarà psicopatico anche lui come Gin. Non ho altra spiegazione. Io voglio solo la clausura. Un’isola lontana dalla tecnologia e una protezione solare. Non ne voglio sapere di uomini  e derivati. Non mi piacciono gli uomini. Ma è mai possibile che nell’ottocento ti mandavano le lettere d’amore e oggi ti spediscono la foto del cazzo?  Ma ci meritiamo l’estinzione.
Stop.
Mi ritiro nelle mie distanze, ma la protezione la porto, che non si sa mai…

 

Phoenix.

Non è mai facile rialzarsi dopo la fine di una storia. Non si chiude solo una relazione, credo che si perda anche una parte di noi. Una parte profonda e nascosta. Un po’ perché  lasciamo qualcosa di noi in chi ha attraversato la nostra strada e un po’ perché le ferite una volta rimarginate lasceranno cicatrici indelebili. Ti schianti a velocità folle, ti spargi in milioni di piccoli pezzi. E occorre tempo, occorre volontà, pazienza e tanto tanto amore per se stessi.  Io sono arrivata a odiarmi in questi giorni. Ho pensato che ci fosse qualcosa che non andasse in me. Che avevo sbagliato io, e su questo ci sto ancora lavorando. C’è un momento preciso, un momento netto in cui il proiettile   che sta per conficcarsi dritto nella tue tempie te lo ritrovi davanti e lì cristallizzi tutto. La realtà è davanti ai tuoi occhi. E il proiettile si avvicina. In quel momento realizzi che o muori, o ti scansi e ti rialzi più forte di prima. Ecco io lo sto realizzando ora.  Fa ancora male, graffi sul cuore ne avrò ancora per un po’. Ogni volta che penso al fatto che sia andato a letto con un’altra, che è stato toccato da un’altra, che ha desiderato un’altra, che ha guardato un’altra negli occhi come faceva con me mi si chiude lo stomaco. Non so digerirlo. Lo ammazzerei di botte. E Dio solo sa quanto l’ho amato e tutte le follie che avrei fatto per lui. Per quegli occhi che ancora oggi saprebbero fregarmi. Perché il cuore è scemo, ci arriva sempre dopo. Ecco, io piuttosto che sporcarmi le mani a picchiarlo, che lui è pure grande e grosso..  Dio quelle spalle enormi quanto le amavo… ecco piuttosto che picchiarlo ho deciso di metterlo k.o. di prendermi una mega rivincita. Diventerò la gnocca più gnocca delle gnocche e voglio vederlo sbavare e disperarsi per avermi perso. Lo giuro. Da oggi comincia la mia missione. Missione: schiatta.

 

Bad

É iniziato il nuovo anno. Sto mantenendo fede alla mia promessa di non piangere e fino adesso a fatica ci sono riuscita. Il mio umore è altalenante, non mi sono ripresa dalla botta. Ormai sto cosi da sei mesi, è come se mi avessero portato via una parte di me e non so ritrovarmi. Fa male. Fa male tutto. Il giorno di capodanno mi ha scritto. Non gli ho risposto. Ho avuto più forza di quanto pensassi ma fa male. Cazzo, ho dato tutto. Tutto quello che potevo, cos altro avrei potuto fare??? Cos altro avrei dovuto inventarmi per fargli capire quanto contasse per me? Viaggi, sacrifici, follie, tempo, affetto. Non è servito a niente. Ora piange per una ragazzina. Si è innamorato di una che ascolta justin bieber.  Credo che dopo la crisi abbiano ricominciato a vedersi.  Io vorrei solo essere lobotomizzata. Cancellare tutti i ricordi. Sparire. E come cazzo si fa? Sono una megaidiota. In questo periodo fa male tutto. Anche fisicamente.  Devo fare qualche visita medica. Credo che qualcosa non vada. Forse sto morendo altrimenti non si spiegano questi dolori al petto e alle spalle.  Ho una paura matta di scoprire qualcosa di brutto.       Forse ho bisogno di stimoli ma qui è tutto cosi monotono, esco poco, vivo poco, mi entusiasmo poco. In più devo fare i conti con tutti i problemi ereditati. Perché non accade qualcosa di bello oggi? Che ne so, tipo una telefonata, un messaggio da chi non ti aspetti, un sorriso, un ti voglio bene, un mi piaci cosi come sei. Tipo un : io resto.

devo essere davvero un mezzo disastro o forse lo sono del tutto. Boh…  sapessi che ho fatto di male nella vita io per soffrire sempre cosi.

 

 

Bilanci

È così si sta per concludere un altro anno. Il 2017. Che a me il 17 porti sfiga e si sa. Tiro un sospiro di sollievo e dall’altro provo panico per quello che mi aspetta nel 2018. Quest’anno mi ha asfaltato. Sei mesi in cui ho avuto tutto e sei mesi in cui mi ha tolto altrettanto. A un certo punto ho anche pensato che questa volta fosse il mio turno invece era un’altra utopia. Ologrammi. Ho amato. Ho amato molto che è l’unico modo che conosco per amare. E invece dovrei imparare a risparmiarmi. Ho toccato vette altissime. Poi è sprofondato tutto. Improvvisamente. Frantumi, rifiuti. Olezzo. Alcuni inganni sono bellissimi. Alcuni sono così bravi a fingere che dovrebbero meritare l’oscar. E il copione non cambia. Monotono. Prevedibile. Non si vogliono impegnare. Con te. Con quella dopo si. Ho perso l’ultimo briciolo di fiducia nel genere umano. Ormai     la delusione è così tanta che forse quell’uomo mi fa schifo. E forse sapere che adesso è lui a piangere per una donna mi fa quasi godere. Chiuso il capitolo, chiuso il libro, cestinato posso pensare a tutto il resto.  C’è una casa da rimettere in piedi, lo devo fare per mio padre. Devo sistemare tutto e tornare nel vecchio appartamento. Tornare alle radici forse è la soluzione. Ripartire da dove era finito tutto con la morte di papà. Questo è il mio obiettivo. Rinuncerò a molte cose ma credo sia arrivato il momento.  Forse doveva andare cosi. Forse non è l’epilogo. È solo la genesi.

Neve

A fatica riesco a rimettere insieme tutti i pezzi del puzzle e ricomincio. Ricomincio da dove è finito tutto. Due giorni a Milano chiusa in camera, in albergo, sola con me stessa, a pensare. Eclissi totale. Due giorni solo per me. Mi sono interrogata a lungo su cosa voglio, su cosa ho avuto. Ho anche pianto a lungo. Forse ho versato davvero tutte le lacrime che mi erano rimaste. Sapevo che dovevo farlo, dovevo riprendermi quello che avevo lasciato lì questa estate. Me stessa. Il silenzio a volte rigenera. Ricordi. Il freddo, le luminarie, i cappotti, la gente distratta. In qualche modo è stato terapeutico. Ho capito che la porta questa volta l’ho chiusa davvero. Ho capito che non voglio più vedermi in quelle condizioni, con gli occhi di un panda col mascara sbavato. Mi devo volere più bene. Non posso pretende amore da chi non si ama abbastanza. Lui non si ama. Ha gli occhi tristi e spenti ultimamente. Questo mi fa star male ma so anche che deve salvarsi da solo perché nessuno salverà me. È dura ma io voglio tornare a sorridere. Ho bisogno di luce. Ho bisogno di qualcuno che abbia davvero voglia di stare con me e abbia paura di perdermi e che la sera si chieda se oggi ho sorriso e se mi sono coperta abbastanza. Ho bisogno di chi ti prende le mani e te le scalda tra le sue, di chi ti accompagna con lo sguardo fin dentro casa, di chi ti prende e ti bacia senza farsi pregare, di chi ti abbraccia senza pensare al domani. Me lo merito. Qualcuno che ami come so amare io. Oggi nevica a Milano. Ho aspettato a lungo la neve lo scorso weekend, forse è un segno. Adesso dopo due anni finalmente, è tornata anche lei . E tutto ricopre e tutto lava.

I teatranti

La pioggia fuori amplifica il senso di solitudine di questi giorni. Non mi capitava da anni. All’improvviso è come se avessero spento i riflettori. Dove sono tutti? Il pubblico, gli attori, le marionette? Sono rimasta io sul palcoscenico di un teatro ricoperto di polvere e calcinacci.  Il buio.  Non mi oriento più. Sto camminando tra le travi divelte, mi faccio spazio a fatica. Deve esserci lo spiraglio. Sono spariti. Tutti. Gli amici di una vita. È sparito Gin. Forse è sparito anche mio padre. Mi aveva detto che se lo avessi chiamato lo avrei trovato da qualche parte. Me lo ha detto in sogno dopo la sua morte. Invece lo chiamo da giorni e non c’è. Non lo trovo. Mi hanno capovolto il mondo.