la sorpresa di Pasqua

Stephen King lo aveva detto che a volte ritornano. Non ha specificato bene di chi si trattasse. Succede che il giorno di Pasqua mi ritrovo sullo schermo gli auguri di Fritz. Fritz, il buon vecchio Fritz, quella merda di Fritz. Lui. Il mio ex, quello con cui ho avuto una storia fino al 2015. Quello che sta a Milano. Quello che mi sono ritrovata seduta accanto al ristorante nella mia stessa città senza che io ne sapessi niente del suo arrivo. Quello che ha deciso di sparire senza dare spiegazioni. Quello che mi ha detto che non voleva impegnarsi e poi sei mesi dopo è andato a convivere con una. Servono altri dettagli? stiamo parlando del ragazzo per cui ho versato milioni di lacrime. Quello con cui ho trascorso i giorni più belli della mia vita, quelli simili all’amore ( che non era). Lui divertente, super nerd, intellettuale. Lui era quello che capiva me al primo sguardo alla prima battuta. Era anche quello che si è preso cura di me davvero. Non lo vedo da anni. Ad ogni modo l’ho dimenticato a fatica. Poi vabbè è arrivato Gin che ha completato il quadro tragico ma quello è un altro capitolo disastroso.

Comunque Fritz ha pensato bene di riaggiungermi al gruppo whatsapp della vecchia comitiva, quella che ci aveva avvicinati all’epoca. Mi ha fatto male questa cosa. Io non provo più nulla per lui. Forse solo un sentimento di rabbia per tutti i pugni che avrei voluto dargli all’epoca e non ho dato. Affetto si. Gli voglio comunque bene, ma mi urta leggerlo. Non possiamo far finta che non sia mai successo niente tra noi. Evita il mio sguardo da anni e lo sa. Come lo so io. Se mai dovesse incontrarmi si sentirebbe un verme. I cassetti della memoria dovrebbero rimanere chiusi. Siamo fuori tempo massimo. Mi sono limitata a ricambiare i suoi auguri. Lui cercava il dialogo ma io ho glissato. Ricordava tutte le mie battute. Ricorda tutto quel farabutto.
Ho il cuore così pieno di cicatrici e graffi che ormai non fa più male. Mi chiedo solo perché di tutto l’amore dato me ne torni sempre indietro un decimo. Forse sono solo stupida io.
L’ho amato. Tanto. Mi ha ucciso all’epoca. Poi sono rinata e poi mi hanno ucciso di nuovo. E non sono ancora rinata. Sto leccando le ferite. Non digerisco il fatto che Gin stia con una ragazza. Non lo so perché.

Io voglio solo nascondermi dentro un maglione grande e sparire e guardare fuori dalla finestra.

Che io la volevo la sorpresa di Pasqua, ma questo è troppo.

683.jpg

Annunci

È tardi

C’è stato un momento in cui se tu mi avessi chiesto la luna te l’avrei portata. C’è stato un momento in cui esistevi solo tu. Tu e i tuoi occhi scuri e le braccia grandi e quel profumo di maschio. C’è stato un tempo in cui ero tua e non avrei immaginato nessun altro con me. Stasera invece ho visto davanti a me un uomo piccolo. Minuscolo. Mi parlavi e io provavo pena. Ogni volta che dici qualcosa che spacci per vero mi risulta patetico. E Dio solo sa quanto bene ti voglio e ti vorrò. Ma davvero, non riesco più a guardarti con gli occhi innamorati. Ho sempre te davanti con le mani addosso alla ragazzina rossa. Tu che te la scopi in macchina e la riaccompagni a casa. E cazzo mi fa schifo. Mi fa schifo pensare che ieri sera era con lei e stasera mi scrivi come se niente fosse per dirmi che mi pensi. No gin. Non funziona così.  Puoi anche farti mezza città ma te lo sai che prima o poi avrai bisogno di parlare e di essere ascoltato. E io non ci sarò. Avrai davanti una ragazzina coi seni turgidi che si vanta di essere bitch e che ti canta coez. Ecco. E forse ti meriti quello. Il vuoto cosmico. Non riuscirei a guardarti più negli occhi. Io non sono le altre. Non lo sarò mai. Continua pure a desiderarmi. Eri una macchina del sesso. Li conosco i tuoi giochini, li farai anche con lei. E poi pensi a me. schifo. Avresti dovuto abbracciarmi quel giorno in hotel e venirmi a riprendere. Ora no. Ora è tardi Gin.

 

Marzo

Marzo è uno di quei mesi che amo perché è preludio di rinascita. Risveglio. Anche  i rami più secchi e assopiti prendono vita. Timide gemme presto diventeranno fiori audaci e variopinti. La natura che scorre, il calore che si spande. Linfa. Mi piace pensare di essere come un arbusto e questo è il tempo giusto per tornare ad essere rigoglioso . Nuove fronde, più forti e verdi di prima. Nuovo profumo. C’è un fuoco dentro che arde e che vuole tornare a bruciare.

Minnie mouse

Oggi è una di quelle giornate da film horror. Temporale, grigiore, blackout elettrico, festa di carnevale a scuola. Soprattutto festa di carnevale. La mia dirigente mi ha costretto a travestirmi da minnie mouse. Cerchietto con orecchie, fiocchetto, naso e baffi disegnati. Volevo morire. Per la gioia dei genitori che se la ridevano dietro ai complimenti. sono comunque sopravvissuta. Ammetto di aver invidiato molto la bambina vestita da wonderwoman perché è il mio sogno di sempre. Ho sempre voluto un vestito da wonderwoman. A pensarci bene non ho mai indossato abiti da principessa, forse perché non ho mai desiderato esserlo. Io odio le principesse. Ho sempre creduto che la favola devo costruirla io, senza principi e cavalieri di contorno.  Fondamentalmente me la sono sempre cavata da sola. Fin da piccola.Ecco perché le mie eroine preferite erano judy Abbott e Jo March. Due con le palle, due ribelli,  scrittrici, viaggiatrici, niente matrimoni combinati, mezze zitelle. sfigate soprattutto, Ovvero il perfetto prototipo di me. Ma vada a quel paese il principe e i suoi derivati. Meglio far amicizia col drago. Neanche col lupo, perché è quello che mi ha fregato più di tutti. Il drago. Almeno ho il fuoco assicurato. Comunque in questi giorni penso, penso tanto. Penso che quello li non l’ho mai conosciuto. Che il copione si sta ripetendo, e provo pena per la nuova vittima, che potrebbe essere pure la vecchia, ma boh chi se ne frega. Ha problemi seri. Mi fa anche schifo a dirla tutta. La cosa che forse mi pesa di più adesso è la solitudine. I vuoti, i silenzi, la noia. Quei momenti che prima riempivo con lui ora sono momenti di niente. O meglio sono momenti di me. Ad ogni modo la missione skiatta va avanti, ho giurato vendetta. Sto a dieta ferrea e giuro che tra qualche mese non mi riconoscerà più. Ogni tanto me lo chiedo se sono fatta per stare da sola. E forse la risposta è si. Devo essere noiosa. Non ho mai rotto le palle io. Invece all’uomo piace. Vuole la psicopatica. Valli a capire.
Comunque ho una novità: ho consegnato la traduzione all’editore e mi faccio i complimenti da sola. Non ho avuto concentrazione in questi mesi e invece ce l’ho fatta nonostante le crisi, i pianti, la rabbia.
Programmi per i prossimi mesi: trovare un buon libro da leggere ( si accettano suggerimenti) e dedicare tempo a me stessa. Palestra, estetista e robe da femminucce.
Ah poi volevo dire al signor eminem che poteva risparmiarsi sto concerto in Italia che mi sa di presa per il culo. Non ho trovato i biglietti e quindi ormai ogni volta che passa alla radio impreco in tutte le lingue del mondo. Io volevo, io dovevo esserci!
Poi sto progettando viaggi. Ho preso un salvadanaio a forma di mappamondo, l’idea è quella di risparmiare per andare un po’ di tempo a new york. Devo cambiare aria. Sto intollerante a Roma, a Milano, a tutto. Se penso poi che un anno fa io e gin uscivamo per la prima volta mi viene il vomito. Poi domani è san valentino e stendo il velo pietoso.

Ok blatero. Ma io l’avevo detto che è un giorno horror.
Almeno minnie aveva topolino. Io ho solo uno stupido cerchietto e un naso nero sbavato.

 

Saturno è uno cazzuto!

Il primo mese di questo 2018 è giunto a termine e ad essere onesti non so come e non so perché ho riscoperto in me una forza incredibile che non pensavo di avere. Ho reagito e ho voltato pagina. Non ho più versato lacrime per Gin.  Le consapevolezze mi danno l’energia per non voltarmi indietro ma guardare davanti a me e a quello che c’è sulla mia strada. Ho scoperto un po’ di cose che mi danno il voltastomaco e questo mi basta. il processo è stato lento ma ha portato i suoi frutti. Riesco a vederlo con occhi diversi, mentre prima per me era perfezione. Ho letto molto in questi giorni, libri di psicologia, ho scoperto che lui è il perfetto prototipo del soggetto psicopatico. Un manipolatore. Uno che ti bombarda d’amore per farti credere  che tu sia l’unica e la migliore,  per poi cambiare atteggiamento e passare all’indifferenza. Soggetti con grande narcisismo, malati. Scelgono con cura le vittime. Io lo sono stata. E lo ha fatto anche con quella dopo di me, che mi fa pure tenerezza, lei è vulnerabile, ha 20 anni. molti meno di lui. Lei ora è disperata. Come lo ero io sei mesi fa. Quanto male può fare la gente? Questi uomini annientano le donne. O almeno vorrebbero riuscirci, Invece si risorge. Ci si rialza. Adesso sta mettendo in atto la sua manipolazione su altri soggetti. Quelli come lui secondo i manuali non sono capaci di amare. nessuno. Non provano emozioni, non pensano niente di quello che dicono. Mentono spudoratamente solo per creare assuefazione.  Non ci sentiamo da molto. Credo sia in una fase non troppo felice ma si consolerà presto con qualche ragazzina.  Io invece ho stretto amicizia con Saturno, quello che dovrei avere contro. Non è manco male sai? Si è un pianeta ostile ma è uno pane al pane e vino al vino. Non va? liberatene, Va bene? Ok. Mi piace, è cazzuto Saturno! Da quando è arrivato sono più energica. Forse prima avevo contro tutti gli altri pianeti.. Ora è solo uno. Boh. L’oroscopo è come il meteo, non ci prende mai.
Per quanto riguarda la mia vita privata calma piatta.  Ah, in realtà si è rimaterializzato il ragazzo con lo zainetto. L’uomo più bello del mondo, il sosia di Dempsey. Non lo capirò mai quel tipo. Potrebbe avere tutte le donne della terra e si blocca con me. Sarà psicopatico anche lui come Gin. Non ho altra spiegazione. Io voglio solo la clausura. Un’isola lontana dalla tecnologia e una protezione solare. Non ne voglio sapere di uomini  e derivati. Non mi piacciono gli uomini. Ma è mai possibile che nell’ottocento ti mandavano le lettere d’amore e oggi ti spediscono la foto del cazzo?  Ma ci meritiamo l’estinzione.
Stop.
Mi ritiro nelle mie distanze, ma la protezione la porto, che non si sa mai…

 

Phoenix.

Non è mai facile rialzarsi dopo la fine di una storia. Non si chiude solo una relazione, credo che si perda anche una parte di noi. Una parte profonda e nascosta. Un po’ perché  lasciamo qualcosa di noi in chi ha attraversato la nostra strada e un po’ perché le ferite una volta rimarginate lasceranno cicatrici indelebili. Ti schianti a velocità folle, ti spargi in milioni di piccoli pezzi. E occorre tempo, occorre volontà, pazienza e tanto tanto amore per se stessi.  Io sono arrivata a odiarmi in questi giorni. Ho pensato che ci fosse qualcosa che non andasse in me. Che avevo sbagliato io, e su questo ci sto ancora lavorando. C’è un momento preciso, un momento netto in cui il proiettile   che sta per conficcarsi dritto nella tue tempie te lo ritrovi davanti e lì cristallizzi tutto. La realtà è davanti ai tuoi occhi. E il proiettile si avvicina. In quel momento realizzi che o muori, o ti scansi e ti rialzi più forte di prima. Ecco io lo sto realizzando ora.  Fa ancora male, graffi sul cuore ne avrò ancora per un po’. Ogni volta che penso al fatto che sia andato a letto con un’altra, che è stato toccato da un’altra, che ha desiderato un’altra, che ha guardato un’altra negli occhi come faceva con me mi si chiude lo stomaco. Non so digerirlo. Lo ammazzerei di botte. E Dio solo sa quanto l’ho amato e tutte le follie che avrei fatto per lui. Per quegli occhi che ancora oggi saprebbero fregarmi. Perché il cuore è scemo, ci arriva sempre dopo. Ecco, io piuttosto che sporcarmi le mani a picchiarlo, che lui è pure grande e grosso..  Dio quelle spalle enormi quanto le amavo… ecco piuttosto che picchiarlo ho deciso di metterlo k.o. di prendermi una mega rivincita. Diventerò la gnocca più gnocca delle gnocche e voglio vederlo sbavare e disperarsi per avermi perso. Lo giuro. Da oggi comincia la mia missione. Missione: schiatta.

 

Lo specchio rotto

se avessi saputo quel giorno che chiudendo quella porta non ti avrei più rivisto, ti avrei stretto più forte. Ti avrei dato un bacio più lungo, ti avrei cinto la vita più forte e accarezzato quei capelli ribelli con più decisione. Ti ho visto sparire dietro i vetri di un ascensore antico di quelli che hanno ancora ante e manopole e quel senso di un passato che non tornerà. Come te. Ho chiuso la porta alle mie spalle con un velo di malinconia e un misto di eccitazione perché ti avrei rivisto dopo qualche giorno, al ritorno dal mio viaggio in Olanda. Invece io e te ci siamo persi. Persi nel mondo. Sconosciuti distratti. Non so più quando rientri a casa, cosa hai mangiato stasera, se li da te fa freddo, se la macchina ha avuto un altro guasto o semplicemente se sei stanco. No Gin, io non lo so più e questo un po’ mi fa morire dentro. Forse più di un po’. La cosa che mi fa più male è che sono stata io a prendere questa decisione. Era la cosa giusta. E ora fa male. E non riesco a perdonarmelo. Era giusto ma non era quello che volevo. Non è quello che voglio. Fa male. Mi manchi più di quanto credevo possibile. Anche se non dovresti. Anche se l ho voluto io. E adesso che hai attenzioni per un’altra persona, e cure e buongiorni e buonanotti e sogno d’oro io non reggo il peso della realtà. Sono pugni allo stomaco. Non posso negarti di essere felice con un’altra. È un tuo diritto, è la tua vita. Te lo devo. Ma fa male. Ogni passo verso di lei è uno in meno verso di me. Non so se mai capirai che il mio mondo per quanto sbilenco era fatto di te e di noi e che di tutti gli abbracci tra noi ne ho fatto tesoro. Ci saranno altre braccia, altre labbra, altri visi. Ma non saranno Te. Adesso devo solo pensare a salvarmi. Non lo so in che modo, ma lo troverò. Forse mi porterò questo peso dentro per un po’. Tra due giorni parto. Ho deciso di non venire in città da te per un po’.Ti evito ma poi a che serve se ti porto dentro ovunque nel mondo?

wondering, wandering…

 

Uno di quei periodi in cui hai talmente tante di quelle cose dentro che non sai neppure come tirarle fuori.
Emozioni contrastanti.
Una specie di roller coaster, montagne russe…vette, discese, spaventi, sorrisi…Vita che scorre cmq mentre noi stiamo qui a pensare.
Più paure che altro. Mille. Miliardi.
Paura di come sarà domani.
Paura di sbagliare ancora.
Paura di guardarti negli occhi.
Paura di non avere capito niente.
Paura di essere sostituita ancora.
Paura di non essere quello che vuoi.
Paura di affezionarmi e poi star male.
Paura di aprire il mio mondo e ritrovarmi ancora a pezzi.
Paura di essere un mattoncino con cui riempire vuoti e tempo.
Paura di lasciarsi andare.

L’unica cosa che so, è che comunque vada, nonostante la mia lunga collezione di buchi nell’acqua, il cielo sopra di me sarà ancora azzurro.

 

CWdHu0MXAAAHjh3.jpg

 

TO BE CONTINUED

Dall’ultima volta che ho scritto è passato un po’ di tempo, un po’ a causa degli impegni, un po’ per mancanza di voglia.  E di cose ne sono successe. Tante. E’ che la vita cambia così in fretta che nemmeno te ne rendi conto.
la maggior parte del mio tempo è dedicata alla scuola in questo periodo. Consigli di classe, interrogazioni, gite, preparazione delle recite di Natale. Quella scuola è un micro cosmo. è un mondo a parte. E’ il mio mondo. Quando lavoro dimentico tutto. Per me esistono solo i miei bambini, i loro sorrisi, le loro ribellioni, le loro domande. Li vedo crescere di giorno in giorno e mi stupisco sempre dei loro nuovi traguardi. Soprattutto mi stupisco quando prendo coscienza che ciò che sanno, gliel’ho trasmesso io. E’ una grande responsabilità il ruolo dell’insegnante. Spero sempre che rimanga loro qualcosa. Che lo studio non sia solo pagine ed esercizi. Spero che ne traggano degli insegnamenti e che questi li accompagnino per il resto della vita. Insegno loro ad essere corretti, leali, a non voler prevalere, a non sopraffare. Delicati e onesti, ma non sprovveduti.
Per il resto, ringrazio il cielo tutti i giorni per quello che ho. Che è tanto.
Adesso ho anche un motivo in più per sorridere. Dopo aver tanto insistito, in casa abbiamo accolto un nuovo cagnolino. Un cucciolo di Juck russell monellissimo. Un terremoto di tre mesi che ha messo a soqquadro la casa e la mia vita. Lo abbiamo chiamato Duncan. Mi fa disperare, ma lo amo. E’ uno scricciolo e al tempo stesso una forza della natura. Svegliarsi con due occhietti che ti guardano pieni d’amore, rientrare in casa e trovare una codina scodinzolante mi riempie di gioia. Comporta tanti sacrifici, ma credo fosse quello che di cui avevamo bisogno. Ha riportato i sorrisi e un po’ di serenità in casa. La mia vita sentimentale invece è un disastro. Archiviato Chris sempre più innamorato della sciacquetta, ne ho approfittato per dedicarmi un po’ a me. Mister fascino è sparito per più di un mese. Miracolosamente stamattina mi ha scritto un sms dopo aver visto una mia foto. Se dicessi di averlo dimenticato direi una grande bugia. Mi capita spesso di sognarlo. Fuggo  da quell’uomo li. Ho una fottutissima paura di farmi male.
in realtà qualcuno nella mia vita c’è, entrato a piccolissimi passetti. Complicità tanta, mi fa stare bene. Non voglio parlarne. Voglio difenderlo questo sentimento. Voglio anche capirlo.  Mi piace lui…è uno cazzuto, mi attrae molto.
Intanto si sono anche sbloccate un po’ di cose burocratiche…. Che dire? spero che i prossimi mesi siano più sereni. Che forse un po’ di serenità me la merito dopo tanto dolore.