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Oggi sono parecchio nervosa. Rientrare a casa ti riporta alla triste realtà e tutti i problemi che avevi accantonato prima di partire ti tornano davanti agli occhi.
C’è da sistemare la situazione “casa” una volta e per tutte, c’è che mi sono rotta di essere nomade. C’è che anche il mio equilibrio comincia a vacillare. E’ un momento di stallo da cui bisogna uscire. Non posso più fare questa vita. Ho un malessere dentro che in casa non riescono a scorgere e forse non vogliono vedere. Anche il più forte poi cede e io sto cedendo.  Ecco perché sono sempre più convinta di aver bisogno di un supporto psicologico nei prossimi mesi. Mi sembra di star sbagliando tutto  Mi sembra di essere aliena. In questa casa, in questo mondo. Mi sento la goccia nel mare, un corpo deforme e un anima vagante. Io non lo so qual è il mio posto  nel mondo, non l’ho ancora capito.
Combatto tutti i giorni con l’immagine di me riflessa nello specchio e quello che gli altri vedono in me. E poi ci sono le parole quelle che non importano più alla gente, quella che ti guarda in malo modo quando pronunci la frase “voglio capire come sei fatto”. A chi importa più come sei fatto oggi? A qualcuno importa forse cosa pensi, cosa fai, cosa mangi, come hai vissuto fino ad oggi? siamo corpi che camminano, o troppo belli o troppo brutti.
E io sono miss disastro.
Sono sempre troppo. troppo dolce, troppo fredda, troppo mora, troppo tonda, troppo cerebrale, troppo ironica. troppo.
O di troppo. Perché il problema c’è sempre. Ma di solito ha i capelli biondi.
Io sbaglio comunque.
a volte sono perfino troppo poco. Poco maliziosa, poco rompipalle, poco curiosa, poco gelosa.

Io sono io.
E non posso che essere diversa da quello che sono.

Io lo voglio un posto nel mondo, un angolino, ma lo voglio colorato.

 


aggiornamenti: ho litigato con Mr fascino. Non lo sento da un po’ e se vi dicessi che non mi manca mentirei.

 

 

Is there life on Nullatown?

È sabato sera anche a Nullatown. Ascolto Bowie per ammazzare la noia.

Is there life on Mars?

Mi chiedo se ci sia vita anche qui…

É passata una settimana dal mio arrivo e sto già cominciando a dare segni di cedimento. Per fortuna lunedi riparto e torno in città. Mi manca la vita sociale, mi mancano i tacchi, i capelli in ordine, lo spritz con gli amici e il rumore della metropoli. 

Isolarsi in questo non luogo è terapeutico sotto certi versi. Capisci chi e cosa ti manca davvero. Ho anche pensato tanto. chris è ormai un ologramma, un ricordo lontano. Da quel che ho capito ha giocato con ben tre ragazze contemporaneamente. Insomma è recidivo. Non voglio sprecare nemmeno più commenti.

Ho pensato anche a Fritz. Che io proprio non ce lo vedo a convivere con una. Proprio no…e il suo vortice inesorabile in cui non voleva trascinarmi? E la storia che chi si avvicina a lui soffre irrimediabilmente? Boh. E pure bah.  Per deduzione a questa doveva voler male se l’ha trascinata nel vortice. Ah grazie…magnanimo il mio ex.

Che io poi mi sono stancata di sentire ste cavolate…meglio un vaffanculo che le storielle da raccontarci. Sono arrivata alla conclusione che deve esserci qualcosa di anomalo nella testa degli uomini. Che parole e testa non siano collegate. Non credo più a una sola parola pronunciata da un individuo di sesso maschile.

Ma andiamo a me…

Mr fascino, l’uomo piu’ figo del mondo è tornato all’attacco. Mi ha bombardato di messggi tutta la settimana. Ora io mi chiedo cosa ho fatto di male…

Io non li cerco i casini. Sono loro che vengono a cercare me.

Ad ogni modo se fossi scema io mister fascino me lo sposerei domani ma qui la cosa mi puzza. Perchè uno così che ha la lista di donne fuori casa si è accorto di me?

Comunque gli ho dato tanti di quei due di picche in settimana che credo gli abbia fatto venire problemi di autostima…

😂

Ma io sono una brava ragazzetta. Io vedo il mondo a cuoricini. Io non lo voglio il figo e non mi faccio incantare dai bicipiti. No. E nemmeno dal sorriso marpione. No. E nemmeno dalla tartaruga. No. E nemmeno dalle sue foto in canottiera tutto sudato. No. E nemmeno dal fatto che è tipo perfetto.

No.

Vade retro.

Comunque non cedo nemmeno a brad pitt nudo dentro al letto in questo momento della mia vita.

Così, per dire…

Welcome to Nulla Town 

Appena arrivata a nulla town, in provincia di nowhere. Felice più o meno come un maiale che ha varcato la soglia del macello. Che Recanati all’epoca di Leopardi era un luogo di movida a confronto. Il nulla cosmico. Fa pure freddo. L’unica forma di vita nelle vicinanze é un tipo con due figli maschi. Uno é johnny Bravo, l’altro Malgioglio. Dovrebbero esserci anche due cani, e loro si che mi risolverebbero la vacanza ma al momento non sono pervenuti. Che se le colline hanno gli occhi, nullatown non ha manco quelli e quindi non puoi nemmeno piangere…
Sulla parete di casa c’è sempre il quadro inquietante. Quello del pagliaccio con l’infarto, che si poggia la mano sul petto. Somiglia a Jerard Depardieu mascherato, ma con l’infarto…il pittore anonimo l’ha disegnato probabilmente nel suo periodo blu, come Picasso o come Kandinskij, o forse in una fase di coma etilico.
Anche io farò la fine del pagliaccio…o del pittore, in coma etilico. 
Vediamo il lato positivo…avrò del tempo per scrivere. E avrò a che tempo per pensare e quello non é positivo. 
Intanto sta per abbattersi il temporale e io ingenua ho portato il costume, non il cappotto.
Mi serve un buon libro o una buona compagnia.
Almeno fossi a Lock Willow avrei un Jervis Pendleton con cui parlare.
Say hello to happiness!

Questo cuore non è un albergo


E’ un’estate strana quella che sta per concludersi. Di  certo non mi sono fatta mancare nulla. Sole, sale, sorrisi. Il mare, gli amici e un amore fugace.
E ora tutto tace.
Di fatto ognuno rientra nelle proprie città, torna alla propria vita. Gli ultimi giorni di spiagge affollate e poi si ricomincia. Gli ultimi amici sono ripartiti oggi. Da domani andrò a rinchiudermi una settimana a “nulla town”. In mezzo ai campi, nel silenzio più totale, dove non c’è connessione. Io odio Nulla town. Ci passo ogni estate. La noia mi porterà inevitabilmente a pensare, a deprimermi e a combinare cavolate di cui me ne pentirò per un anno intero. L’ultima volta ho ricominciato a sentire Fritz…
Che a me, le mani, dovrebbero legarle a Nulla Town.
Non ho la forza morale per reggere una settimana di nulla. E’ sempre introspezione e casino quel luogo.Di certo non cercherò Chris, ormai in fase regressiva. Alterno momenti di iperglicemia a indigestione  davanti alle sue foto in love con Miss Tamarra. Carina lei. Gli ha perfino portato un braccialetto acquistato dal marocchino come ricordo delle sue vacanze. Il tutto documentato da foto e ashtag #grazie #sorprese #ciaone e bacini vari.
momenti di alto spettacolo (ovvero come fare buon uso dei social). Ormai è il gossip dell’estate, la coppia dell’anno. Ma quale Belen e Iannone.
Che io già me li immagino questi due a parlare sul divano di refill per unghie iridiscente o mat o della panchina della Juventus. Poi lui la guarda e le dice con occhi sognanti: sei bellissima. E parte il disco, che ormai abbiamo capito che è registrato.
Eh già….bell’estate la mia…
Fritz va a convivere con una, Chris ha trovato l’amore e io continuo a ricevere messaggi di buongiorno da parte di chi non mi interessa.
Questo cuore non è un albergo. Neanche un resort 5 stelle. Forse uno sgabuzzino buio, ma rannicchiati si sta bene. Se ci si stringe sembra quasi una reggia.
E io non c’ho più tempo per nessuno. Né voglia. Né curiosità. Né pazienza.
Io voglio solo che arrivi settembre…

ps…ho respinto il corteggiamento di mr fascino ovvero l’uomo più bello del mondo nelle ultime 48 ore…tipo l’uomo ideale, tipo quello perfetto, tipo quello che ti fa sanguinare il cuore forse fino all’apocalisse. Poi non dite che non sono brava….

 

 

 

 

 

 

Reset.

Ustica è uno di quei luoghi nel mondo in cui il tempo si dilata, una specie di ventre materno che ti accoglie, ti nutre e ti fa venire alla luce. Per me è  da sempre il luogo della rinascita, quella spirituale. Una specie di cura interiore. Tornare allo stato primordiale, senza connessione, senza elettricità, senza caos, traffico; solo il rumore delle onde che si infrangono sullo scoglio del medico, le notti stellate così buie da poter contare tutte le stelle del cosmo, le chitarre giù al faraglione con le canzoni stonate che intoni assieme a chi hai incrociato la sera prima in piazza. Sono tornata pesce. Come quando andavo in barca con mio padre, ho indossato la maschera e ho esplorato i fondali. Libera. Spensierata. Solo io e gli anemoni variopinti e i banchi di pesci che ti nuotano tra i piedi, così vicini da poterli guardare negli occhi.
Reset, ci sono altre pagine di un libro da scrivere, bianche.
Candide. E io voglio disegnarle quelle pagine, con immagini eteree come nei quadri di Cabanel e colori vividi come quelli di Matisse. La mia vita non posso e non devo metterla nelle mani di nessuno.
Questi giorni mi hanno fatto pensare e allo stesso tempo mi hanno distratto da ciò che è stato. Le spine nel cuore ci sono ancora ma le restituirò al mittente.
Addio Fritz che ormai convive con una povera malcapitata, addio Chris e miss tamarra, la coppia dell’estate.

Ci sono io.
Ricomincio da qui.
E poi ci sono i miei amici. Tanti, speciali, presenti e provvidenziali., Di sorrisi me ne hanno regalati tanti in queste ore. Nonostante i  disagi del cambio di hotel, alla fine siamo sopravvissute. Eravamo davvero nel posto più sperduto dell’isola. La sera di ferragosto abbiamo perfino fatto l’autostop per arrivare a cena in paese. Ad ogni modo, io un regalo a voi lo devo….

 

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io non lascio traccia

“Io non lascio traccia, come pioggia sulla neve”. Queste sere d’agosto sembrano non passare mai…mi sembrano infinite. La città svuotata, il silenzio…E’ il silenzio che mi turba più di ogni altra cosa. Tutti in ferie, nessuno con cui parlare, perfino una delle mie migliori amiche stasera ha deciso di non rispondere, avrà un’altra delle sue lune storte per cui so già che litigheremo presto.
Nei giorni scorsi avevo la casa piena di amici, quelli romani e quelli milanesi ospiti qui da me, e festini, cocktail in terrazza, cene, risate, e poi il telefono che squillava in continuazione, le attenzioni di Chris, la musica, i baci…
Ora sembra passato un anno, invece sono solo pochi giorni….Tutto cambia alla velocità della luce qui. Il mondo gira, continua a girare con me o senza di me.
E’ che qui mi sembrano tutti impazziti improvvisamente…
Perfino la proprietaria dell’albergo in cui avevo prenotato da due mesi “per prudenza”… Oggi mi chiama dicendo che aveva dimenticato di segnare la mia prenotazione…mi sono presa le scuse ma di fatto non ho la camera. Mi ha sistemato da un’altra parte, nel punto più arroccato dell’isola, in mezzo al nulla, in un posto barocco e un po’ fatiscente. Credo che non ce la posso fare.

Sono nata sfigata io. Manco la vacanza come dico io…
Io stasera sfascerei il mondo, davvero. Ho bisogno di prendermela con qualcuno o qualcosa.  Ho accumulato tanta di quella rabbia che adesso devo sfogarmi in qualche modo.
L’unica cosa che voglio adesso è tornare a lavoro. Li almeno nel mio mondo mi sento protetta, coccolata, ho i miei bambini che mi abbracciano ogni mattina.Mi mancano.
Oggi mi guardavo allo specchio, non so più che cosa vedo, chi vedo. Vedo occhi gonfi, broncio e sfiducia…
Non c’ho nemmeno voglia di partire…davvero… che quelle statue raccapricciante barocche io proprio non le avevo messe in conto nella mia vacanza…
Mi serve un angelo forse…
lo sto chiedendo a gran voce da giorni a mio padre che non c’è più. Ma forse ci sono problemi di comunicazione… non lo so…mandatemi qualcuno a salvarmi.

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Piccola Istrice

Non è facile rialzarsi dopo che hai ricevuto un pugno dritto in faccia. La verità fa male Essere presi in giro, in modo subdolo, da una persona che ti guarda negli occhi e ti ripete di abbandonare tutte le corazze, che con lui sarà diverso, che vuole solo te, che non gli interessa altra donna al mondo perché nessuna è come te, tutto questo è svilente, umiliante, meschino. Se non è cattiveria questa, cos’è?
Uno che ti riempie di attenzioni e poi intreccia contemporaneamente una relazione con un’altra, che cos’è? Come lo chiami? Come lo definisci?
Bugiardo patentato?
Ammaliatore seriale?
boh…io lo chiamo Merda. con la M maiuscola, perché solo questo mi viene da dire.
Adesso compaiono anche le loro foto insieme, felici, e ti chiedi davvero quanto sarebbe durata sta presa in giro se io non lo avessi affrontato l’altro giorno.
Occhi da cerbiatto mi ha fatto davvero male. Mi sento sgualcita.
Mi sento usurpata, tumefatta.
Mi sento miliardi di spilli e coltelli conficcati nelle spalle e negli occhi. Non nel cuore, che quello ormai s’è andato a suicidare da qualche parte. Ma gli spilli si, li sento, conficcati, brucia… Ho gli occhi gonfi di lacrime e di rabbia. Perché una volta tanto vorrei farla io la merda nella mia vita…fare gli screenshot di quelle conversazioni e girarle a lei per pura goliardia, per rompere anche il loro idillio. Invece io, non lo so fare. Preferisco il silenzio. Questi giochetti non sono da me, tradirei me stessa, diverrei marcia come loro…anzi come lui…che quella poverina è all’oscuro di tutto e si crede davvero l’unica donna della sua vita. Quella merda…che fino a tre giorni fa mi svegliava coi cuori…
Il problema non è aver perso lui, che è il nulla cosmico, il problema è che ho fallito io- Di nuovo…
Tradita e rimpiazzata per la terza volta in vita mia. Ancora.
Compare una dal nulla che diventa poi magicamente quella giusta, quella che aspettavano da sempre…Che mi dovrebbero pure ringraziare, dopo di me arriva l’amore. Invece non mi chiedono neppure scusa. Forse a sto punto sono io che non vado. Ci sarà qualcosa che non funziona. Non gli rompo troppo le palle ecco che c’è….Io li lascio liberi e loro quello fanno…liberano spermatozoi come se non ci fosse un domani.
Sono una povera idiota, ammettiamolo…
Sono ancora qui a pezzi, a star male mentre quelli se la ridono alle mie spalle.
E magari cosi le persone le ammazzano.

Che io certi fardelli non li reggo più.
Credo di aver toccato il fondo. Sto seriamente prendendo in considerazione l’idea di andare dallo psicologo a Settembre. Voglio farmelo dire da uno bravo che non valgo niente…

 

Chris

Non scrivo da tanto, non perché non avessi niente da scrivere ma perché volevo tenere per me qualcosa che ritenevo prezioso e da custodire.
Cris è arrivato nella mia vita qualche tempo fa con la timidezza di un bimbo e la determinazione di un leone. Corteggiamento pressante, parole forti, mirate, di quelle che ti lasciano a bocca aperta, di quelle che ti spiazzano, quelle che aspetti da una vita e ti fa strano che siano proprio per te. Le mie mille corazze lo hanno respinto per settimane, ma lui invece di desistere rincarava la dose. Che io non ci sono abituata alle belle parole. Ho sempre ricevuto letame dai miei ex…
Ho riflettuto tanto se uscire o meno con lui… Cris ha 7 anni meno di me.  Il pressing costante e sempre più pesante e lo sguardo convinto di questa persona mi hanno fatto cedere. Che avrò mai da perdere se ci esco alla fine???
E così ti ritrovi a parlare con lui, con timidezza, col batticuore, con la curiosità di chi in fondo è attratto ed impaurito allo stesso tempo. E concludi la serata con baci appassionati. E poi impazzisci…e da li le corazze lui me le ha tolte tutte…
Gli ho creduto…
Siamo usciti assieme altre volte, ho passato le notti da lui, ho provato l’ebbrezza di attraversare la città in moto che non accadeva da anni, e altri baci, abbracci, e fare l’amore, e cercarsi, e volersi e buongiorno e buonanotte… e tutto da favola…

fino a qualche giorno fa, quando ti accorgi che qualcosa non quadra, che comincia a essere sfuggente, che qualcosa non va e allora scopri che mister uomo perfetto c’ha un’altra…
Ed è tutto li, tutto davanti ai tuoi occhi e rimani di gelo.

Perché glielo hai permesso. Ancora una volta. Ti hanno calpestato, sgualcito, usato, rimpiazzato.  Ancora.
L’ho affrontato, non so mentire io. Non ha neppure risposto, ha preferito sparire. Anche lui.
Che pugno allo stomaco…
Non lo so…non so neppure restarci male.. Provo schifo. Provo perfino schifo verso di me adesso che non riesco a costruire niente con nessuno. Che va sempre tutto in frantumi, e io i miei pezzi sul pavimento non li so riunire. E finisce sempre così…. E ci rimani di merda. Perché quelle come me non si sanno risparmiare. Quelle come me danno tutto.
E poi li vedi finire con sciacquette ignoranti e superfiali. E ti chiedi perché almeno non ti abbiano risparmiato l’indecenza delle belle parole, dei cuori, dei fiori…
Ieri “ti faccio mia, voglio solo te”, oggi con quella…
la sensazione è sempre la stessa…la conosco fin troppo bene.
Sono solo stufa. Forse sono io che non so amare. C’è sempre un’altra li migliore di me….

 

 

 

 

Buon compleanno a me

Ho compiuto 34 anni domenica. E la cosa mi turba.
Un anno in più. Di fatto è un altro mattone su un edificio traballante. E’ una sensazione strana, più cresco e più mi sento minuscola nel mondo, meno di un puntino. Inconsistente, impalpabile, invisibile. Ho spalle forti e gambe sbilenche.
Ho ricevuto un sacco di auguri e di dimostrazioni di affetto, anche da chi sta dall’altra parte del mondo eppure a me manca qualcosa.
Paradossalmente il primo a ricordarsi del mio compleanno è stato Londra. Chi lo avrebbe mai detto? Non una parola o un messaggio da parte di Napoli che è evaporato, sparito, scappato. Delusione, si, ma era una sensazione che mi girava dentro da giorni. Che poi ormai alla storia dei desaparecidos io ci sono abituata.
I meccanismi della mente comunque sono subdoli….noti sempre l’assenza, poco la presenza. Noti chi non c’è e un po’ ti fa male. Speriamo sempre di essere un po’ speciali per qualcuno poi sbatti contro il muro e ti senti niente.
Non lo so se vorrei essere diversa, non so nemmeno a questo punto come vorrei essere, vorrei solo avere un posto nel mondo.

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Iktsuarpok

Iktsuarpok. E’ una parola Inuit che descrive quella sensazione di attesa che si prova quando si aspetta qualcuno e ci si affaccia continuamente alla finestra o alla porta in vista del suo arrivo. Forse è un po’ così che mi sento in questi giorni. In attesa. Di qualcosa o qualcuno che mi porti via. Via da qui. Da un mondo che mi va stretto, che non mi appartiene.
Sono giorni strani questi. Indecifrabili per me e anche surreali. Prendere le redini della famiglia dopo la morte di mio zio, provvedere a tutti i bisogni fisici, materiali e psicologici di chi mi sta attorno grava molto sulla mia serenità. Ho un carico di responsabilità non indifferente e giorno dopo giorno è come se un boa mi si stringesse sempre più il collo. Ci sto provando a fare del mio meglio ma non è sempre facile.
Mi sento sola in questa battaglia. Sono l’unica a conservare ancora,  (anche se malconcio nella sua veste) un po’ d’amore per questa vita. Mia madre si spegne giorno dopo giorno, mio fratello ha paura del mondo. Io lotto invece. Lotto ogni giorno in cerca di una fiammella. Tepore.  Mi entusiasmo ancora per la fioritura improvvisa della rosa, per il sole al mio risveglio, per quella canzone inaspettata alla radio.
Ho fatto bene quest’ anno. A lavoro intendo. Sono stata riconfermata per il prossimo anno. Ho perfino delle ore in più. Ho trovato molta pace lì dentro. Lì è il posto per non pensare. Lì mi dedico solo ai miei bimbi. E Nonostante le perplessità iniziali per aver accettato un incarico in una scuola cattolica in mezzo ai bambini,  ho scoperto che quello è il posto giusto.
Ho tribolato per i saggi di fine anno. Ho gioito, ho pianto di commozione nel salutare la quinta classe,  mi sono preoccupata, ho allacciato le loro scarpe e asciugato le loro lacrime. Ho visto le suore ballare e scatenarsi, le ho pure viste bere birra e divertirsi. Ho vissuto vita vera.
Adesso sono ufficialmente in vacanza, ho del tempo per me, ho del tempo per pensare a tutto quello che fa male.
Ho trascorso una notte insonne pensando al passato. Ogni tanto penso a Fritz. Mi chiedo come stia. Ho pensato alla mia infanzia. Spensierata. Ho pensato che tra pochi giorni avrò un anno in più e forse sto buttando via giorni preziosi pensando poco a me stessa. Ho pensato che non voglio più sentire Napoli. Non voglio provare quella sensazione che conosco troppo bene ormai. “sentirsi di troppo”. Aspettare un sms che non arriva. Attendere. qualcuno che entri da quella porta.. Non sentirsi mai abbastanza. Mai all’altezza.
No. Non voglio stare ancora male. Non le voglio le briciole. Non mi interessano, Non me le merito.
allora me ne sto qui, alla finestra, in attesa di passi…in attesa di suole consumate dai sassi di chi ha  percorso quel sentiero impervio che conduce infine e inevitabilmente a me soltanto.

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