viaggi, disagi, naufragi…

Non scrivo da un po’… da un po’ tanto in effetti. Mancanza di tempo e anche mancanza di voglia a dirla tutta.  E di cose ne sono successe in questi giorni, a partire dalla mia fuga a Milano nelle settimane scorse. Nonostante tutti gli imprevisti e gli impedimenti, alla fine sono partita. Con  la febbre alta e la bronchite. Forse sarebbe stato meglio rimanere a casa, ma io si sa, sono cocciuta come un mulo. Volevo andare a tutti i costi. Milano un anno dopo sembrava un’alta città. Inevitabilmente ho ripensato al weekend dell’anno precedente, quello trascorso a casa di Fritz. I ricordi sono bastardi, i ricordi ti fregano ti annegano, ti trascinano ti fanno star male.  Amarezza  mista a disgusto…E mi sento pure stupida per aver creduto a due occhi verdi e a due labbra carnose. Questa volta invece Milano era diversa,è cambiato qualcosa… forse sono cambiata io. E’ stato un weekend strano, un po’ disastroso. Avevo mille progetti in mente e sono riuscita a realizzarne solo la metà perché non stavo affatto bene. Non ho potuto godere a pieno degli amici e del resto. Ho visto la mostra di Mucha e sono rimasta incantata come un’idiota davanti alle stampe che raffiguravano la personificazione delle pietre preziose. Ho camminato tanto e avevo le ossa gelate, ho anche fatto shopping e acquistato tantissime e bellissime cose inutili di cui non avrei potuto fare a meno.  Ho anche rivisto i miei amici e loro riempiono sempre le mie giornate…I loro sorrisi, le loro battute, il loro prendersi cura di me. Loro mi fanno sentire fortunata e anche un po’ amata.  Di alcuni momenti ne faccio tesoro.
Una volta rientrata a casa la mia vita è stata assorbita dalla scuola e dagli scrutini Fine primo quadrimestre. Io ho dato i voti… nel senso che ho preparato le pagelle…non è ancora il momento di farmi suora. E’ strano passare dall’altro lato e giudicare. Poi io non sono una brava maestra, siccome li adoro, metterei 10 a tutti quanti. Ho ottenuto due grandi vittorie. Ho cominciato a insegnare francese nella stessa scuola e ho conquistato l’interesse dei più ribelli ( e questo mi gratifica molto di più).  Passo gran parte delle mie giornate a scuola e la sera arrivo a casa talmente stanca da non riuscire ad aprire il pc. Per il resto a casa è un calvario ed è inevitabile. La malattia si espande e ogni giornata si porta via un pezzo di serenità e di me. Ho anche pensato di sentire uno psicologo.Ci sono delle cose che non riesco a metabolizzare…
Lamia  vita sociale in compenso è parecchio movimentata ultimamente. Per non stare a casa e respirare quest’aria pesante esco spesso.  Ho attorno dei ragazzi  qui che mi puntano, non so come andrà…a dire il vero non mi interessa nulla di nessuno di questi, non trovo stimoli…La verità è che è veramente difficile trovare qualcuno che sia interessato a me, qualcuno che voglia capire come sono fatta, che scavi, che mi apprezzi cosi come sono con tutti i miei difetti. Sono un po’ stanca di inseguire la gente…
ah si in realtà ho un tarlo…però è una cosa più grande di me,  più strampalata di me, e quindi boh… forse è meglio lasciar perdere, sarà un altro dei miei film…
Insomma la mia vita è un caos.
Io vorrei solo più tempo e una persona che mi abbracci la sera prima di andare a letto.

tutto qui.

chiedo forse troppo?

 

 

 

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2 thoughts on “viaggi, disagi, naufragi…

  1. Avere un pò di serenità serve a tutti. Sei immersa in questa nuova vita, solcata da ricordi, dai fatti quotidiani, da pensieri ossessionanti, e tanta voglia di fuggire sempre.

    La frase più bella dei tuoi pensieri è stata: ‘Loro mi fanno sentire fortunata e anche un po’ amata. Di alcuni momenti ne faccio tesoro.’

    Ecco cosa è importante. Solo questo. Pensare di non esser soli, che qualcuno ci veda sempre nelle nebbie del quotidiano, che ci facciano sentire vivi.

    Scrivo da cani questa mattina, spero d’averti trasmesso almeno il senso del mio pensiero.

    Ciao.
    A presto.

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