in frantumi, mentre qui manchi tu…

Non scrivo da un po’, non perché non abbia niente da scrivere, anzi, di cose da dire ne avrei tante, ho solo bisogno di tenerle per me, dentro di me, parole tenute in grembo, custodite, che a poco a poco prendono forma, si plasmano e diventano emozioni. Ho dovuto elaborarle per capire cosa provassi e cosa pensassi per davvero. Non è ancora chiaro, è un misto di rabbia e malinconia. E’ un urlo muto. Malinconia, senso di vuoto, disorientamento. Lui mi manca. Da morire. Non lo sento da circa tre mesi, non so niente della sua vita e questa cosa mi uccide. Sto male ma lo tengo per me. Tutto mi ricorda il passato. Accendi la radio ed è un pungo allo stomaco, una nuova canzone del nostro cantante preferito.

“Non succede quasi mai a due come noi
di Credere che sia possibile trovare
Un complice in questo disordine
Tracciare un’orbita nell’atmosfera

Amore mio la logica non è sincera
Chissà se amare è una cosa vera”

Qualche settimana fa sono stata a Roma, la tua città, a tua insaputa. Doveva essere un viaggio relax, invece le peggio sfighe si sono abbattute su di me, ma di questo ne parleremo prossimamente. Volevo non pensarti, invece tu eri li, come un fantasma alle mie spall, e sentivo il fiato sul mio collo. Quando sono arrivata in piazza del Popolo, ho pensato che avrei voluto riportare il tempo indietro di 13 anni e ripartire da li, da quella piazza, e non sarei più scappata. Che stupida, quel giorno ho cambiato il mio destino e non lo sapevo.
e poi accade uno di quei fatti che noi interpretiamo come “coincidenza”, ma che a me, suona di beffa, o di accanimento e un po’ mi mette i brividi. Seduta in un bar della capitale, con una tazza di té fumante, un bar qualunque a Via del Tritone vicino al tuo ufficio, e alla radio parte la nostra canzone. Proprio quella. Quella di 13 anni fa. Proprio quella tra milioni di canzoni. Piango, ma per fortuna non mi vede nessuno. Tanto a te che frega? probabilmente adesso ti sarai pure sposato, probabilmente hai una nuova gallina di turno.  E io rimango sempre qui, con me stessa. La solita stupida a raccogliere i pezzi di me, a chiedermi perché sia andata così. 

” Logico sì, è logico
E’ tutto quello che so
Per ogni domanda componi un verso
Non siamo soli in questo universo”

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italiani, arbitri e critici cinematografici; la grande bellezza di Sorrentino

Che gli italiani fossero un popolo di santi e navigatori era chiaro, che fossero arbitri lo avevo capito con Byron Moreno, ma che fossero anche critici cinematografici l’ho scoperto oggi. Siamo tutti esperti.E di esperti in queste ore ne ho scovati tanti, campioni imbattibili di idiozie.Il giorno prima tutti a gioire il gioire per l’oscar a Paolo Sorrentino per la sua “grande bellezza”,il giorno dopo tutti davanti la tv a demolirlo. 
Non so se sia peggio chi lo critica perché si è annoiato durante la visione, o chi lo difende senza che abbia capito il senso stesso del film.
Per me è solo una grande tristezza. Io difendo Sorrentino e credo fermamente che l’arte non sia percepibile da tutti. Del resto il genio, il più delle volte viene riconosciuto a distanza di anni. Per me “la grande bellezza” è un quadro impressionista, e come tale, bisogna sbirciarlo, viverlo, capirlo. Un capolavoro lirico, che si lascia scoprire fotogramma dopo fotogramma, per trionfare in un finale che ne svela la pure essenza, che mette a nudo l’atomo della vita stessa, il senso dell’intero film e di tutto il creato. C’è arte in ogni singolo frame della pellicola, ogni immagine; ogni volto è un ritratto, a volte storpiato; ogni ripresa, se estrapolata dal resto, potrebbe benissimo essere un quadro a se stante in cui ogni dettaglio risulta impeccabile e mai stonato. Gli ori, i fasti, i marmi dell’antica Roma, mostrati nella loro magnificenza e nel loro postumo declino. Il contrasto tra la ricchezza degli ambienti e la pochezza interiore di coloro che li attraversano. E così gli stucchi ingrigiti, gli intonaci scrostati diventano simbolo di un’anima che si è persa, e fanno da cornice al protagonista, Jep Gambardella, una sorta di Dorian Gray partenopeo, che ha accanto a sé il suo Basil interpretato da Carlo Verdone. E così, il superficiale, il materiale, lascia spazio allo spirito, la coca contrasta con le ceneri della morte, a cui tutti inevitabilmente andranno incontro, che sia morte spirituale o corporea. Eppure c’è il riscatto. C’è la rinascita…c’è il senso dell’intera esistenza alla fine del film, in questo ciclo circadiano dove la fine riporta alle origini, dove l’inizio rivela la bellezza degli albori, là dove tramonta l’anima, spunta l’alba su Roma, ed è subito un nuovo giorno, un nuovo principio. “Bisogna cibarsi di radici, le radici sono importanti”, e dovrebbero ricordarlo anche gli italiani annoiati davanti al loro televisore, con i loro  occhi offuscati da grandi fratelli e cinepanettoni. Bisogna solo che rimanere in silenzio davanti all’arte, e magari buttare via il telecomando.

(fine, volevo solo dire la mia umilissima opinione)

vi lascio con due commenti letti qua e la per il web che mi hanno fatto drizzare i capelli, i commenti li lascio a chi legge:

commento nr.1:

“io,al di lá di ogni polemica,vorrei sinceramente capire cosa ha di bello questo film da meritare un Oscar…Roma? é stupenda anche senza Oscar. .successo? non credo ne avrá se paragonato a capolavori come la vita é bella o nuovo cinema paradiso…..che rivedrei milioni di volte per commuovermi sempre….sfido chiunque a fare lo stesso con sta oscenitá di film.”

commento nr.2 ( ovvero chi vuole difenderlo, ma senza accorgersene lo distrugge)

“Il film non era come Benigni con la sua “La vita è bella” che ha trattato una storia vera vincendo l’ultimo oscar in Italia. Sorrentino ha uno stile totalmente diverso senza trama, senza storia e il film DOVEVA essere lento e “noioso” come dici tu, perché ti stava facendo assaporare lentamente parola su parola, immagine su immagine, emozione dopo emozione”

(ottimo, quindi il film è un capolavoro, perché non ha trama!)

commento nr.3

“più che grande bellezza, a me sembra la grande schifezza, mi sto addormentando, meno male che non l’ho visto al cinema.Faceva così cagare che l’unico motivo che ha vinto come migliore è per ROMA e la Ferilli, tutto il resto era una merda, e non sono il solo a dirlo”.

 

……………………..  de gustibus………Immagine