Due

Un’intera giornata al pronto soccorso, lo zio viene ricoverato un’altra volta. E mi rivedo proiettata in un altro ospedale, proprio due anni fa esatti. l’ultimo in giorno di vita di mio padre. E ricordo ancora tutto, come se fosse ieri. I neon, la porta socchiusa, i medici, il defibrillatore, il coma, la telefonata in piena notte…..mi passa un film davanti. Che è realtà. Un brutto scherzo a cui non voglio e non riesco ad abituarmi. E l’immagine della morte che non se ne va…la freddezza che non te la levi più di dosso. Gli ultimi discorsi scambiati tra me e mio padre il giorno prima che se ne andasse. Che sono rimasti solo nostri. La promessa che ci siamo scambiati. Le sue parole piene di commozione, forse aveva capito, io non lo so… Ancora una volta ieri in ospedale, ancora dottori, ancora oncologi, ancora un uomo ridotto una larva. Tutto si ripete, in questo ciclo crudele, senza tregua…. due anni da incubo, due anni che stanno a poco a poco prosciugando anche me. Lo sconforto oggi è devastante.Ammiro la forza di chi soffre pene indicibili per colpa di una malattia, la loro dignità. Ammiro loro, perché io questa forza non ce l’ho. Mi sento svuotata oggi, spenta. Mi manca da morire mio padre. Sapere che non lo rivedrò mai più uccide. Il vuoto, ecco cosa rimane. Il tempo non guarisce. il tempo non lenisce i dolori. Il silenzio è crudele. Un altro Natale in ospedale, con la tristezza nel cuore….quei reparti addobbati che vogliono regalarti una parvenza di normalità che non esiste. Non c’è, non ci può essere.

L’unica cosa che vorrei questo Natale è mio Zio a casa, insieme a mia madre che lo accudisce.
Non voglio rimanere sola quel giorno.  

Odio dicembre…
perchè non esiste il tasto rewind???

perchè è sempre tutto così complicato?

A volte penso che la vita si sia accanita contro di me….
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8 thoughts on “Due

  1. Ci sono passato anch’io.
    Ormai molti anni fa.
    Prima mio padre, dopo qualche anno mia madre.
    Il vuoto che rimane è comunque immenso e non colmabile in nessun modo.
    Ognuno di noi ha la sua storia, ma i genitori che ci hanno messo qui, hanno lasciato tracce che difficilmente riusciremo a dimenticare fino a quando saremo in vita.
    Ogni tanto mi vengono su ricordi, ancora dopo tanti anni, perchè i miei genitori in qualche modo hanno lasciato il segno.
    Come penso tutti i genitori del mondo.
    Ed ora, che il genitore sono io, mio figlio percorrerà la stessa strada ?
    Qualche volta ci penso, associo tutti questi pensieri, e non mi resta che concludere che la Vita è tutta un’illusione e ciò che ci rende vivi, diversi, combattivi sono solo queste cose .
    Non sono sentimenti tristi o qualsivoglia etichetta. Sono semplicemente le vere essenze di tutto quello che abbiamo intorno.
    Che abbiamo dentro.
    Che abbiamo in qualche modo ereditato da loro.
    Nel bene e nel male.
    Sempre.

    … Con mio padre parlavo poco, eravamo abbastanza lontani come caratteri, era severo ma molto buono.
    Ma nonostante le poche chiacchiere fatte con lui, ho dei ricordi pazzeschi, magari non proprio precisi e delineati ma nell’insieme fanno una grande e inesorabile nostalgia.

    Ti capisco.
    Coraggio.
    Ciao.

    • sono bellissime parole, molto intime, grazie per averle condivise. Io e mio padre eravamo molto legati, lui era un persona molto solare, e non averlo più qui è veramente pesante. Mi rimangono i ricordi e tutti i suoi insegnamenti, in fondo tutto quello che sono oggi, lo devo anche a lui….Il fatto che ci sia un po’ di lui in me oggi, mi da conforto. Grazie per l’incoraggiamento.

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