Ovunque fuori dal mondo

Una di quelle sere in cui squilla il telefono e la tua migliore amica, quella di sempre ti dice: “preparati ti passo a prendere, non ci vediamo da un po’, c’è una degustazione di vino stasera”, e tu anche se  stanca cedi…Cosi’ ti ritrovi in macchina dopo una giornata di fatiche post prove recita natalizia cercando di apparire avvenente come Sharon Stone ma l’unico risultato che ottieni è qualcosa di simile alla gattara dei Simpson…
“”Ma si ” mi dico… “In fondo ne ho bisogno, devo vedere gente, devo conoscere qualcuno d’interessante”.

E così ti ritrovi all’interno del locale più trendy del momento dove si degustano hamburger di “mortadella” in versione chic e si tracanna l’ultima produzione di un noto viticoltore. Mi ritrovo in mezzo a una bolgia di persone, tutti allegri, tutti gioviali, tutti elegantissimi, tutti “giusti”,tutti super fashion e pronti a uccidersi tra di loro per accaparrarsi un sandwich al buffet. E lì ti senti assalire da quella solita, nota sensazione dell’essere sempre costantemente fuori luogo.
Forse non ho indossato il tacco giusto, forse i capelli sono spettinati e il trucco non va bene, l’abito non è adatto….

E vorresti sparire in mezzo a tutto quel caos, quelle luci, quelle risate…
La mia amica si ferma a parlare con dei colleghi di lavoro, un tizio mi ferma e mi offre un nuovo cocktail…è qualcosa di orgasmico, distillato di arance, menta, lime, distillato di anice, ghiaccio…
lo sorseggio velocemente poi prendo l’unica decisione possibile in quel momento: svignarmela…cosi mi perdo tra i vicoli della città vecchia, il centro storico di sera è un labirinto di stradine chiassose, poco illuminate, in alto le luminarie di natale e attorno me si alza il fumo dalle griglie dei venditori di cibo di strade.
Palermo è così, opulenza e povertà, colori e profumi e poi degrado…La chiesa al centro della Piazza è aperta nonostante siano le 22. Entro e percorro la navata, è un trionfo di stucchi, affreschi e marmi policromi e in quegli intarsi esplode la mia terra in tutto il suo splendore, c’è la Sicilia dentro. Hanno allestito un presepe in una cappella , rimango li a osservarlo un po’.
Quest’ anno non ho fatto l’albero.
Non ho voluto.
Paura, perchè Natale per me è un ricordo da rimuovere.
Il 18 ci sarà la recita, il 18 saranno 4 anni dalla scomparsa di mio padre.
Mando giù l’aria nei polmoni. Piccoli segnali di una presenza costante, di un amore infinito.
Mi ricordo della mia amica.
Mi starà cercando…
La trovo ancora li’ e la osservo da lontano, bella, sorridente sicura di sé, accattivante, e poi ci sono io…il suo esatto contrario, la gattara dei Simpson.

si volta, mi vede “ti stavo cercando…”

le sorrido….anch’io stavo cercando me, ma non mi sono ancora trovata..
forse ha ragione Baudelaire….

“Mi sembra che starei bene sempre dove non sono , ovunque, purché fuori dal mondo”

quadro vucciria di renato guttuso.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

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4 thoughts on “Ovunque fuori dal mondo

  1. Forse hai bisogno di intimità lontane dal quotidiano fracassone inutile e ciarlatano.
    Forse hai uno spessore diverso, una grande sensibilità che se da una parte ti fa sentire fuori luogo, dall’altra ti apre la finestra della speranza e del riscatto.

    Resta così. Sei molto più bella.
    Ciao.

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