Natale (parvenze…)

e così anche questo Natale è arrivato. In casa fervono i preparativi per il classico cenone della Vigilia. Cenone…che poi qui siamo Io Mammita e tu… Nonostante tutto, anche se l’atmosfera in casa non è affatto di festa, ho deciso che sarò io a cucinare più tardi e pretendo il menù tradizionale….Ieri ho comprato tutto il necessario e quindi mi improvviserò Antonella Clerici. Che poi in cucina me la cavo pure….tutto merito di mio papà e delle molteplici cene organizzate quando abitavo a Roma… Avevo proposto cibi ghiotti e complicatissimi, perché  almeno a Natale dopo un anno di dieta e sensi di colpe forse ci sta pure….Non avevo fatto i conti col fratello vegano che ti propone la tristissima cotoletta di soia anche per le feste e con mia madre che “non vuole trascorrere tutto il pomeriggio ai fornelli”…. Povera me! Quindi alla fine  al diavolo tutto e preparo io…
Almeno quest’anno non sono in ospedale come da 5 anni a questa parte e non vedrò quel bruttissimo quadro con la scimmia appesa in sala d’aspetto.
Non è facile cercare di farlo sembrare un giorno normale quando hai un malato terminale che dorme nella stanza a fianco, ma se questo è l’ultimo Natale assieme, allora voglio che qui ci sia una parvenza di normalità…parvenza appunto….perché tutto è meno che allegria e spensieratezza.
Ad ogni modo sono in ferie e le recite dei marmocchi sono state un successone. Anche i piccoletti, quelli muti hanno cantato e io gongolo…
Piccole soddisfazioni che hanno dato un senso a queste settimane.
Non chiedo grandi cose questo Natale….solo di aver accanto le persone che amo, tutti coloro che quest’anno non mi hanno mai abbandonato… Il resto non conta….
ed è l’augurio che faccio anche a tutti quelli che ogni tanto passano da qui a leggere questi post strampalati.
Buon Natale a tutti, spendete meno e abbracciatevi di più…

 

natale-2014-decorazione-tavola-raffinata.jpg

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8 thoughts on “Natale (parvenze…)

  1. Cerca di passare le prossime ore in serenità. Anche se i problemi che attraversano ognuno di noi, non possono certo essere dimenticati… Ma almeno attutiti.

    Auguri.
    Stefano.

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