word of the day: scatafascio

E’ sempre un piccolo trauma tornare a scrivere di questi tempi, questo scavare dentro di me, adesso, in questo periodo della mia vita risulta difficile o quasi impossibile. Dovrei tirar fuori troppi mostri e troppi ricordi e al momento, preferisco ingoiarli.

Gli ultimi giorni mi hanno tenuto lontana dal pc, la persona incaricata di scrivere il copione della mia vita si sta divertendo a buttar giù una sceneggiatura horror con qualche tocco di sadismo. Un vero maestro dell’imprevedibile. Tutto quello che sta accadendo è un susseguirsi di immagini già viste e che non mi piacciono affatto. Dentro di me vorrei urlare, vorrei dire che è possibile cambiare tutto, ma non è così, le malattie, alcune, non puoi cambiarle, puoi solo soccombere. Non è il tempo degli addii e non voglio che accada di nuovo, ma trovare dentro di me la forza di andare avanti e di incoraggiare gli altri, forse non è di facile attuazione.
Ci sto provando ad ogni modo, se questi sono gli ultimi giorni che ci rimangono da vivere assieme, voglio che siano comunque degni di essere ricordati, quindi ogni sorriso donato, spero che rimanga stampato nella mente e nei ricordi, di chi un giorno sarà lontano da me, perduto nell’evanescenza di un infinito a noi ignoto.
vorrei solo qualche momento di tranquillità, vorrei solo chiudere gli occhi, respirare e avere come unico pensiero della testa: “che abito indossare oggi?”.
la spensieratezza, la leggerezza non so più cosa siano, troppe sfide negli ultimi anni, eppure eccomi qui.

31 anni da poco compiuti, un futuro da costruire e un passato che mi tiene inchiodata a terra. il mio passato è la mia zavorra, il mio fardello.
questo vortice rischia di travolgermi e io sono sempre più disorientata.
la parola giusta per definire tutto questo è: scatafascio, the word of the day.
probabilmente il mese di agosto lo passerò in ospedale, come due anni fa…
agosto, gente che va, gente che viene. e la mia mente esplode…tempo di ritorni che mi sconvolgono già i lepidotteri dello stomaco e tempo di partenze che mi agitano i grilli per la testa. Non so chi ritroverò qui a settembre, so solo che io non aspetterò nessuno…….intanto sogno, perchè quando ti annoi un po’, sognare è come volare senza muoversi dalla stanza.

sogno il mare della mia Sicilia, sogno una terrazza, sogno il vento tra i capelli, sogno una parentesi rosa tra le parole “vaffanculo”, giusto per anticipare i tempi.

Eh, si la mia vita è un casino, ma chiunque continuerà a leggermi capirà che di cose da scriverne ce ne sono eccome………e prometto, il prossimo post non arriverà tra 2 mesi….sempre che il nostro sceneggiatore supremo non abbia previsto capitoli alternativi.
see you soon 

Immagine

 

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