thanatos

Il vento di questa notte ha sradicato una delle piante che coltivo nel piccolo balcone di casa, è volata giù nel parcheggio del palazzo. Non ho il pollice verde, ma prendermi cura di quelle piante,  vederle crescere, fiorire, rinascere dopo il lungo e freddo inverno mi ricorda quanta vita ci sia al di fuori di queste mura.  Ho recuperato il vaso e il suo contenuto ormai malconcio con le foglie spezzate e spiegazzate, in qualche modo l’ho salvato e messo al riparo. Le piante sono come le persone, hanno bisogno di cure e di amore, e di calore.
Vorrei essere forte come un germoglio e avere la certezza di resistere a ogni intemperia della vita. Vorrei che anche la gente potesse miracolosamente rifiorire e tornare rigogliosa.
Invece no, noi uomini siamo ancora più fragili, siamo in balia di milioni di cose più grandi o o perfino più piccole di noi.
In questi giorni non ho scritto perché non ho nulla di bello da raccontare e non voglio star qui a piagnucolare, eppure questo blog è nato come un diario e come tale deve raccontare esattamente quello che accade.
Non  voglio parlare delle notti in ospedale, davanti a una persona attaccata a mille tubi, non voglio parlare del freddo che ti entra nelle ossa, dell’attesa, dell’impotenza. Vorrei parlare di altro e forse anche un po’ di me che da un po’ di tempo a questa parte sto cominciando a cedere psicologicamente e non.
Lo stress degli ultimi due mesi ha praticamente azzerato le mie difese immunitarie e ho febbre e tosse ininterrottamente. Le cure non servono a nulla, forse ho semplicemente somatizzato tutto, forse il mio corpo vorrebbe espellere tutti quei brutti pensieri che mi attraversano per adesso. Avrei bisogno solo di un abbraccio silenzioso forse.
L’unica persona che vorrei accanto adesso è Matteo, colui che ha fatto parte della mia vita per 15 anni e di cui non so più nulla da un paio di anni. Ieri è stato il suo compleanno. Non l’ho cercato, credo di non aver più diritto di interferire nella sua vita.  Però ho maledettamente bisogno di lui adesso. Lui mi ha sempre ascoltato per ore, lui mi ha sempre capito.  Lui non mi ha mai giudicato in fondo.
E cosi i giorni passano grigi e sempre uguali e rimani appesa a dei valori clinici nella speranza che avvenga un miracolo.
Invece qui si parla di hospice, di fine.
piango.

piango anche ora.

perchè non lo voglio accettare.

perchè non lo voglio un altro addio.

 

perchè non sono pronta.

 

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3 thoughts on “thanatos

  1. Senti, non so se è il caso, ma il film che segnalo nel mio blog (Mr. Nobody) è bellissimo e potrebbe in un certo senso almeno farti vedere un’altro aspetto della vita. Si trova solo in Inglese perchè, ovviamente, il nostro popolo non è degno di tale capolavoro…..

    Che dirti ?! …. Coraggio !

    Un abbraccio.
    Stefano.

  2. P.S.
    …Lungi da me qualsiasi cosa, in fondo sono un ‘soggetto’ di Internet, ma se vuoi far due parole, vuoi parlare con qualcuno che in parte capisce quello che stai passando, sono qui e puoi cercarmi quando vuoi… Tutti, prima o poi, abbiamo bisogno di qualcuno che ci allunghi una mano… Semplicemente il gesto, da una visione diversa della vita che stiamo attraversando.
    Riconosco che le parole che sto dicendo sono poco sensate in questo contesto, ma mi andava comunque dirtele sia in questo contesto ‘virtuale e volatile’ sia in qualunque altro contesto… Per certi versi, da quello che racconti, qualcosa in comune lo abbiamo….
    Bah, sono parole, sensazioni, cose così… Prendile come vengono e se si perdono hanno sempre avuto un piccolo valore.

    Ciao.
    Stefano.

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