Piove ma non troppo

ore 22,54 della sera, scrivo dal mio lettone, da Milano. Fuori dalla finestra la pioggerellina soffice e intermittente innaffia pensieri che crescono dai marciapiedi e dalle strade affollate. Mille visi, mille luci, mille incroci, battiti….I semafori scandiscono ritmi da maratoneti e le auto sfrecciano veloci tra le biciclette. Dicono che ci sia grigiore in giro, io invece non riesco che a vedere un caleidoscopio di mille colori brillanti e vivaci. Sono quelli dell’anima che lentamente torna a svegliarsi da un torpore ormai passato. Nuove consapevolezze, nuove certezze, l’aver preso coscienza di aver dato tantissimo a chi mi ha dato meno di poco. Essere riusciti a cancellare anche gli ultimi ricordi belli, quelli da tenere in un cassetto del cuore, per colpa dell’indifferenza. Essere infine sicuri che tutto questo male, io in fondo, non lo meritavo affatto e che forse non eravamo neppure così amici.
Inghiotto bocconi amari, ma allo stesso tempo i polmoni si riempiono di aria buona….
è iniziata la mia seconda settimana qui e la prossima dovrò già ritornare. Il tempo, quando stai bene, vola. Sto facendo tesoro di questi momenti perché mi serviranno nelle prossime settimane quando tornerò alla triste realtà. Sto anche cercando lavoro da queste parti, ma la vedo dura… Il corso procede bene, le mie colleghe sono in gamba, siamo affiatate. Sono già uscita allo scoperto, non so perché, ma da sempre mi porto dietro l’etichetta della “tipa serafica che mette tranquillità”… Oggi mi hanno persino chiesto se io facessi yoga visto che non mi arrabbio quasi mai. In realtà accade, e quando accade si scatena l’ira funesta.

Ad ogni modo, sto bene. Oggi posso dire che sto bene. Sono ancora incompleta, ma sto bene….tutto il resto verrà da sé. La prossima settimana verrà a trovarmi qui una mia amica dalla Sicilia. Ah si… dimenticavo. Le mie amiche di Palermo sono a lutto da quando manco io. 🙂 Il mio tel squilla in continuazione e ricevo sms fino a notte fonda. Mi mancano anche loro, ma tre settimane passano in fretta. è bello sapere che a casa c’è qualcuno che ti pensa, forse ho seminato qualcosa di buono in questo cammino. Ho sempre paura che gli altri non capiscano nulla di me, che non trasmetta niente del mondo che ho dentro e del bene che voglio loro. Poi invece la vita mi ricorda di essere circondata da gente che mi adora….troppo volte mi chiedo il perché, troppe volte mi chiedo se sono in grado di ricambiare in modo adeguato….
Vorrei che la vita adesso fosse meno severa. Mi ha già chiesto tanto. Vorrei cantare. Si vorrei cantare sotto la pioggia….

singing in the rain….

e poco importa se torni a casa inzuppata, forse non ci sarà sempre un ombrello pronto a ripararci, ma ci sarà sempre un domani a ricordarci che fin quando ci sarà odore di terra bagnata da respirare, non sarà stato tutto vano….

ombrelli

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