perdersi

Tre giorni lontana da casa, al mare, lontana dalla tecnologia, lontana dai rumori della città. Li, in quell’angolo di terra hai solo il silenzio a farti compagnia. Proprio lì, l’anno scorso mi sono persa per ritrovarmi, proprio lì quest’anno mi sono persa ancora, ma non mi sono ritrovata….
Tutto ciò che puoi fare quando rimani sola con te stessa è pensare, pensare pensare… ultimamente la mia testa è una fornace, sempre li pronta a rimuginare. Questi giorni non sono stati affatto semplici, ho dovuto fare i conti con i ricordi del passato. Esattamente in quel luogo l’anno scorso c’è stato il riavvicinamento con Fritz, scambi di messaggi e telefonate che poi ci hanno spinto di nuovo uno tra le braccia dell’altro ad agosto. Lui che mi invitava per uscire, lui che era perfino disposto a raggiungermi in Calabria da amici, lui che mi invitava a raggiungerlo a Marettimo. Sembra passato un secolo…. sembra un’altra vita. cosa ne è stato? cosa è rimasto? cosa siamo diventati? perchè? Fa male. Sapere che ad agosto saremo di nuovo nella stessa città e saremo due estranei.
Mi sento invisibile. Mi sento invisibile da un pò…mi chiedo cosa ho fatto per meritarmi tutta questa indifferenza, quando l’unica colpa di cui posso macchiarmi è quella di aver dato il mondo. Sono invisibile per Matteo dopo 15 anni, sparito da un giorno all’altro e dimenticandosi di me, sono sparita per Fritz che mi ha salutata ricordandomi quanto io fossi speciale….
Ogni tanto penso di aver un modo sbagliato di amare…. Penso che non ho capito un tubo della vita, delle persone, che tanto un giorno sono interessatissime e il giorno dopo sono una bolla di sapone… non vedi più neppure i contorni….
è come se io non lasciassi traccia, come se venissi asfaltata, e quasi li invidio perché io proprio non ne sono capace. Mi porto dietro un pezzo di ogni persona incrociata sul mio cammino, anche solo per pochi minuti. Mi sento un contenitore, e forse questo carico non dovrei portarlo. Stamattina ho solo voglia di piangere.
l’unica certezza è che non credo più a niente e a nessuno.

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“Di fronte al mare la felicità è un’idea semplice” (J. C. Izzo).

Ieri pomeriggio sono fuggita al mare. Sono rimasta qualche ora sulla battigia in compagnia di un’amica.
Non riesco mai a distendermi del tutto e rimanere li immobile al sole in quel perfetto mix tra lucertola e Tutankamon versione imbalsamata.  Non riesco a star ferma,  finisco sempre per ricoprirmi di sabbia, che in fondo mi piace pure…Alla fine mi trovo sempre seduta a fissare l’orizzonte e a perdermi tra i miei miliardi di pensieri strampalati. Partorisco sempre qualche idea brillante in genere, una di quelle che darà vita a qualche nuova cazzata… Ad ogni modo mi rilassa, rimane lo spettacolo più bello della natura. Il mare è li a ricordarmi che qualsiasi cosa accada, lui esisterà sempre, e sarà sempre li per me, pronto a darmi le risposte che cerco.
anche stasera sarò in spiaggia. Ho una festa. Si, insomma…bagni di notte,  musica, amici, alcool…Ho voglia di non pensare forse. Pensare ultimamente mi riporta in mente cose che voglio rimuovere. Non c’ho voglia, e non ho neppure la pazienza di star li ad ascoltare i discorsi provoloni di Biscotto stasera…Biscotto fa parte della comitiva, è un tipo strano, uno di quelli che allunga le mani con troppa facilità e che nasconde la verve da maniaco dietro le sembianze del secchione… Non sa di me e Fritz, lui Fritz non l’ha mai sopportato, forse ne era geloso, non so…Ho saputo da lui che ultimamente è anche stato da queste parti… Devo mettermi in testa che la sua vita continua, che io sono solo un ricordo, o forse neanche quello, forse mi ha già cancellato/rimpiazzato. Io stasera voglio ballare a piedi nudi sulla sabbia, voglio perdermi li nel silenzio e dire ciao a quei pensieri che mi torturano. Mille occhi, mille facce, gente che va, che viene, gente che vuole qualcosa da me, gente che prende e che non da’. Ma cosa posso mai darvi io????
No, preferisco ballare…. in testa ho le stesse percussioni che risuonano, rimbombano e fuori le onde del mare.
me ne rimango sulla spiaggia seduta a guardare la luna che si riflette sulle onde.
Rimango li, fisso il vuoto, lo stesso vuoto e lo stesso freddo che ho dentro anche adesso con 40 gradi, li sola in mezzo a tanti, continuando ancora a sperare, che tu, chiunque tu sia, possa raggiungermi li, in riva, sederti accanto a me  a fissare quella stessa luna, senza parola alcuna.

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shopping, roba da donne….

Pomeriggio di shopping con le amiche oggi…momento di saldi anche per me…
Tuffarsi tra la folla al centro commerciale non era esattamente tra i miei piani, eppure oggi e’ uno di quei giorni in cui ti alzi dal letto e senti che vorresti spaccare il mondo, in cui ti senti donna con la d maiuscola….Alla fine il mio bottino post guerra è soddisfacente. Sono tornata a casa entusiasta come Carrie Bradshaw dopo aver acquistato le sue mitiche Manolo, con la differenza che io le scarpe dei miei sogni non le ho trovate.
Ho fatto grandi affari da sephora, lipgloss di Makeup forever e lipstick di Marc Jacobs. Un rossetto nuovo in borsetta non deve mai mancare….labbra ciliegia e gloss che sa di sorbetto al limone, roba da baci golosi…
Con quel rossetto li , ci vuole l’outfit adatto, qualcosa di deciso, svolazzante, fresco, sexy, così ho acquistato un mini dress black and white con scollo a v gioiello. Mi sono lasciata tentare anche dalla lingerie, quindi ho fatto scorte di completini. *__*   non amo i capi basic, mi piace il pizzo, e una donna dovrebbe sempre indossarlo, fa sentire subito meglio, fa subito femmina.
per completare il tutto ho cercato dei mega tacchi, li voglio strepitosi, altissimi, vertiginosi, col cinturino, con plateau ma non esagerato, nere… purtroppo oggi la mia ricerca è stata vana….me ne sono innamorata di un paio, ma mancava la misura…ma non mi arrendo, sabato andrò in missione….e le troverò!!!!!

adesso posso andare a dormire esausta e contenta…
🙂

qui un piccolo assaggio dei vari acquisti….

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Nonsense

Forse è il caldo, forse è il troppo lavoro di questi giorni, vivo dentro una tela surrealista. Troppi amici che si sposano, troppi che sfornano figli. Un tizio che non conosco mi tormenta con apprezzamenti discutibili, gli operai che lavorano alla ferrovia sotto casa lavorano di notte, il gatto del piano terra fa le fusa al mio passaggio, lucky ha perso l’appetito. Sogni strani stanotte di corpi aggrovigliati, quasi reali, quasi a sentire l’odore della carne o il contatto della pelle e le scintille. Gente che mi chiede del passato, di incontri mai avvenuti, gente ficcanaso che affonda spine nel petto.
no, non va…preferirei essere un Pollock, non un De chirico. Qualcuno mi getti addosso della vernice per cancellare tutto….
sotto al sole muoio un pò, devo lavorare….lunedi si consegna!

e fuori cicale ancora cicale….

cicale, ma mica poi tanto!

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Rivincite

” i sentieri si costruiscono viaggiando” F. Kakfa.

Di nuovo a casa, di nuovo a Palermo, tra i miei amici di sempre, la mia vita di sempre, le abitudini di sempre. LA NOIA. Le settimane trascorse a Milano sono davvero  trascorse troppo presto, eppure ciò che è rimasto in me assume significati intensi, sorprendenti, nuovi.
Ho scavato a fondo fino a ritrovare l’anima. Torno più forte. Torno soprattutto serena, sensazione che avevo dimenticato da un po’, da troppo forse. Torno rincuorata e motivata. Il corso è servito a ricordarmi quanto valgo, quanto ci credessi un tempo, quanto ancora ho da lottare. Ho fatto scorte di fiducia, ho trovato conferme e adesso mi sento pronta a ricominciare. Confrontarsi con gli altri è sempre un modo per imparare. Ho riscoperto parole come “gratificazione”, “coraggio” “creatività” “convinzione”. Dove le avevo sepolte? perché sono arrivata a quel punto??? Me lo chiedo, ma solo ora riesco a guardarmi con occhi diversi. Ci credo di più. Adesso credo di potercela fare. E ce la metterò tutta per tirarmi fuori dai guai. Ultimamente, la mia testa era una giungla, adesso magari è la foresta amazzonica, ma ho imparato a conviverci. Quello che vedo quando mi guardo, è un’altra persona. Sono cambiati i miei occhi. Ho messo da parte la tristezza degli ultimi mesi. Ho chiuso a chiave le delusioni e il male ricevuto. Ho lasciato alle spalle un capitolo (bello/brutto) della vita. Non sentiremo più parlare di lui, forse sto cominciando perfino a odiarlo. Credo sul serio che mi faccia schifo.
E’ tempo di uscire dal guscio.
Ad ogni modo, a Milano ho lasciato un pezzetto di cuore; mi mancano le colleghe, i vecchi e i nuovi amici, perfino i docenti. Torno rigenerata, ed è solo grazie alla gente che ho incrociato sul mio cammino. Mi era già successo a Roma…Ricorderò le luci, ricorderò i calici, ricorderò le porte della metro, le corse, le piogge improvvise, le vetrine perfette, le serate, la zucchina inquietante dell’expo.
Ricorderò tanti occhi, belli, luminosi, vivaci. Ricorderò soprattutto alcuni sguardi, e alcuni me li porterò addosso come vestiti.
Ricorderò soprattutto che esisto….
che forse non sono la donna che vorrei essere, ma ci sto lavorando.
adesso sono quasi io, e giuro a me stessa che niente e nessuno potrà più farmi sentire “non abbastanza”.

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