Holding back the tears

Non so dove abbia trovato il coraggio, c’ho messo un anno e 11 mesi esatti, ma alla fine l’ho fatto. Ho aperto l’armadio di mio padre e l’ho rovistato. Ho preso delle sue camicie, belle, nuove, sapevano ancora di lui, e le ho date via. Ho deciso di darle in beneficenza. Ho deciso che era il momento. Nessuno potrà più indossarle, e negli ultimi mesi della sua vita erano perfino troppo grandi per lui, un corpo ormai divorato dalla malattia. Per ogni camicia messa via, c’era un ricordo da associare, un profumo, un sorriso, una sensazione.
Quelle rimarranno in me. Non so chi le indosserà adesso, ma mi piace pensare che siano destinate ad un omone sorridente e forte come mio padre. Penso che mio padre lo avrebbe fatto, sarebbe stato felice di questo gesto. Lui aiutava sempre tutti. Io invece non ci sono riuscita, per due anni le ho tenute li chiuse nel suo armadio, ancorate a quelle grucce, quasi come una prova tangibile del fatto che lui sia davvero stato qui fra noi un tempo. Non è stato un sogno. Quasi come a volersi illudere che tanto domani entrerà ancora da quella porta, aprirà il suo armadio e le indosserà, come se fosse qui.
Invece no. Non mi chiederà consigli su come indossarle, non mi mostrerà i suoi  ultimi acquisti.
Non importa papà, stasera abbiamo aiutato qualcuno, chissà se lui percepirà il tuo profumo li su quei tessuti. Che sanno di bucato e sanno ancora di te. Io l’ho percepito papà… tu ci sei, ma forse non erano i tessuti, forse sono io che so ancora di te, del resto io sono parte di te. per sempre.

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7 thoughts on “Holding back the tears

  1. Una delle cose belle dell’essere umano è il ricordo, nel bene e nel male. Perché in qualche modo ci permette di esserci, di vivere, di sentire.
    Avevo una nonna stupenda, che vivevo poco perché a 800 km di distanza da me anche se tutta quella distanza a noi ci ha sempre fatto un baffo. Eravamo vicine nonostante i km. E quando se ne è andata mi hanno dovuto costringere ad andare al suo funerale. Io non ci volevo andare. Non volevo vedere, annusare, vivere e sentire.
    Ognuno reagisce al dolore come vuole, o meglio, come riesce. Non c’è niente di sbagliato in quello che si fa o non si fa se è una conseguenza al dolore.
    Puoi dare via tutto quello che vuoi. Lui non se ne andrà mai via da te.

    • hai ragione, il ricordo è indelebile, gli oggetti sono solo legati al nostro egoismo di tenere in vita queste persone. I sorrisi sono quanto di più prezioso mi rimane. Assieme agli insegnamenti. Grazie per il tuo commento e per le tua confidenza su un argomento così intimo….

  2. A volte capita che l’amore tra due persone esondi dalla loro relazione e vada a permeare altre esistenze. Quando accade c’è un profumo nuovo nell’aria, colori più nitidi scendono nelle abitudini e le persone ne rimangono ammaliate. Bravemente ma intensamente. Chi indosserà quelle camicie sentirà quel profumo e i suoi occhi metteranno a fuoco meglio il senso degli eventi. Il dono avrà fatto il suo corso e tutti i papà faranno festa in paradiso. Grazie della tenerezza.

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