Minnie mouse

Oggi è una di quelle giornate da film horror. Temporale, grigiore, blackout elettrico, festa di carnevale a scuola. Soprattutto festa di carnevale. La mia dirigente mi ha costretto a travestirmi da minnie mouse. Cerchietto con orecchie, fiocchetto, naso e baffi disegnati. Volevo morire. Per la gioia dei genitori che se la ridevano dietro ai complimenti. sono comunque sopravvissuta. Ammetto di aver invidiato molto la bambina vestita da wonderwoman perché è il mio sogno di sempre. Ho sempre voluto un vestito da wonderwoman. A pensarci bene non ho mai indossato abiti da principessa, forse perché non ho mai desiderato esserlo. Io odio le principesse. Ho sempre creduto che la favola devo costruirla io, senza principi e cavalieri di contorno.  Fondamentalmente me la sono sempre cavata da sola. Fin da piccola.Ecco perché le mie eroine preferite erano judy Abbott e Jo March. Due con le palle, due ribelli,  scrittrici, viaggiatrici, niente matrimoni combinati, mezze zitelle. sfigate soprattutto, Ovvero il perfetto prototipo di me. Ma vada a quel paese il principe e i suoi derivati. Meglio far amicizia col drago. Neanche col lupo, perché è quello che mi ha fregato più di tutti. Il drago. Almeno ho il fuoco assicurato. Comunque in questi giorni penso, penso tanto. Penso che quello li non l’ho mai conosciuto. Che il copione si sta ripetendo, e provo pena per la nuova vittima, che potrebbe essere pure la vecchia, ma boh chi se ne frega. Ha problemi seri. Mi fa anche schifo a dirla tutta. La cosa che forse mi pesa di più adesso è la solitudine. I vuoti, i silenzi, la noia. Quei momenti che prima riempivo con lui ora sono momenti di niente. O meglio sono momenti di me. Ad ogni modo la missione skiatta va avanti, ho giurato vendetta. Sto a dieta ferrea e giuro che tra qualche mese non mi riconoscerà più. Ogni tanto me lo chiedo se sono fatta per stare da sola. E forse la risposta è si. Devo essere noiosa. Non ho mai rotto le palle io. Invece all’uomo piace. Vuole la psicopatica. Valli a capire.
Comunque ho una novità: ho consegnato la traduzione all’editore e mi faccio i complimenti da sola. Non ho avuto concentrazione in questi mesi e invece ce l’ho fatta nonostante le crisi, i pianti, la rabbia.
Programmi per i prossimi mesi: trovare un buon libro da leggere ( si accettano suggerimenti) e dedicare tempo a me stessa. Palestra, estetista e robe da femminucce.
Ah poi volevo dire al signor eminem che poteva risparmiarsi sto concerto in Italia che mi sa di presa per il culo. Non ho trovato i biglietti e quindi ormai ogni volta che passa alla radio impreco in tutte le lingue del mondo. Io volevo, io dovevo esserci!
Poi sto progettando viaggi. Ho preso un salvadanaio a forma di mappamondo, l’idea è quella di risparmiare per andare un po’ di tempo a new york. Devo cambiare aria. Sto intollerante a Roma, a Milano, a tutto. Se penso poi che un anno fa io e gin uscivamo per la prima volta mi viene il vomito. Poi domani è san valentino e stendo il velo pietoso.

Ok blatero. Ma io l’avevo detto che è un giorno horror.
Almeno minnie aveva topolino. Io ho solo uno stupido cerchietto e un naso nero sbavato.

 

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New beginning

E’ iniziato il nuovo anno scolastico. Ho firmato il contratto la scorsa settimana e quindi sono ufficialmente riconfermata in questo ruolo. Per me è ancora più dura dell’anno scorso perché adesso pretendo molto di più dai miei studenti e farò in modo che si raggiungano livelli molto più alti di preparazione. Pretendo di più specialmente da me stessa. Dobbiamo lavorare sodo e seminare bene. Ancora una volta rientrare a scuola è terapeutico, tutti i pensieri improvvisamente spariscono e i sorrisi di quei bambini mi riempiono l’anima a pezzi.  Mi fanno sorridere quei marmocchietti.  I loro abbracci quando entro in classe sono sinceri. Mi fanno ancora vedere la parte bella e pulita della vita. C’è sempre da imparare da loro. Io imparo tutti i giorni. A scuola ho ritrovato i bambini e anche le suore. Sempre più anziane, sempre meno lucide, ma ammetto che mi fanno ammazzare dalle risate. Adesso sto insegnando qualche parola di francese alla suora nera, quella che levita sul pavimento. Anche i genitori dei bambini mi hanno accolto bene e questo mi rende felice. Lunedi ci sarà la riunione a scuola, so che è prevista guerra comunque. Mi aspetto anche qualche critica, mi sto preparando psicologicamente.
Quella scuola ad ogni modo è la mia salvezza e ringrazio il cielo tutti i giorni per questa fortuna.
Per il resto nessuna novità. Sono sopravvissuta alla riunione di famiglia e alle domande odiose dei parenti. Certo se avessi raccontato che ho concluso una storia con un ragazzo sette anni più piccolo di me da qualche settimana, mi avrebbero cancellato dall’albero genealogico.
Ma si sa, sono la pecora nera. L’unica laureata, l’unica che non si vuole sposare, l’unica che non ha mai presentato un uomo a casa…. sono strana per loro. Ma io lo sapevo fin da piccola che sarei stata una piccola Jo March o una Jane Eyre. L’ho sempre saputo. Una ribelle. Fragile, ma ribelle.
Solo che loro alla fine si sposano. Io non penso che lo farò mai.
La mia vita sentimentale va a picco.  In tutta sincerità penso spesso a Mr fascino, il ragazzo con lo zaino. Che ci posso fare se quel tipo mi piace? Mi piaceva ancora prima che mi scrivesse. Dopo esserci parlati con skype è sparito. Non l’ho più cercato. Non volevo stargli addosso. Oggi dopo una settimana mi trovo un suo messaggio di buongiorno. Ho avuto tipo un tuffo al cuore Quell’uomo mi fa diventare scema. Lo so.  Comunque mi sta fortemente antipatico al momento. Io proprio non riesco a capirlo. E’ più enigmatico dei rebus della settimana enigmistica che per me sono geroglifici e non ne ho mai risolto uno.  Si, sto diventando scema…. Non gli resisto, davvero. Tutto illogico, tutto folle, ma non riesco a levargli gli occhi dosso.
Spero che questo settembre sia clemente con me…è tempo di autunno ma l’anima non è ancora pronta.

 

 

 

 

io non lascio traccia

“Io non lascio traccia, come pioggia sulla neve”. Queste sere d’agosto sembrano non passare mai…mi sembrano infinite. La città svuotata, il silenzio…E’ il silenzio che mi turba più di ogni altra cosa. Tutti in ferie, nessuno con cui parlare, perfino una delle mie migliori amiche stasera ha deciso di non rispondere, avrà un’altra delle sue lune storte per cui so già che litigheremo presto.
Nei giorni scorsi avevo la casa piena di amici, quelli romani e quelli milanesi ospiti qui da me, e festini, cocktail in terrazza, cene, risate, e poi il telefono che squillava in continuazione, le attenzioni di Chris, la musica, i baci…
Ora sembra passato un anno, invece sono solo pochi giorni….Tutto cambia alla velocità della luce qui. Il mondo gira, continua a girare con me o senza di me.
E’ che qui mi sembrano tutti impazziti improvvisamente…
Perfino la proprietaria dell’albergo in cui avevo prenotato da due mesi “per prudenza”… Oggi mi chiama dicendo che aveva dimenticato di segnare la mia prenotazione…mi sono presa le scuse ma di fatto non ho la camera. Mi ha sistemato da un’altra parte, nel punto più arroccato dell’isola, in mezzo al nulla, in un posto barocco e un po’ fatiscente. Credo che non ce la posso fare.

Sono nata sfigata io. Manco la vacanza come dico io…
Io stasera sfascerei il mondo, davvero. Ho bisogno di prendermela con qualcuno o qualcosa.  Ho accumulato tanta di quella rabbia che adesso devo sfogarmi in qualche modo.
L’unica cosa che voglio adesso è tornare a lavoro. Li almeno nel mio mondo mi sento protetta, coccolata, ho i miei bambini che mi abbracciano ogni mattina.Mi mancano.
Oggi mi guardavo allo specchio, non so più che cosa vedo, chi vedo. Vedo occhi gonfi, broncio e sfiducia…
Non c’ho nemmeno voglia di partire…davvero… che quelle statue raccapricciante barocche io proprio non le avevo messe in conto nella mia vacanza…
Mi serve un angelo forse…
lo sto chiedendo a gran voce da giorni a mio padre che non c’è più. Ma forse ci sono problemi di comunicazione… non lo so…mandatemi qualcuno a salvarmi.

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Buon compleanno a me

Ho compiuto 34 anni domenica. E la cosa mi turba.
Un anno in più. Di fatto è un altro mattone su un edificio traballante. E’ una sensazione strana, più cresco e più mi sento minuscola nel mondo, meno di un puntino. Inconsistente, impalpabile, invisibile. Ho spalle forti e gambe sbilenche.
Ho ricevuto un sacco di auguri e di dimostrazioni di affetto, anche da chi sta dall’altra parte del mondo eppure a me manca qualcosa.
Paradossalmente il primo a ricordarsi del mio compleanno è stato Londra. Chi lo avrebbe mai detto? Non una parola o un messaggio da parte di Napoli che è evaporato, sparito, scappato. Delusione, si, ma era una sensazione che mi girava dentro da giorni. Che poi ormai alla storia dei desaparecidos io ci sono abituata.
I meccanismi della mente comunque sono subdoli….noti sempre l’assenza, poco la presenza. Noti chi non c’è e un po’ ti fa male. Speriamo sempre di essere un po’ speciali per qualcuno poi sbatti contro il muro e ti senti niente.
Non lo so se vorrei essere diversa, non so nemmeno a questo punto come vorrei essere, vorrei solo avere un posto nel mondo.

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come porti le mutande?

– come fai ad avere tutti quei follower su twitter? Secondo me mostri le tette in DM.

O_o

Appartengo alla categoria di quelli che preferiscono Twitter a Facebook , così spesso mi piace condividere qualche pensiero sulla mia bacheca (che per chi non lo sapesse su twitter è pubblica). Considero twitter una specie di simposio, un posto assolutamente stimolante per lo scambio di idee e opinioni col mondo intero dove non hai la preoccupazione di dover condividere pensieri con amici parenti e conoscenti magari bigotti. Così si conosce un sacco di gente e ci si confronta su molte cose. A proposito di spunti interessanti, ultimamente mi pongo qualche domanda sulle relazioni in generale e il mondo dei social…Non so quanto i social abbiano aiutato i rapporti umani di certo hanno creato in giro tali mostri e tali distorsioni dei sentimenti da aver confuso un po’ le idee.Esiste in giro una categoria di persone narcisiste, esibizioniste e frustrate, non li chiamo neppure maniaci, non so definirli, a me fanno solo tristezza, mi provocano perplessità….tante.
conversazione tipo:
-ciao
+ciao
– ti va di vedermi?  (VARIANTE:  ti va di vedere il mio cazzo?)

(magari se non è pigro, se è uno che si impegna ti chiede anche quanti anni hai e dove vivi, e sei fortunata…).

conversazione tipo 2:

-Ciao
+Ciao
– Sei molto carina…immagino dal vivo…che mutande porti?

O_o

Conversazione 3 (l’incestuoso): (e giuro che mi è successo sul serio)
-Ciao, sai che assomigli un sacco a quella gnocca di mia sorella? pensa che strazio avercela in casa e non potersela fare…

Premetto che non mi scandalizzo anzi, mi scatena molta ilarità il più delle volte. Mi diverto moltissimo a demolirli con giochi di parole tanto che se la danno a gambe senza aver mostrato in chat nient’altro che pochezza, solo quella e non parlo di centimetri, ma di spessore (quello cerebrale)…Non mi sono scandalizzata neppure quella volta molti anni fa, quando al ritorno del mare mi ha fermato un tizio in macchina che con la scusa di un’informazione si è fatto trovare completamente nudo al volante. Gli ho riso in faccia, e ho riso talmente tanto che c’è rimasto male e se n’è andato…

La mia domanda adesso è…ma veramente oggi c’è bisogno di mostrare/ mostrarsi, di ostentare, pavoneggiarsi e millantare doti e misure da porno attori  attrici per attirare l’attenzione di qualcuno?  Insomma, sul serio funziona così? Bananoni e meloni a profusione. Che poi questi che si vantano di essere grandi amatori, al massimo li immagino montare un tavolo d’ikea (seguendo le istruzioni) più che una donna.
Bah.
Non siamo più interessati a chiedere, a sapere, ad approfondire, perché é faticoso. Qual è il tuo cibo preferito, qual è il tuo colore preferito, che musica ti piace, cosa ti piace?
I dettagli…i dettagli sono importanti…vuoi sapere il colore delle mie mutande ma non te ne importa un fico secco della sfumatura dei miei occhi quando il sole è forte in agosto. E non ci sto. Non mi piace. Questo fast love, fast sex, fast people, è solo solitudine, è solo ciarpame. Sono gli Hollow men delle poesie di Eliot, sono i Prufrock che scopano le segretarie.
Sono un alieno… appartengo a un mondo a parte, le persone sono fatte a strati e bisogna togliere uno strato alla volta, e partire dall’alto per arrivare in basso, per arrivare a quel piacere che magari poi dopo ti è concesso .
Spogliare gli occhi di un uomo, spogliare la mente di un uomo lo trovo eccitante più di ogni altra cosa. La conquista. Ecco forse mi piace faticare per arrivare al premio.
che me ne faccio di un Adone? Se avessi visto la foto dei miei ex su Tinder (altra app) di cui parlerò presto) e mi fossi basata sulla loro foto, non li avrei mai conosciuti o  amati.
Invece io impazzivo per la loro testa, per i loro ragionamenti, per le loro imperfezioni…
Ho amato i silenzi di Matteo e le sue fragilità, ho amato quel mondo cosi distante dal mio in Riccardo, ho amato la sfrontatezza e la cultura di Fritz e anche la sua pelata, che per me era terribilmente sexy e giuro che le loro mutande sono l’ultima cosa che ho visto.
come se ci mancasse il tempo, è un supermercato dell’amore.Che sconforto….che tristezza… vanity fair…

presi, consumati, gettati, avanti il prossimo.

 

ah, comunque…la risposta è no…le tette in dm non le ho mostrate. Ho un’arma di seduzione migliore io….

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Due settimane dopo #survivor

Finalmente il silenzio.
Dopo due settimane di bambini urlanti le mie orecchie chiedono pietà. Si, perché le urla dei bambini, te le porti pure a casa, ti rimbombano nella testa. Continuo a vedere le loro facce con quella luce viva, bella, che solo i bambini possiedono e continuo a sentire “maestra, maestra, maestraaaaaaaaaaaaaaaa”.
Tirando le somme queste prime due settimane non sono andate male. I bambini si stanno affezionando a me, mi si buttano al collo sorridenti quando mi vedono entrare in classe, credo sia un buon segno. Ho anche ricevuto dei regalini e questo mi gratifica. Piccoli pupazzetti, i loro piccoli tesori. Sto anche memorizzando i loro nomi, anche se a fatica. Di certo ricordo molto bene i nomi dei più discoli….I bimbi in prima sono dei veri e propri animaletti imbizzarriti. Un gruppetto di 5 non riesce proprio a stare seduto, così torno puntualmente a casa senza più voce. A quanto pare accade anche con gli altri maestri. Credo non siano ancora pronti per le elementari. O forse hanno bisogno di più tempo.  Io intanto cerco di tenerli impegnati con canzoni, balli, fotocopie e lavori creativi. Diciamolo, sono stonata come una campana, spero che i bimbi abbiano pietà… Le mie doti canori sono più o meno quelle del maestro pavarotto, per di più cantare quando non hai voce, è ancora peggio….
Intanto ho corretto i loro test d’ingresso e sono stati un disastro. In pratica l’insegnante prima di me non ha insegnato molto, o comunque non ha insegnato bene. Io spero di fare quel poco ma farlo bene.Voglio che arrivino  a fine anno con la sicurezza di un metodo e di una lingua.
Un piccolo miracolo è successo però. Non so di chi sia merito. Io a questi bambini mi sto affezionando sul serio. Non riesco a non coccolarmeli. Mi trovo a consolarli, ad ascoltare le loro storie personali, a incitarli, mi ritrovo perfino ad asciugare loro il moccio, ad allacciare i lacci delle scarpette. Comincio a preoccuparmi…si intravede un minimo di dolcezza in me. Strano, i miei ex non ne hanno mai trovata in me…Forse i bimbi sono più intelligenti. Forse però.
Per il resto, tutto ok…niente di nuovo.
La mia vita privata è di una noia mortale.
morirò maestra zitella.
ad ogni modo a quel cretino non ci penso quasi più, ed è una bella conquista.
Adesso mi godo questo weekend senza scuola….lunedi, mi aspetta l’asilo e i bimbi che se la fanno adesso.

(helpppppp)

Buon weekend……….

V.bambini-urla-capricci

Blue skies

E’ già giugno e io non scrivo un po’. Il cielo è tornato dorato e le piante nelle mie fioriere sono tornate a ricoprirsi di foglie verdi e rigogliose. Lentamente le nuvole incerte della primavera se ne vanno via e con essa le sue pioggerelline.  Il sole prepotente si è piazzato proprio davanti a me, come a ricordarmi che è inutile stare a rimuginare, tanto lui fa il suo corso e arriva puntuale a infuocare l’aria e abbagliare la vista. Ho scelto il silenzio in questi giorni. Avevo bisogno di capire. Alla fine non ho capito niente. Non ha un senso tutta questa storia. Questo è tutto ciò che so. E’ come il sole, va come deve andare…c’è un tempo in cui splende, c’è un tempo in cui si nasconde e lascia il tempo alle tempeste, in fondo è solo nascosto alla vista dalle nubi, ma è presente.
Mi piace pensare che in qualche modo, anche il mio vecchio e “caro” amico Fritz sia nascosto dietro qualche nube. E’ inevitabile pensarci ancora, la ferita farà posto a una vistosa cicatrice. Ci penso spesso, mi manca. I miei sentimenti nei suoi confronti sono in continuo mutamento. Sono passata dalla sofferenza, al rammarico, al rancore per le sue scelte stupide. Perché dopo tutto, le scelte stupide sono state le sue e per quanto io sia razionale, la delusione nei confronti della mia “amica” non riesco a smaltirla. Mi aspetterei che un’amica mi semplificasse la vita e non che me la complicasse. Ma almeno lei sta cercando di recuperare chiamandomi tutti i giorni. Fritz non ha mosso un dito. L’unica soluzione per me sarebbe cambiare città e ambiente. Ricominciare tutto. Sto meditando di farlo. Credo che sia il momento di tornare a pensare a me. Forse torno a Roma, città dove ho vissuto tre anni e che mi accoglie sempre a braccia aperte. Questa volta però porto con me il mio cane, che si chiama Lucky, che almeno lui è fortunato almeno di nome.

Vedo solo cieli azzurri.

aspetto con impazienza che tornino le cicale in città.

Macerie e Resti

è difficile andare avanti come se niente fosse, tornare alla vita di sempre mostrando agli altri quell’apparente normalità quando dentro si nasconde una voragine. E’ dura concentrarsi sul lavoro, sui problemi di famiglia, sui progetti quando qualsiasi cosa per me adesso non ha alcun senso. Non trovo un senso a niente. Non trovo entusiasmo in niente. Non sopporto gli sfoghi di chi mi sta accanto perché l’unica cosa che vorrei adesso è il silenzio. Il nulla. Silenzio per ritrovare me stessa e quella che ne rimane di me. Lavare il via il dolore di quella cicatrice che comunque mi porterò dietro per un po’. Non passa giorno in cui non mi chieda cosa stia facendo, come sta, se gli ho lasciato qualcosa ma soprattutto perché siamo arrivati a farci tanto male. Mi manca. Mi manca veramente e non pensavo così tanto. Non sapere nulla di lui mi fa stare male. Siamo sempre stati grandi amici prima di qualsiasi altra cosa. La sua amicizia è la cosa che più mi manca. Le sue battute idiote, ridere per niente, cavolate che capivamo solo noi due….Per quanto risulti paradossale, lui ha arricchito la mia vita in mille modi, ogni giorno. La vivo come una punizione, uno schiaffo troppo violento che lascia la pelle lacera. Non volevo perderlo come amico, non volevo perderlo affatto, ma so di non potergli chiedere tanto. In fondo sta male quanto me. Non so quanto ne sia valsa la pena rischiare tutto… Non lo so. E’ stato giocare al massacro. Dentro me vorrei solo poterlo abbracciare un’altra volta, senza dirgli nulla. solo un abbraccio.
Potessi tornare indietro il tempo.

ricominciare tutto.

Macerie e resti,

Ma-c’eri-e-resti.

Il-bacio-di-Klimt-sulle-macerie-della-guerra_imagelarge

addio

Provo a scrivere questo post da tre giorni ma non riesco a buttar giù una sola parola Forse perchè questo è il momento del silenzio, forse perchè di parole, ne sono già state dette troppe, parole fuori luogo, sterili, parole gratuite e ingiustificate. Una delle tue migliori amiche, una di quelle storiche pensa bene di intromettersi nella questione te-fritz e scoppia il finimondo. Cose da asilo, da bambini di due anni, pure stupidi. Vomitargli addosso parole parlando in generale (con chiaro riferimento a me) su quanto lui sia arido, su quanto abbia usato le persone, su quanto sia facile nascondersi dietro a scuse. Ammettiamo che le parole di questa amica avessero anche un senso, che motivo c’è di intromettersi, di andarlo a dire? di farlo pubblicamente poi..
Per indole sono una persona molto riservata, odio le piazzate, odio le polemiche, odio il doversi giustificare, odio gli attacchi gratuiti. Che ne sa la gente di quello che è successo tra noi? Come può giudicare qualcosa che non la riguarda? Il risultato è stato solo dolore su dolore. Naturalmente lui ha pensato bene che le parole della mia amica fossero parole mie. Quanti sbagli, quanta sofferenza…L’unico modo che avevo per difendere ancora me e quello che ne era stato di noi era alzare il telefono e dissociarsi da tutto quello. Un’ora al telefono col cuore in mano e la certezza rassicurante che lui abbia veramente capito chi sono e come sono. Solo io e lui, col freddo nei polmoni, un addio, la consapevolezza di star male entrambi, di pensarci ancora, di non avere un futuro. Abbiamo rovinato tutto. Abbiamo ammazzato un’amicizia, ci siamo compromessi. Abbiamo scavato troppo a fondo, sono cicatrici che non se ne andranno via domani. Ci vorrà del tempo. Lui ha deciso che è meglio non sentirsi più, mi ha detto che ha bisogno di dimenticarmi. Non saprò più niente di lui. Niente. Speravo potesse rimanere almeno un rapporto civile, invece “grazie” alla mia cara amica, grazie al suo spirito di vendetta, ho perso per sempre questa persona. Non ero ancora pronta a perderlo del tutto. Sto da cani, sto a pezzi, piango da giorni. Mi manca da morire. Pensare di non trovarlo più sul mio cammino fa male. Ci siamo voluti davvero bene dopo tutto lui la mia vita l’ha arricchita. Ok, ci sono state delle bugie, ma posso fargliene una colpa forse del fatto che non si sia innamorato di me???? Posso condannarlo? Credo abbia avuto paura. Io sono una impegnativa. Già. Io non sono quella della storiella. Io sono quella seria, sono quella buona, sono quella gentile, sono quella che vedi come la donna da sposare, io sono da evitare….
Il tempo cancella, il tempo guarisce…già… fosse vero.

fosse facile.

bastasse davvero un clic per eliminare le persone dalla testa, dal cuore, come si fa con i contatti facebook.

Bastasse questo.

sarebbe tutto più bello.

Invece no.

La testa è sempre li, il cuore batte lento, ma batte ancora. Il profumo della pelle che mi perseguita. Quelle labbra  che avrei mangiato. Ne è valsa la pena rovinare tutto? si. ne è valsa la pena. Tu mi hai scavato dentro come l’acqua fa con le rocce. ero arida, è fiorito qualcosa. Ho bevuto quella stessa acqua ed era linfa. Ora mi sento vuota, persa, sola. amputata. un pezzo di me te lo sei portato via.

per sempre.

e so che anche tu mi porterai sempre dentro,  se fossi stata una fra tante, una da niente, non mi avresti certo allontanato cosi. Più stai bene, prima ,più male  stai dopo. e lo sappiamo entrambi. E vadano al diavolo le mie amiche che in questo momento mi danno contro, continuano a sputare sentenze, tutte…. Non m’importa. io devo guarire le mie ferite. lo farò da me. Non cerco approvazione.
Spero solo che adesso la tua vita ti sorrida, che tutto migliori, che tu sia felice, che quel vuoto che avevi prima o poi si colmi. Parlerò sempre bene di te, non ti porterò mai rancore. In cuor mio spero solo di poterti riabbracciare un giorno, solo per farti capire che non ci saremo mai persi davvero. Non per riaverti, solo per dirti che ti conservo dentro.

da qui, cominciano i ricordi…..

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homecoming

Ho comprato un biglietto per Milano, ho fatto un viaggio dentro di me. Quello in cui mi sono imbattuta è solo polvere. Un intonaco che si sbriciola. Rumori assordanti, il battito di un cuore lento a morire e a attorno silenzio. Gente che sfreccia, porte della metro che si chiudono, e nuvole.  Ho fatto un giro dentro di me e non mi è piaciuto. Ho trovato rovine. C’è un mondo da rifare adesso. Le botte fanno male. Questa volta è diverso. Questa volta, per la prima volta in vita mia, mi sono lasciata andare. Questa volta non mi sono risparmiata. Ho dato tutto. Per questo ora non ho niente da rimproverarmi. Io so amare solo così. In modo incondizionato, senza difese, senza inganno. Ho sperato fino all’ultimo secondo, fino a poco prima che si chiudesse quel maledetto portellone dell’aereo di vederti. Ho sperato che ti facessi vivo. Niente di tutto ciò. Indifferenza. Pochezza. Squallore.  Sento il ventre piegarsi verso l’interno, come se un pugno lo avesse premuto con violenza. Manca l’aria.  Ieri sera ho avuto il coraggio di staccare anche l’ultimo legame che mi teneva unita a te. Ora sono libera. Ora posso riprendere la mia vita in mano e posso dirlo, senza di te. Non ho mai sofferto così tanto. Mi rialzerò ancora. Ce l’ho fatta tante volte. L’unica cosa che voglio adesso è stare in pace.

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