Poli opposti

Credo di averli fissati per un bel po’ di tempo. Quella coppia lì, seduta proprio di fronte a me,  era proprio bizzarra. Inizialmente lei sedeva da sola, leggeva una rivista, una donna alta, elegante, capelli biondi, indossava una mantella e ogni tanto armeggiava con la sua borsa Vuitton; dall’aspetto sembrava molto giovane, circa vent’anni, aspetto nordico. Poco dopo arriva lui, decisamente più basso di lei, più trasandato di lei, più “cafone” di lei, i capelli arrotolati in uno chignon. Anche lui ha una borsa Vuitton. Si vedono, si baciano, si siedono uno accanto all’altro, poi scorgo la fede al dito. Sono sposati.
Non riesco a distogliere lo sguardo….Non sono attratta da lui, ma è quello strano mix ad ammaliarmi… Due persone così diverse, opposte, sposate, felici….Lui la guarda con grande passione e ardore, lei è un po’ sfuggente….
addentano un panino, lui mangia con voracità senza staccarle mai gli occhi di dosso. Sono assorta in quella visione li….All’improvviso seduta a quel tavolino vedo me e una persona del mio passato che mi ricorda vagamente quel tipo. Malinconia…Mi chiedo cosa sarebbe stato di noi…come sarebbe andata se avesse funzionato. Mi chiedo come si senta una donna a sedere al tavolo con un uomo che ti fissa in quel modo, che ti guarda colmo di desiderio, che ti fa sentire donna, santa e puttana.
Ti chiedi come ci si senta a essere amati…Perché forse non me lo ricordo più…Come ci si sente a staccarsi dal mondo noncuranti del resto.
Cosa fa accendere la miccia? come fanno due così diversi ad amarsi in questo modo?
Torno alla realtà…ciò che avevo ordinato arriva al tavolo .
Il cameriere, un ragazzino, butta l’occhio all’interno della mia scollatura. L’amica insieme a me si lamenta del suo anno appena trascorso, dice che secondo Paolo Fox avrà la sua rivincità. Le nascondo la mia opinione a riguardo. Ricevo il mio regalo di natale, un braccialetto che sembra ricordare la catinella dei vecchi water. ” è bellissimo!grazie!!!!”

La coppia si alza, va via mano nella mano, li vedo scomparire all’orizzonte….continuo a fantasticare sul proseguimento della loro serata.

“il conto per favore”.
Il cameriere rompe due bicchieri…ha le mani sanguinanti.

sospiro, ripenso a quella strana coppia.
Ricevo un sms da parte di un tipo, ha 27 anni….scherzando mi chiama prof….forse guarda troppi porno…

 

No, decisamente no… non è questo quello che voglio per me….

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Full!

Non trascorrevo un Natale in famiglia da un po’ di anni e anche se per poche ore è stato bello riunirsi tutti intorno a una tavola imbandita e pranzare assieme. Sono stata a casa dei cugini, come ai vecchi tempi, come quando c’era ancora papà, come quando Natale era ancora una festa e l’unica preoccupazione era cosa contenesse il tuo pacco regalo. E’ stato bello si… tutti li, noi, insieme ai più piccoletti di casa che adesso sono diventati adulti e ti hanno ormai superato in altezza e in esperienze di vita. Insieme davanti a un sacco  di cibo e davanti all’albero di natale illuminato. Che poi io quest’anno l’albero non l’ho nemmeno fatto…Passate le feste quello che rimane è un po’ di malinconia e di sollievo allo stesso tempo. Adesso è tempo di fare tesoro di questi momenti, di “abbuffarsi” di ricordi senza dimenticarsi di tirar fuori la tisana del giorno, quella che ti depura dalle tossine post-pranzo-cenone natalizio. Chissà poi che serva anche quella per depurarti dalle persone…
Gli auguri di Fritz all’una di notte risultano indigesti come le lasagne al ragù di cinghiale e peperoni. Ormai mi provoca tristezza, disgusto, quasi fastidio… Eppure ci siamo voluti bene, e gliene voglio ancora, ma non mi appartiene più…sono distanze incolmabili, sono vuoti a perdere…
I vuoti li colmano i miei amici, quelli che non mi abbandonano mai. Proprio ieri ho trascorso il pomeriggio a casa di amiche tra maschere di bellezza, prove di make up, aneddoti del passato e una bottiglia di vino. Hanno anche avuto la malsana idea di provare a insegnarmi a giocare a Poker ma si sono arrese. Sono proprio ottusa in quel senso li’….mio padre c’ha tentato per anni ma non c’è mai riuscito…Ecco forse questo sarà uno dei miei buoni propositi per l’anno 2016….imparare a giocare a Poker….
lo giuro, anzi, lo prometto, un giorno capirò anch’io cos’è una coppia servita!

 

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cuore by Ikea

 

 

 

Natale (parvenze…)

e così anche questo Natale è arrivato. In casa fervono i preparativi per il classico cenone della Vigilia. Cenone…che poi qui siamo Io Mammita e tu… Nonostante tutto, anche se l’atmosfera in casa non è affatto di festa, ho deciso che sarò io a cucinare più tardi e pretendo il menù tradizionale….Ieri ho comprato tutto il necessario e quindi mi improvviserò Antonella Clerici. Che poi in cucina me la cavo pure….tutto merito di mio papà e delle molteplici cene organizzate quando abitavo a Roma… Avevo proposto cibi ghiotti e complicatissimi, perché  almeno a Natale dopo un anno di dieta e sensi di colpe forse ci sta pure….Non avevo fatto i conti col fratello vegano che ti propone la tristissima cotoletta di soia anche per le feste e con mia madre che “non vuole trascorrere tutto il pomeriggio ai fornelli”…. Povera me! Quindi alla fine  al diavolo tutto e preparo io…
Almeno quest’anno non sono in ospedale come da 5 anni a questa parte e non vedrò quel bruttissimo quadro con la scimmia appesa in sala d’aspetto.
Non è facile cercare di farlo sembrare un giorno normale quando hai un malato terminale che dorme nella stanza a fianco, ma se questo è l’ultimo Natale assieme, allora voglio che qui ci sia una parvenza di normalità…parvenza appunto….perché tutto è meno che allegria e spensieratezza.
Ad ogni modo sono in ferie e le recite dei marmocchi sono state un successone. Anche i piccoletti, quelli muti hanno cantato e io gongolo…
Piccole soddisfazioni che hanno dato un senso a queste settimane.
Non chiedo grandi cose questo Natale….solo di aver accanto le persone che amo, tutti coloro che quest’anno non mi hanno mai abbandonato… Il resto non conta….
ed è l’augurio che faccio anche a tutti quelli che ogni tanto passano da qui a leggere questi post strampalati.
Buon Natale a tutti, spendete meno e abbracciatevi di più…

 

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una comune giornata da teacher

cronaca di un’ordinaria giornata da teacher alle scuole elementari:

ore 07,45 arrivo a scuola

07,46: una suora mi corre incontro facendomi gli auguri con tanto di abbraccio caloroso, sostiene che oggi sia il mio onomastico, davanti alla mia faccia perplessa capisce che qualcosa non va…Dopo averla ringraziata guardo il calendario il quale indica S.Olimpia che non è il mio nome…

ore 8,00 : la classe terza intona per tremilionesima volta Jingle Bell rock in vista della recita

ore 9,00: una bambina di seconda mi viene incontro sorridente e sghignazzante per raccontarmi un segreto: “maestra lo sai, a scuola ci sono i pidocchi!!!” ….attimo di panico! Che io non so nemmeno com’è fatto un pidocchio, non ne ho mai visto uno, non li ho mai presi. All’improvviso per suggestione comincio ad avvertire prurito ovunque.

ore 10: in quarta la classe urla a più non posso, alla mia domanda sul perché si comportassero in quel modo una bambina risponde: ” perchè ci piaci maestra…” ( e pensa se stessi antipatica….).
ore 10,30 sedo una rissa scaturita da uno scarabocchio

ore 10,45: minaccio la classe con i compiti per le vacanze. Il metodo subdolo funziona….

ore 11,00: ricreazione…i bambini corrono felici in cortile, i pidocchi pure…

ore 11, 30: prove generali dello spettacolo natalizio in chiesa. Arrivati in Chiesa ci accorgiamo che alcuni operai stanno lavorando usando i loro trapani. Prove annullate per problemi tecnici… ci si dirige nel salone delle feste.

ore 11,45: i bambini intonano i canti di Natale

ore 11,50: un bambino della prima classe viene allontanato al coro perché si improvvisa ballerino di flamenco sulle note di Adeste Fidelis

0re 11,55: due bambini scappano dal coro per attacco di pipì.

ore 12: un bambino della quinta classe sviene.

panico, soccorsi, bambini sconvolti… tutto questo proprio prima del canto in inglese.

ore 12,10: canto in inglese, bambini deconcentrati e terrorizzati. Un bambino di prima, soprannominato l’addormentato del presepe per la sua espressione sveglia comincia a piangere singhiozzando nel bel mezzo del coro. Si è spaventato per l’accaduto.

ore 12,25: il bell’addormentato del presepe torna nel coro tra le minacce degli insegnanti e continuando a piangere a dirotto intona: “questo è un coro di felicitàààà….” (momento epico),

ore 12,30 tutti in classe: mi aspettano i bambini della prima ….chiedo loro di colorare un’immagine di Babbo Natale, una bambina lo scambia per Arlecchino e lo veste multicolor. Un altro disegna un presepe con gli zombie, un compagno raffigura un albero di natale come un escremento dai colori psichedelici. Sedo un’altra rissa. Mi appioppano un’altra ora di supplenza in prima…

ore 14,30: finalmente a casa con i capelli tesi

domani mi aspetta il tanto atteso lo spettacolo dei bambini e che il cielo ce la mandi buona….ho bisogno di un po’ di sostegno.

Dura vita quella dell’insegnante….

ce la farò….ce la devo fare

buona fortuna a me!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ovunque fuori dal mondo

Una di quelle sere in cui squilla il telefono e la tua migliore amica, quella di sempre ti dice: “preparati ti passo a prendere, non ci vediamo da un po’, c’è una degustazione di vino stasera”, e tu anche se  stanca cedi…Cosi’ ti ritrovi in macchina dopo una giornata di fatiche post prove recita natalizia cercando di apparire avvenente come Sharon Stone ma l’unico risultato che ottieni è qualcosa di simile alla gattara dei Simpson…
“”Ma si ” mi dico… “In fondo ne ho bisogno, devo vedere gente, devo conoscere qualcuno d’interessante”.

E così ti ritrovi all’interno del locale più trendy del momento dove si degustano hamburger di “mortadella” in versione chic e si tracanna l’ultima produzione di un noto viticoltore. Mi ritrovo in mezzo a una bolgia di persone, tutti allegri, tutti gioviali, tutti elegantissimi, tutti “giusti”,tutti super fashion e pronti a uccidersi tra di loro per accaparrarsi un sandwich al buffet. E lì ti senti assalire da quella solita, nota sensazione dell’essere sempre costantemente fuori luogo.
Forse non ho indossato il tacco giusto, forse i capelli sono spettinati e il trucco non va bene, l’abito non è adatto….

E vorresti sparire in mezzo a tutto quel caos, quelle luci, quelle risate…
La mia amica si ferma a parlare con dei colleghi di lavoro, un tizio mi ferma e mi offre un nuovo cocktail…è qualcosa di orgasmico, distillato di arance, menta, lime, distillato di anice, ghiaccio…
lo sorseggio velocemente poi prendo l’unica decisione possibile in quel momento: svignarmela…cosi mi perdo tra i vicoli della città vecchia, il centro storico di sera è un labirinto di stradine chiassose, poco illuminate, in alto le luminarie di natale e attorno me si alza il fumo dalle griglie dei venditori di cibo di strade.
Palermo è così, opulenza e povertà, colori e profumi e poi degrado…La chiesa al centro della Piazza è aperta nonostante siano le 22. Entro e percorro la navata, è un trionfo di stucchi, affreschi e marmi policromi e in quegli intarsi esplode la mia terra in tutto il suo splendore, c’è la Sicilia dentro. Hanno allestito un presepe in una cappella , rimango li a osservarlo un po’.
Quest’ anno non ho fatto l’albero.
Non ho voluto.
Paura, perchè Natale per me è un ricordo da rimuovere.
Il 18 ci sarà la recita, il 18 saranno 4 anni dalla scomparsa di mio padre.
Mando giù l’aria nei polmoni. Piccoli segnali di una presenza costante, di un amore infinito.
Mi ricordo della mia amica.
Mi starà cercando…
La trovo ancora li’ e la osservo da lontano, bella, sorridente sicura di sé, accattivante, e poi ci sono io…il suo esatto contrario, la gattara dei Simpson.

si volta, mi vede “ti stavo cercando…”

le sorrido….anch’io stavo cercando me, ma non mi sono ancora trovata..
forse ha ragione Baudelaire….

“Mi sembra che starei bene sempre dove non sono , ovunque, purché fuori dal mondo”

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Lotteria di Capodanno

avere la possibilità di staccare un biglietto per Francoforte e trascorrere una settimana da una mia amica e non poter partire perché la situazione a casa non è rassicurante…
“Mentre  sei via potrebbe succedere di tutto…”

#sensidicolpa #limbo

 

 

 

 

 

prove tecniche di festività natalizie

Sto sempre più convincendomi che Natale non sia una tradizione ma una maledizione. Per una serie di vicissitudini ho abbastanza motivi per chiedere una petizione e abolirlo dal calendario, ma dato che nessuno mi darà ascolto non mi rimane che cambiare religione, credo diventerò pastafariana, adorerò il dio Spaghetto e anche io avrò la carta d’identità in cui sarò ritratta con uno scolapasta in testa.
Sarà una coincidenza? 4 anni di coincidenze??? boh
le prove tecniche di feste natalizie sono state disastrose, nonostante gli inviti siamo rimasti a casa perché mio zio sta sempre peggio. Non riesce più ad alzarsi dal letto, si sta lasciando andare, la malattia lo sta divorando. Ogni mattina mi sveglio con l’angoscia del tempo, ogni giorno potrebbe essere l’ultimo e questa cosa mi logora, davvero tanto…
Non è un periodo facile, so che quello che mi aspetta sarà difficile da affrontare, so che ancora una volta sarò io a dover fare l’uomo di famiglia.
A scuola ho quasi terminato i lavoretti, oggi sarebbe il mio giorno libero ma sono andata lo stesso per amore di far cantare i bambini. Ho gli incubi. La notte sogno che il giorno della recita rimarranno muti e tutti additeranno la maestra per non essere stata in grado di insegnare loro qualcosa. E già me li sento i genitori “ah…questa incompetente giovane che ci avete mandato….la vecchia teacher invece bla bla bla bla”-  Ansia atomica. I marmocchietti davanti a me cantano, quando non ci sono non aprono bocca. Dovrò inventarmi qualcosa…forse devo davvero invocare il dio Spaghetto, forse mi serve davvero lo scolapasta.
Ad ogni modo, ce la faremo, ce la farò, come sempre… La mia madre superiora ha capito tutto dalla vita, se l’è svignata in Brasile per il Natale e noi qui a fare cartoline e a intonare canzoni fino alla nausea…

devo mantenere l’autocontrollo….

ci vuole calma e vino freddo!

christmas-scream

a Natale puoi….

Il periodo natalizio è sempre un po’ malinconico per me. Se Natale è tradizione e famiglia non posso far altro che arrendermi all’evidenza; della mia famiglia è rimasto ben poco e di conseguenza anche delle tradizioni. Inevitabilmente mi tornano in mente i ricordi che associo a questa festività. Mio padre è morto pochi giorni prima di Natale e ogni anno nella mia mente riaffiorano immagini che non so cancellare. Rivivo una specie di calvario. E Lui mi manca, sempre…Natale senza di lui non è Natale. Mi manca il suo tradizionale cesto natalizio, mi manca la sua corsa ai regali dell’ultimo minuto e lui di regalo non ne ha mai azzeccato uno, mi manca vederlo travestito da Babbo Natale per i più piccoli… Per uno strano caso del destino, ogni anno prima di Natale ritrovo un suo biglietto natalizio del passato…Forse è il suo modo di mandare gli auguri, forse è un invito a continuare a festeggiare nonostante la sua assenza…
Ieri pensavo che sarebbe bello riavvolgere il nastro, e trovarci tutti li, come prima. Lui seduto al nostro tavolo a sorridere, la famiglia riunita, Lucky a rubare le decorazioni dall’albero, la telefonata natalizia di Matteo.
La mia felicità.
sembra un’altra vita.
Stanotte ho sognato per l’ennesima volta Matteo. Bello come il sole, coi suoi occhioni azzurri. Non so perché si sia allontanato dalla mia vita, non l’ho mai capito, so solo che dopo 14 anni è sparito. Forse la sua ragazza lo ha messo davanti a una scelta legittima, sono sempre stata di troppo nel loro rapporto…
Non ce l’ho mai avuta con lui per questo.
La sua figura nella mia vita è stata determinante, lui è il confidente di sempre. Quello che a qualsiasi ora del giorno o della notte c’è…Quello che mi ha tenuta sveglia tutta la notte dopo un incidente per paura che mi addormentassi dopo la botta in testa, quello che “è sempre rimasto”.
Matti è la mia metà dell’anima non del cuore, la persona che mi conosce meglio al mondo.
Chissà dov’è, chissà che fa, chissà come sta…
Mi manca il suo punto di vista maschile, severo, oggettivo.

Boh, non lo so, vorrei cancellare Natale dal calendario, invece devo incollare 200 facce di Babbo Natale sulle cartoline per la scuola e cantare allo sfinimento Jingle Bell.
Che disastro….
la mia vita è proprio un bel casino.