wondering, wandering…

 

Uno di quei periodi in cui hai talmente tante di quelle cose dentro che non sai neppure come tirarle fuori.
Emozioni contrastanti.
Una specie di roller coaster, montagne russe…vette, discese, spaventi, sorrisi…Vita che scorre cmq mentre noi stiamo qui a pensare.
Più paure che altro. Mille. Miliardi.
Paura di come sarà domani.
Paura di sbagliare ancora.
Paura di guardarti negli occhi.
Paura di non avere capito niente.
Paura di essere sostituita ancora.
Paura di non essere quello che vuoi.
Paura di affezionarmi e poi star male.
Paura di aprire il mio mondo e ritrovarmi ancora a pezzi.
Paura di essere un mattoncino con cui riempire vuoti e tempo.
Paura di lasciarsi andare.

L’unica cosa che so, è che comunque vada, nonostante la mia lunga collezione di buchi nell’acqua, il cielo sopra di me sarà ancora azzurro.

 

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Che pasticcio Miss Jones!

Io sono un pasticcio. Lo sono sempre stato, fin da quando sono nata, dal momento in cui l’ostetrica presentandomi a mio padre per la prima volta gli disse: ” è del segno del cancro, le farà vedere i sorci verdi…” e lasciandolo senza parole, aggiunse: ” beh, le piace o non le piace, questa è sua figlia, ormai se la deve tenere…”.
Difetti ne ho mille, ma la testardaggine è quello peggiore. La mia determinazione è quella che mi ha portato lontano e mi ha insegnato a non mollare mai. Non ho mollato nemmeno in questi mesi di silenzio in cui non ho scritto, non per mancanza di argomenti, direi più per protezione e riflessione.
Ci sono fasi della vita in cui è il momento di pensare e non di agire.
Ecco io ho pensato. E ho anche agito. Intanto ho pensato che tutto sommato se ho superato queste tempeste, forte lo sono davvero. Se ho chiuso capitoli di libri, guerriera lo sono per forza. Se ho accantonato gente in angoli di cuori, è solo per la voglia di continuare a sorridere. Se sono ancora qui è perché io la vita, la amo del tutto.
La sensazione predominante in questo periodo è l’avvicinarsi della catastrofe. Non so ancora quale sia questa catastrofe ma sta per arrivare. E io aspetto il momento con tanto di pop corn in mano. Who cares…
Intanto arriva la primavera, porta il sole, porta via il pallore invernale, e io tiro fuori il guscio collezione spring-summer 2017 pret è a porter. Perché si, io il guscio l’indosso, ma che sia alla moda almeno.
Dunque, la signorina pasticcio si è invischiata con un’incoscienza tale da far accapponare la pelle.  La signorina Pasticcio ha le farfalle nello stomaco. La signorina pasticcio sta zitta perché è bello sussurrare in questo momento. La signorina pasticcio è comunque sempre single ( a scanso di equivoci).

Indizi: no, non si tratta di Mr Fascino (ovvero l’uomo con lo zaino) il quale nonostante continui a fare apprezzamenti del cavolo, si è rivelato essere interessante come un vaso cinese ai fatti vostri.   Si tratta di un imperfetto, sognatore e coraggioso tanto quanto me.  E io lo adoro. Ma non l’ho mai detto, o scritto. Shhh!

 

che pasticcio!

anno nuovo

Non scrivo da un po’. Lo so. Anzi, non scrivo proprio più. Ho messo il catenaccio. Tra i dodici segni zodiacali, mi hanno appioppato quello del cancro e quel maledetto guscio lo devo indossare sempre. Me lo porto dietro. Ogni tanto faccio anche un giro là fuori, nel mondo, ma poi ci torno. E le chele…che dire delle mie chele? Quelle non le uso. In genere mi sbranano prima. Sono un cancro tonto e forse anche stupido. È iniziato un altro anno. 2017. Che a me il 17 porta sfiga. Ma tanta. già prevedo catastrofi, malattie, morte. Ecco se morissi nei prossimi mesi sarebbe quasi teatrale. E in effetti la mia salute per ora qualche scherzo me l’ha tirato. Visita neurologica a breve. E… Giusto per provare qualche brivido. Non vuoi mai che io mi annoi.

Stasera qui nella mia Palermo nevica. Fatto eccezionale. Forse è la serata giusta per scrivere e tirar fuori qualcosa.

non ci sono grossi cambiamenti nella mia vita. A parte il cane. Che lo amo e lo odio. Un piccolo nanerottolo di 5 kg che mi riempie di morsi. Poi mi guarda e io lo amo. Sono una contraddizione anche in questo.

Mi godo gli ultimi giorni di vacanza prima di tornare a scuola. Non so se sono pronta. Ultimamente accuso molta stanchezza. Dovrò auto convincermi che ce la posso fare. A casa sono sempre i soliti casini e io vedo sempre più allontanarsi la possibilità di andare a vivere da sola. A volte vorrei sparire. Inghiottita da un buco nero. A volte vorrei partire e andare lontano. Lontanissimo. In un luogo caldo però. Sogno. Sogno sempre io. Ho questa grave malattia. Colpa di mio padre. Lui era come me. Stava più tra le nuvole che in terra e ora si trova li per davvero. E mi manca. E lui lo sa. A volte vorrei mi mandasse un segnale di incoraggiamento per dirmi : ehi, non mollare…stai andando bene. Invece qui mi pare che crolli tutto, Soffitto, pavimento, mondo.

Traballo. Ma se cado io qui cadono tutti. E chi mi regge? Salto nel vuoto, come sempre.

so che forse vi starete chiedendo che caspita succede nella mia  ingarbugliatissima vita privata. È vi sorprenderò. niente. Non succede proprio niente.  Linea piatta. Non c ho voglia, non c’ho tempo e odio i maschi. Profondamente. Tutti. Anzi forse qualcuno no. Continuo a proteggere qualcosa che non so che è, dove mi porterà e che sa di buco nell’acqua. Uno dei miei. L’unica cosa che so è che sarà pure un anno nuovo ma la minestra mi è sempre indigesta.

 

 

TO BE CONTINUED

Dall’ultima volta che ho scritto è passato un po’ di tempo, un po’ a causa degli impegni, un po’ per mancanza di voglia.  E di cose ne sono successe. Tante. E’ che la vita cambia così in fretta che nemmeno te ne rendi conto.
la maggior parte del mio tempo è dedicata alla scuola in questo periodo. Consigli di classe, interrogazioni, gite, preparazione delle recite di Natale. Quella scuola è un micro cosmo. è un mondo a parte. E’ il mio mondo. Quando lavoro dimentico tutto. Per me esistono solo i miei bambini, i loro sorrisi, le loro ribellioni, le loro domande. Li vedo crescere di giorno in giorno e mi stupisco sempre dei loro nuovi traguardi. Soprattutto mi stupisco quando prendo coscienza che ciò che sanno, gliel’ho trasmesso io. E’ una grande responsabilità il ruolo dell’insegnante. Spero sempre che rimanga loro qualcosa. Che lo studio non sia solo pagine ed esercizi. Spero che ne traggano degli insegnamenti e che questi li accompagnino per il resto della vita. Insegno loro ad essere corretti, leali, a non voler prevalere, a non sopraffare. Delicati e onesti, ma non sprovveduti.
Per il resto, ringrazio il cielo tutti i giorni per quello che ho. Che è tanto.
Adesso ho anche un motivo in più per sorridere. Dopo aver tanto insistito, in casa abbiamo accolto un nuovo cagnolino. Un cucciolo di Juck russell monellissimo. Un terremoto di tre mesi che ha messo a soqquadro la casa e la mia vita. Lo abbiamo chiamato Duncan. Mi fa disperare, ma lo amo. E’ uno scricciolo e al tempo stesso una forza della natura. Svegliarsi con due occhietti che ti guardano pieni d’amore, rientrare in casa e trovare una codina scodinzolante mi riempie di gioia. Comporta tanti sacrifici, ma credo fosse quello che di cui avevamo bisogno. Ha riportato i sorrisi e un po’ di serenità in casa. La mia vita sentimentale invece è un disastro. Archiviato Chris sempre più innamorato della sciacquetta, ne ho approfittato per dedicarmi un po’ a me. Mister fascino è sparito per più di un mese. Miracolosamente stamattina mi ha scritto un sms dopo aver visto una mia foto. Se dicessi di averlo dimenticato direi una grande bugia. Mi capita spesso di sognarlo. Fuggo  da quell’uomo li. Ho una fottutissima paura di farmi male.
in realtà qualcuno nella mia vita c’è, entrato a piccolissimi passetti. Complicità tanta, mi fa stare bene. Non voglio parlarne. Voglio difenderlo questo sentimento. Voglio anche capirlo.  Mi piace lui…è uno cazzuto, mi attrae molto.
Intanto si sono anche sbloccate un po’ di cose burocratiche…. Che dire? spero che i prossimi mesi siano più sereni. Che forse un po’ di serenità me la merito dopo tanto dolore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

New beginning

E’ iniziato il nuovo anno scolastico. Ho firmato il contratto la scorsa settimana e quindi sono ufficialmente riconfermata in questo ruolo. Per me è ancora più dura dell’anno scorso perché adesso pretendo molto di più dai miei studenti e farò in modo che si raggiungano livelli molto più alti di preparazione. Pretendo di più specialmente da me stessa. Dobbiamo lavorare sodo e seminare bene. Ancora una volta rientrare a scuola è terapeutico, tutti i pensieri improvvisamente spariscono e i sorrisi di quei bambini mi riempiono l’anima a pezzi.  Mi fanno sorridere quei marmocchietti.  I loro abbracci quando entro in classe sono sinceri. Mi fanno ancora vedere la parte bella e pulita della vita. C’è sempre da imparare da loro. Io imparo tutti i giorni. A scuola ho ritrovato i bambini e anche le suore. Sempre più anziane, sempre meno lucide, ma ammetto che mi fanno ammazzare dalle risate. Adesso sto insegnando qualche parola di francese alla suora nera, quella che levita sul pavimento. Anche i genitori dei bambini mi hanno accolto bene e questo mi rende felice. Lunedi ci sarà la riunione a scuola, so che è prevista guerra comunque. Mi aspetto anche qualche critica, mi sto preparando psicologicamente.
Quella scuola ad ogni modo è la mia salvezza e ringrazio il cielo tutti i giorni per questa fortuna.
Per il resto nessuna novità. Sono sopravvissuta alla riunione di famiglia e alle domande odiose dei parenti. Certo se avessi raccontato che ho concluso una storia con un ragazzo sette anni più piccolo di me da qualche settimana, mi avrebbero cancellato dall’albero genealogico.
Ma si sa, sono la pecora nera. L’unica laureata, l’unica che non si vuole sposare, l’unica che non ha mai presentato un uomo a casa…. sono strana per loro. Ma io lo sapevo fin da piccola che sarei stata una piccola Jo March o una Jane Eyre. L’ho sempre saputo. Una ribelle. Fragile, ma ribelle.
Solo che loro alla fine si sposano. Io non penso che lo farò mai.
La mia vita sentimentale va a picco.  In tutta sincerità penso spesso a Mr fascino, il ragazzo con lo zaino. Che ci posso fare se quel tipo mi piace? Mi piaceva ancora prima che mi scrivesse. Dopo esserci parlati con skype è sparito. Non l’ho più cercato. Non volevo stargli addosso. Oggi dopo una settimana mi trovo un suo messaggio di buongiorno. Ho avuto tipo un tuffo al cuore Quell’uomo mi fa diventare scema. Lo so.  Comunque mi sta fortemente antipatico al momento. Io proprio non riesco a capirlo. E’ più enigmatico dei rebus della settimana enigmistica che per me sono geroglifici e non ne ho mai risolto uno.  Si, sto diventando scema…. Non gli resisto, davvero. Tutto illogico, tutto folle, ma non riesco a levargli gli occhi dosso.
Spero che questo settembre sia clemente con me…è tempo di autunno ma l’anima non è ancora pronta.

 

 

 

 

Curvy o non Curvy? Questo è il problema

Se non avessimo questa strana mania di “catalogare” le persone come fossero oggetti di ikea credo che vivremmo in un mondo migliore. Davvero. Non ho seguito Miss Italia ma ho seguito la querelle. Da donna mi è salito il sangue alla testa. Donne emancipate che gioiscono per l’ accettazione delle “curvy” al concorso, segno di civiltà, di tolleranza.
Forse qualcosa ci è sfuggito di mano. Forse ci è dato di volta il cervello. Io mi indigno. Molto. Identificare le donne in queste categorie è svilente. Non dovrebbe esistere nessuna distinzione. Sono tutte donne, tutte equiparabili per bellezza e per rispetto ( magari non per quoziente intellettivo, ma su questo sorvolo). Che poi se ragioniamo per opposti, quale sarebbe l’opposto di curvy? Secche? Tavole da surf? Normali? Fuscelli?
Stiamo ancora a misurare i centimetri e fin quando lo faremo non so a cosa siano serviti anni di lotte femministe. Vada per il concorso di bellezza, che noi donne siamo narcise, ma le etichette no. Non ci sto! Un donna curvy, non può e non deve sentirsi diversa, non può e non deve essere guardata come aliena, non può e non deve essere derisa e offesa, non può e non deve essere scartata perché troppa. E mi vengono in mente le donne di Botticelli, di Cabanel, di Matisse…Le donne piene, tonde, belle, in salute, sensuali e avvolgenti. Uno dei libri che mi ha segnato di più è l’indagine filosofica sull’idea di Bello e Sublime di E Burke. Burke sostiene che la linea curva doni alla vista maggior piacere di quella retta, la quale evoca rigidità, rigore. La linea curva invece rilassa ed evoca una sensazione di benessere interiore.  Forse è un po’ cosi. Ad ogni modo non accetto che la donna venga relegata a questa categoria e demonizzata. Parlo da curvy. Parlo da donna che ha sempre cercato di accettarsi perché è cresciuta nell’epoca delle veline scheletriche  ma è nata col fisico delle donne del drive in degli anni 80.  Parlo da donna che ha dovuto abbandonare le lezioni di danza classica dopo 13 anni di studi perché il seno era diventato troppo, e troppo evidente. Parlo da donna che trova i jeans perfetti ma le sporge sempre il lato B. Parlo da donna che ha fatto diete per anni e ha capito a 30 anni che gli uomini la amano così, con le su rotondità. E nel momento in cui ho cominciato ad accettarmi e a lavorare su di me ho capito che io ero bella cosi’. E adesso ho molti occhi puntati addosso eppure io sono sempre la stessa. Mi sento bella e orgogliosa di avere grandi seni, grandi fianchi e sederotto sporgente. E nessuno dovrebbe farmi sentire diversa, sbagliata, malata.
Non è una vittoria delle donne quella categoria li. No. E’ l’ennesima sconfitta, ma voi non lo avete ancora capito….

 

5’55”

Ieri sera io e il ragazzo con lo zaino abbiamo deciso di vederci per la prima volta. Su Skype. All’improvviso mi trovo davanti agli occhi quel ragazzone che avevo visto tante volte in foto e di cui avevo letto pensieri sparsi. Mi ha fatto un certo effetto, lo ammetto. L’unica cosa che ricordo di ieri è il mega imbarazzo reciproco. Non so perché ma lo immaginavo diverso lui e non mi riferisco al lato estetico. Ho trovato un ragazzo timido, che parla poco o forse non sapeva cosa dire. Probabilmente anche lui immaginava che io fossi diversa. Non so. Non ricordo neppure cosa gli abbia tanto ero nel pallone. Credo di non esser mai stata tanto imbarazzata quanto ieri. Non capisco il motivo. Non so se sia lui a farmi diventare idiota o la situazione in sé. Sentirsi gli occhi addosso per la prima volta è strano. Ascoltare la voce per la prima volta è ancora più strano. Ascoltarne la risata è destabilizzante. Non so cosa abbia potuto pensare di me. Probabilmente che sono una povera scema dato che non sapevo proferire parola.  Il ragazzo con lo zaino è bello da far paura ma è un mondo che io non riesco esplorare, non riesco mai a capire cosa gli frulli per la testa. E’ un enigma quell’uomo li. Credo anche sia più lunatico di me. Ad ogni modo non credo che io gli sia piaciuta. Dopo 5 minuti e 55 secondi esatti di conversazione mi ha salutato dicendo che doveva andare a cucinare e mi ha lasciato li come una deficiente.(….)

Pensavo non volesse più parlarmi. Invece verso le 10 ho visto che mi aveva ricontattato. Boh. Comunque sono un po’ perplessa. Mi aspettavo anche un semplice messaggio ieri o oggi. Nada. Mi sa che Mister Fascino se l’è data a gambe. Vabbè… si vede che sono proprio cessa!  :-p

Comunque voi uomini siete proprio strani!

 

 

Fritz

Che questo fosse un settembre tumultuoso lo avevo intuito, che lo fosse a tal punto, non di certo. Ieri il passato ha bussato alla porta, anzi l’ha proprio sfondata. All’improvviso ricevi un messaggio di Fritz al cellulare. Dopo un anno. Stupore, nervosismo, rabbia, sdegno, incredulità. Sono stata attraversata da mille emozioni. Perché? A che scopo? Sta bene lui, convive con una tipa. Cosa spera di ottenere?
Ho deciso di rispondere a quel messaggio perché c’erano delle cose che tenevo dentro da un anno e che avevo bisogno di vomitargli addosso. Nei mesi scorsi sono stata tentata più volte dall’idea di cercarlo, ho sempre desistito. E’un rapporto conflittuale il nostro. Lo detesto, ma non riesco a smettere di volergli bene. Io e lui siamo stati amici a lungo prima di iniziare la storia. Ad oggi credo di non aver provato per nessun altro ciò che ho provato per lui. Rappresenta una presenza importante nella mia vita, anche se mi ha deluso molto.
Mi ha chiesto scusa per il suo comportamento, si è addossato le colpe e si è dato dell’idiota e ovviamente io ho confermato che lo fosse. Dice che ha avuto paura di non parlarmi mai più. E’ stata una conversazione parecchio strappalacrime quella di ieri, per me e per lui. Credo che si sia sotterrata l’ascia di guerra, credo anche che ci siamo finalmente liberati di quella tensione che mi ha fatto star male per mesi. So adesso che se un giorno mai dovessimo incontrarci per strada non faremo finta di essere estranei. Questo per me è un grande sollievo. Tutto ciò che ci siamo detti rimane tra me e lui ma sono state parole che mi hanno rasserenato. E’ stato l’addio dolce che non c’eravamo mai dati.  Da oggi ognuno riprende la sua vita ma almeno adesso posso levare un macigno dai miei pensieri. Gli ho detto ciò che volevo sapesse. Adesso sto meglio. Se dovesse succedermi qualcosa domani, so che lui sa.
Spero solo che sappia prendersi cura di se e so che un pezzetto del suo cuore rimarrà sempre legato a me.
Adesso ci sono pagine nuove da scrivere. Lui appartiene al passato.

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Il ragazzo con lo zaino

A volte succedono cose strane e tu non sai spiegarti il perché o il come sia possibile. Semplicemente capitano e tu non potevi prevederle. Perché a volte la vita è meglio/peggio di un film. Di certo è sorprendente.  E un po’ ci rifletti. In questo etere cosmico siamo solo pedine di una scacchiera non meglio precisata. Come fanno due persone a trovarsi?

Viviamo in un modo tanto grande, enorme!

Mi viene in mente una frase del mio libro preferito: “la ragazza delle arance” di Gaarder.

“Se si cerca una persona in una grande città e non si ha la minima idea  di dove questa si trovi, è meglio girovagare da un luogo all’altro, oppure ci sono maggiori possibilità di incontrarla se ci si siede da qualche parte, fino a quando la persona che si sta cercando magari non spunta fuori da sola? (…) Arrivai a questa conclusione:  se la ragazza delle Arance aveva qualcosa in comune con me, prima o poi sarebbe comparsa proprio dove ero seduto io. Se c’era una cosa che La ragazza delle Arance ed io eravamo bravi a fare, era imbatterci casualmente l’uno nell’altra”.

Forse è un po’ così,  “prima o poi quel qualcuno passerà di qui”.

Succede che io circa sei mesi fa noto la foto di un ragazzo, casualmente. Quel sorriso, lo zaino sulle spalle da viaggiatore incallito, esploratore di mondi a parte, le mani poggiate sul davanzale e lo sguardo perso a fissare il mare.  Penso tra me e me “ecco, lui è il mio uomo ideale, lui è quello perfetto”. Clic. Chiudi la pagina. Spegni il computer e torni alla tua vita.
Passano i mesi, fai le tue cose, la scuola, le amiche, la famiglia, i casini, gli amori che vanno e vengono.
Poi un pomeriggio una notifica.
A  “X” piace la tua foto.
Non faccio caso alla cosa. Non guardo neppure chi fosse x. Qualche tempo dopo con mia sorpresa collego il viso di x al viso del ragazzo con lo zaino che fissava il mare.
Momento di sorpresa. Come ha fatto x a trovare me?  Bella domanda. Apro la sua pagina e penso ancora una volta che x sia l’uomo perfetto.
Continuo a fare le mie cose.
Incontro Chris, esco con Chris, finisce con Chris. Rientro da Ustica e ricevo una notifica. Un messaggio scritto dal ragazzo con lo zaino. Il ragazzo con lo zaino da quel momento diventa Mr. fascino. Forse non potete immaginare la mia incredulità davanti alle parole che lessi quel giorno. Non solo mi aveva trovato, mi aveva notato e mi aveva manifestato interesse.  Respinto, allontanato. Mr fascino è il male. Dopo giorni di silenzio torna all’attacco. Non è uno che si arrende facilmente e comunque a mio parere non è abituato ai no delle donne. Mr fascino ha le fans.
Ho messo addosso le mie mille corazze ma giuro su ciò che ho di più caro al mondo che il sorriso di quell’uomo li su di me ha un effetto ipnotico. La soluzione è la fuga. Devo arrendermi all’evidenza che quel tipo li, mi piace tanto.
Qualche giorno fa abbiamo litigato per un motivo stupido. Non l’ho più sentito. Poi riappare. Ancora. Ci siamo scritti anche ieri.  Oggi è partito.  Mi ha ribadito che vuole conoscermi e che non me ne devo dimenticare.
Non sono nata ieri.  Ma il suo pressing è quanto meno anomalo. Insomma, ha il suo mondo ai suoi piedi che vuole da me????  Magari adesso è pure in vacanza con una e io non lo so.
Non ho cambiato opinione nei suoi confronti, penso ancora che sia un tombeur de femmes, uno di quelli che ti fa male, penso ancora che sia un narciso. Penso anche che se lo lasciassi andare così io farei un grave torto a me stessa.
Questi giorni di sua assenza mi serviranno un po’ per pensare.
Spero che al suo ritorno si sia dimenticato di me.
Sul fatto che io mi sia dimenticato di lui non ne sono affatto sicura.

Mr Fascino….che stai combinando?????

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wrong

Oggi sono parecchio nervosa. Rientrare a casa ti riporta alla triste realtà e tutti i problemi che avevi accantonato prima di partire ti tornano davanti agli occhi.
C’è da sistemare la situazione “casa” una volta e per tutte, c’è che mi sono rotta di essere nomade. C’è che anche il mio equilibrio comincia a vacillare. E’ un momento di stallo da cui bisogna uscire. Non posso più fare questa vita. Ho un malessere dentro che in casa non riescono a scorgere e forse non vogliono vedere. Anche il più forte poi cede e io sto cedendo.  Ecco perché sono sempre più convinta di aver bisogno di un supporto psicologico nei prossimi mesi. Mi sembra di star sbagliando tutto  Mi sembra di essere aliena. In questa casa, in questo mondo. Mi sento la goccia nel mare, un corpo deforme e un anima vagante. Io non lo so qual è il mio posto  nel mondo, non l’ho ancora capito.
Combatto tutti i giorni con l’immagine di me riflessa nello specchio e quello che gli altri vedono in me. E poi ci sono le parole quelle che non importano più alla gente, quella che ti guarda in malo modo quando pronunci la frase “voglio capire come sei fatto”. A chi importa più come sei fatto oggi? A qualcuno importa forse cosa pensi, cosa fai, cosa mangi, come hai vissuto fino ad oggi? siamo corpi che camminano, o troppo belli o troppo brutti.
E io sono miss disastro.
Sono sempre troppo. troppo dolce, troppo fredda, troppo mora, troppo tonda, troppo cerebrale, troppo ironica. troppo.
O di troppo. Perché il problema c’è sempre. Ma di solito ha i capelli biondi.
Io sbaglio comunque.
a volte sono perfino troppo poco. Poco maliziosa, poco rompipalle, poco curiosa, poco gelosa.

Io sono io.
E non posso che essere diversa da quello che sono.

Io lo voglio un posto nel mondo, un angolino, ma lo voglio colorato.

 


aggiornamenti: ho litigato con Mr fascino. Non lo sento da un po’ e se vi dicessi che non mi manca mentirei.