talenti nascosti

E quando arriverà l’inverno, con le sue nevi monotone, serrerò porte e finestre per  fabbricare nella notte i miei palazzi fatati. (Charles Baudelaire).

Questo è quello che scrivo il mio caro Charles all’interno di “les fleurs du mal.” E io da grande sognatrice quale sono gli credo pure,…la neve, la magia, le fiabe, il mondo di frozen… Invece no…arriva il gelo e puntualmente con essa anche la febbre…inaspettata e infame. Ma del resto la colpa è mia, perché sono un po’ matta, e quando arriva la pioggia, la grandine, il vento, non mi limito a guardarla da dietro ai vetri, no…devo aprire la finestra, ascoltare il rumore dei chicchi che cadono, le gocce che danzano e respirare il profumo della terra bagnata…
Forse fa parte un po’ di me. Non mi piace essere spettatrice nella vita, preferisco spalancare le porte e vivere le emozioni così come si presentano, e poco importa se il giorno dopo sarò a letto con la voce da camionista e i capelli arruffati.
Oggi sono una specie di spaventapasseri con le guance rosse e le mani gelide.  In realtà le mani gelide le ho sempre avute. Mio padre quando tornava da lavoro prendeva le mie mani piccole tra le sue enormi, le teneva strette per un po’ e immediatamente riacquistavo tepore. Lui aveva le mani da leone, sembrava quasi che le mie sparissero, e questo è uno dei gesti che più mi mancano nella quotidianità.
Adesso invece non mi è più permesso neppure di star male. Sembra quasi che sia “fuori luogo” quando hai un malato terminale che ti dorme nella stanza accanto. E in fondo è vero….che vuoi che sia in confronto? Mi sento quasi stupida, eppure oggi pome la mia fronte scotta.  E domani lavoro…
Sarà una settimana tosta, impegnatissima. Come se non bastasse domani opereranno anche mia madre. il solito tempismo perfetto del sistema sanitario italiano. Operazione richiesta un anno fa, effettuata 13 mesi dopo, esattamente due giorni prima la mia partenza. Perfetto direi. Lascerò mia madre immobilizzata a casa …. Penso di aver un specie di talento per scegliere le date sbagliate per le mie partenze… L’anno scorso quando sono andata da Fritz ho lasciato l’intera famiglia a letto con la febbre. Beh, poco male…
Ok..credo proprio che tornerò a letto…magari più tardi resuscito.
Che l’aspirina sia con me….

 

 

 

Houston…

Paura, tanta paura. Non ho mai avuto tanta paura come in questo momento della mia vita. Paura da paralizzare le gambe, da star male. Perché ci si sente infinitamente piccoli davanti a una marea di guai….E li vedo tutti schierati davanti a me, tipo titani, eccoli li i miei guai in fila uno ad uno, e le loro ombre. Da qualche parte ho letto che non bisogna aver paura delle ombre, perché non esiste ombra senza luce…allora voglio pensare che le ombre poco rassicuranti che circondano la mia vita in questo momento siano nuvole che oscurano solo la luce. Non sto bene in questi giorni. Ho incubi…Nascono dalla consapevolezza, perché è inutile nascondere la testa sotto la sabbia, lo sappiamo bene qui che Houston ha un problema e anche più d’uno. E’ chiaro che i problemi debba risolverli io e soltanto io. Non capisco perché la vita si accanisca, è veramente antipatica a volte.
sento già le ossa abbastanza spezzate, ma non ho neppure il tempo di stare a guardare le ferite, devo pensare a domani. INEVITABILMENTE.
Il tempo scorre, la vita scorre, e anche questa volta sono chiamata a mettere da parte me per risolvere tutti i fardelli che mi hanno lasciato altri. Ok.
Sono una guerriera, lotterò anche questa volta. Non mi sono mai arresa, eppure adesso non garantisco il risultato, tanto più che tra poche settimane potrei avere il colpo di grazia. Allontano quel pensiero, ma ne sono quasi certa.
Cerco comunque di distrarmi, di non pensare a tutto ciò, altrimenti ci si annega dentro.
E io il sorriso non lo voglio perdere. Perché si insomma, possono privarmi di tutto, ma il sorriso no, ce l’ho ben stampato in faccia.
Egoisticamente, anche se con molte titubanze, tra qualche giorno farò la valigia e starò via per qualche giorno. Fuori con amiche per staccare la spina. Voglia di evadere, di vedere altro, di avere stimoli, di bloccarmi un’ora davanti alle tele di un museo, di stare anche un po’ con me stessa.  Ho bisogno di carica. E poi ci sono le ragazze, che non mi abbandonano mai… C’è sempre qualcosa di memorabile nei nostri viaggi…
chissà…
che gran caos!
Come se non bastasse in questi giorni ho conosciuto un po’ di persone, sempre cose strane le mie…un tipo di Londra, un partenopeo e un tipo figo che abita invece dalle mie parti.
Li sto conoscendo, tanto se son rose, appassiranno….
un’altra delle mie paure di questo periodo è quella di essermi trasformata nei miei ex, di star commettendo gli stessi loro errori.
Allontanare la gente da me per difesa, per non impantanarli…sto costruendo barriere…e non l’ho mai fatto!
Non lo so….so solo che sono molto confusa.
Credo che ci vorrebbe un anno di ferie, su Marte però…

 

 

e Sgrunt!

La Nutella non è più quella di una volta. Me ne frego se la casa produttrice sostiene che la ricetta non sia mai stata cambiata. C’è qualcosa di palesemente diverso nel suo contenuto. Ricordo quella caratteristica sensazione di burro pastoso e appiccicaticcio che si attacca dritto al palato e che quasi ti immobilizza la lingua, come fosse stucco….e quella fatica nel mandar giù la crema spalmabile. E Poi le nocciole e le note speziate, tipo del pepe o del peperoncino o qualcosa del genere Adesso invece è insulsa, è diversa…non si attacca alla lingua o al palato e no….non me ne faccio niente del barattolo simpatico con su scritto “Daje, arricriati, anvedi come sto…NO! dovrebbero scriverci “vi abbiamo fatti fessi!”.
E sono nervosa…
che se ne fa una donna in pre mestruo di un barattolo di crema insulsa e senza sapore?  e mi viene da piangere, per colpa di un ovulo non fecondato maledetto.
E allora bevo limone e zenzero, al diavolo i grassi….
E oggi va così…sono rientrata a scuola dopo 15 giorni di vacanza. Io disperata e i bambini che mi saltavano addosso per la gioia di rivedermi.
l’altro lato della medaglia. Però teneri loro…li ho trovati più belli e più grandi, e forse voglio loro ancora più bene e ogni tanto immagino anche il loro futuro…perché io mi faccio i film.. SEMPRE!
e quello bullo me lo vedo zerbino per una donna e quella svampita me la vedo ragazza madre e quello tonto premio pulitzer…
e io mi vedo alla mensa della caritas, con un cane…
che st’anno non promette mica bene.
Intanto sono tornate le amiche dagli States e quindi rimedierò un gin tonic serio…con Hendrick’s e pepe rosa… che dopo il limone e zenzero ci sta… prima detox e poi la merda…
“ti ho portato l’autoabbronzante da Miami…”….e già mi vedo non più biancaneve ma Jennifer Lopez …poi torno in me e ripenso all’ovulo maledetto e mi vedo deforme, gonfia …e pallida!
e sgrunt!
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Resilienza

Ci sono giorni tipo questo in cui non capisco quale sia il mio posto nel mondo. Viviamo nell’attesa costante che qualcuno venga salvarci.  Dovremmo piuttosto salvarci con le nostre forze e in fondo non è poi detto che così ci si salvi lo stesso.

 

 

Transizione ’16

Che l’anno appena trascorso sarebbe stato insolito, lo avevo capito da quell’inattesa ed eccezionale nevicata al mio risveglio e da quel messaggio inviato al mio cellulare alle quattro del mattino da un Fritz in settimana bianca.
“sei la cosa più dolce del mio 2014″, che oggi suona buffo…che quasi  oggi gli scriverei :”sei la cosa più amara del mio 2015”. Che poi”COSA”…. era già cattivo presagio…Stupida me…
Ammetto che lui abbia avuto un ruolo importante per me in questo 2015 e che molti ricordi siano legati a questa relazione. Ma non è tutto, il mio 2015 è stato anche altro. E’ stato rifiorire, riscoprire tutte quelle qualità in me che credevo perdute, è stata una botta di fiducia. Tutta l’adrenalina di cui avevo bisogno ,il punto di svolta è stato il corso seguito a Luglio, a Milano. Nonn mi ha portato il lavoro auspicato ma mi  ha aperto un mondo. L’approvazione delle mie colleghe l’esortazione a non mollare hanno riacceso una fiamma in me. Tutto questo ha fatto si che spedissi il “curriculum giusto”, quello che mi ha portata dritta alla scuola in cui insegno adesso. Devo molto a quelle ragazze che ormai sono diventate amiche e che non vedo l’ora di riabbracciare. E allora ti accorgi che un senso c’è….che anche Fritz un senso lo ha avuto nella mia vita, perché se non avessi conosciuto lui, probabilmente non avrei mai sognato di frequentare quel corso proprio a Milano.
Devo molto a questo anno…mi ha riservato grandi sorprese. Adesso invece mi preparo ad un anno difficile e posso ben prevederlo. Quello che mi aspetta nei prossimi giorni richiede coraggio e forza e credo lacrime. Inevitabilmente. Devo anche trovare il coraggio di sottopormi a quella visita medica…ok…..affronteremo tutto.
dunque il mio augurio per i mesi seguenti è che ai dolori corrispondano altrettante gioie e che le cose prendano la piega sperata.
Buon anno a me.
Buon anno a voi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

che ormai da un po’ siete un pezzo di me.